RIFONDAZIONE: «IL SINDACO FA SOLO ANNUNCI, LA MAGONA STA CHIUDENDO»

Ombre fosche si addensano sul futuro degli stabilimenti piombinesi, in particolare sembra sulla Magona, in quanto Alcerol pare stia lavorando per delocalizzare all’estero le produzioni, e quindi la Segreteria di Federazione PRC Piombino-Val di Cornia-Elba presenta questa importante denuncia mentre le istituzioni, sempre secondo il partito, si limitano a fare solo annunci. Pubblichiamo integralmente il comunicato, eventuali commenti possono essere inseriti alla fine dell’articolo stesso.

«Siamo all’inizio di dicembre – inizia il comunicato – e mentre il Sindaco Gianni Anselmi annuncia un nuovo fantomatico “Progetto Siderurgia”, in Magona la zincatura cinque (ultimo investimento) ha già fermato la produzione, senza prospettive di ripartenza nel primo trimestre 2011, nei prossimi giorni fermeranno tutte le linee a produzione con utilizzo massiccio della CIG fino a gennaio inoltrato.

Se il primo trimestre 2011 sarà in esercizio solo la zincatura 4, è evidente che ci sarà un sempre maggior sotto utilizzo degli impianti di Laminazione (Tandem C.C., Decapaggio e servizi collegati) il che porterà ad una escalation nel ricorso alla CIG (nell’ordine di 8-10 giorni mensili).

La direzione del gruppo Arcelor -Mittal ritiene lo stabilimento di Piombino, cosi come quello di Sagunto (Spagna) ,Fosse (Francia) non competitivi.  Infatti ritiene i costi di produzione troppo alti e indirizza tonnellate verso siti del gruppo che realizzano a minor costo.

Nello stabilimento di Piombino i lavoratori e maestranze respirano un’aria di semi abbandono, Il gruppo si è indirizzato a sfruttare il più possibile quello che è rimasto degli ammortizzatori sociali:CIG, mobilità e si intravede una linea che è già stata usata ultimamente con lo stabilimento EATON di Massa.

Nel 2010 la produzione Arcelor-Mittal Piombino è stata di 480.000 TONS (grazie ad alcune problemi createsi in altri stabilimenti Europei), per il prossimo 2011 la direzione della multinazionale ha deciso che a Piombino verranno prodotte 330.000 TONS (150.000 in meno rispetto al 2010), il che vuol dire che a lunga distanza (ma non più di tanto) si intravedono prospettive nefaste come la chiusura del reparto laminazione (Tandem C.c., decapaggio,servizi collegati,.. ) reparto che sarebbe sostituito con l’arrivo di prodotti semilavorati pronti per la copertura, questo significherebbe un esubero di oltre 150 lavoratori (tra Magona e indotto) da aggiungersi ha quelli già in esubero. Ricordiamoci che negli ultimi anni sono stati persi oltre 300 posti di lavoro nello stabilimento piombinese.

Intanto Arcelor Mittal ha già concordato tre anni di CIG per il prossimo quinquennio il che fa apparire evidente le prospettive di graduale disimpegno nel nostro territorio. La situazione è quindi gravissima e non si risolve con le solite promesse del Sindaco.

Occorre – conclude Rifondazione – un’intervento Regionale e Nazionale di politica industriale deciso, che ostacoli i piani di dismissione della multinazionale e salvi un’industria storica per il nostro paese».

Segreteria Federazione PRC Piombino-Val di Cornia-Elba

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Scritto da il 7.12.2010. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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