CAMPIGLIA: CEMENTO, TEMA CATALIZZATORE ELETTORALE

Campiglia è uno dei borghi più belli d’Italia, e la natura rigogliosa che la collega geograficamente a Suvereto e Sassetta, oppure a San Silvestro, emoziona anche il più distratto dei suoi visitatori. In questi ultimi anni però lo spettro del Cemento, insieme alle cave sempre più invadenti, aleggiano sul territorio, e porzioni importanti di verde rischiano di sparire. Leggiamo sull’argomento due lettere dei candidati Massimo Zucconi (Comune dei Cittadini) e Rossana Soffritti (Campiglia Democratica).


LA TOSCANA DEL CEMENTO, TRA VECCHIO E NUOVO.

Se il territorio è uno dei temi più dibattuti in Toscana lo si deve semplicemente a scelte discutibili e a persone che non se la sentono di condividere scempi ambientali in nome di “modernità”, “salvaguardia dinamica”,“sviluppo contemporaneo”,“sviluppo composito”, ”armonia dei contrasti”. Concetti assai oscuri, credo per molti.

La realtà è che, negli ultimi quindici anni, il territorio è stato l’oggetto di pressanti interessi della rendita. Una forma di arricchimento che non trae origine dalla capacità dell’imprenditore di fare buoni prodotti, ma più semplicemente da decisioni pubbliche che consentono di trasformare terreni agricoli in aree edificabili e dall’attesa che la lievitazione dei prezzi di mercato di beni non deperibili, come i terreni e le costruzioni. Ne sanno qualcosa coloro che devono comprare la prima casa, o cercarla in affitto, e anche le imprese che devono investire nella produzione di beni. Sulla crescita illimitata della rendita immobiliare hanno investito anche speculatori finanziari e banche con attese di guadagni facili che, una volta crollate (perché infondate), hanno trascinato l’economia in una crisi mondiale, a partire dagli Stati Uniti.

Di questo si è trattato. Di un fenomeno speculativo, ciclico, che rinvia più agli anni 50-60 del secolo scorso che alla modernità. Un fenomeno che ha interessato gran parte dei paesi sviluppati., Italia compresa. La Toscana sembra collocarsi in una posizione intermedia tra le regioni italiane, con un incremento di consumo di suolo del 15,71% tra il 1990 e il 2005. Ma, come rileva l’Irpet, si deve considerare che una cosa sono la maremma e le colline senesi (simili agli anni 50), altra cosa è la toscana costiera a nord e l’asse centrale della regione dove assistiamo ormai ad una saldatura del territorio urbanizzato.

Non tutti hanno reagito allo stesso modo. In Germania, Francia, Inghilterra, sono state adottate misure per contenere il consumo di suolo. In Italia non è stato fatto nulla, anzi sono stati fatti condoni per chi ha abusato. La Toscana, nel 2000 e nel 2005, ha approvato leggi con buoni principi, ma la prassi è molto distante dagli enunciati.. Si sarebbe dovuto occupare nuovo suolo esclusivamente per comprovate necessità e solo dopo aver dimostrato di non poterlo reperire nelle aree già urbanizzate. In campagna si sarebbero dovute ammettere solo costruzioni funzionali alla produzione agricola. Basta guardarci intorno per comprendere come paesi e città si ampliano a dismisura (senza rapporto alcuno con la crescita demografica) e come le campagne sono aggredite da seconde case, capannoni e impianti che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura.

A Campiglia, in vigenza di queste leggi, si è fatta una variante al piano regolatore per far costruire un impianto di betonaggio nel mezzo ai campi coltivati alle Lavoriere, a poche centinaia di metri da un’area produttiva già urbanizzata che avrebbe potuto accoglierlo a costi molto più contenuti. A ridosso del centro storico, pochi giorni prima dell’entrata in vigore di norme regionali che avrebbero reso inattuabile quella previsione, è stata approvata in fretta e furia una lottizzazione per 51 villette destinate a RTA su una superficie di 25.000 mq., pari alla metà dell’intero centro storico. Tutto ciò mentre con il piano strutturale in fase di redazione si affermava che le RTA erano tipologie ricettive da non realizzare. I danni di quell’intervento sul patrimonio storico li vedremo una volta realizzato. I benefici sull’economia reale temo dovremo attenderli molto.

Di questo si tratta, di scelte destinate a impoverire le nostre risorse. Il rischio è quello di trasformare i territori in aggregati di contraddizioni, senza una precisa identità, omologati e per questo più deboli proprio nella competizione globale. In confronto, dunque, è tra una visione (davvero antica) che affida al cemento le sorti dell’economia, e una che guarda alle risorse identitarie come opportunità per il futuro. Di questo si parli, senza anatemi e arroganze.

12 maggio 2009


Massimo Zucconi (candidato sindaco di Campiglia per “Comune dei Cittadini”)

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CEMENTO: TUTELA FORTE DELL’AMBIENTE SENZA RINUNCIARE AGLI INVESTIMENTI

Il mondo cambia con grande velocità e quello che eravamo noi e le nostre città dieci anni fa non è più quello di oggi e fra dieci anni saremo ancora diversi e se le nostre scelte non sapranno stare al passo con i tempi, potremo solo dire di aver sbagliato. Custodire i beni e le identità del passato fa parte della nostra cultura politica, ma non possiamo che guardare al futuro alla ricerca di nuove opportunità affrontando i cambiamenti.

Se pensiamo alle nostre famiglie che, fino a non molti anni fa lavoravano nell’industria che pareva avere prospettive immutabili, oppure nell’agricoltura, legata alla conduzione familiare, che accoglieva molta mano d’opera femminile, ci si accorge che di quel tempo poco è rimasto, e quel che è rimasto ha dovuto cambiare radicalmente.

Si può pensare in maniera velleitaria di poter fare a meno di certi impianti, di certe attività, sperando che qualche altro territorio li ospiti, ma in realtà nessuno vorrebbe rinunciare a quello che ha conquistato. Allora la sfida non è vivere fuori dal tempo ma governare il proprio tempo.

Se nelle aree dedicate si investirà in produzione di qualità, nuove tecnologie, in ricerca, spazi dedicati alla produzione di energia pulita, il suolo occupato ci avrà restituito molto di più di quanto ci è stato tolto. Non ci siamo mai allontanati dalla convinzione che il suolo, l’acqua, il paesaggio vadano gestiti con grande rispetto, perché ci sono dati in forma limitata e abbiamo il dovere di lasciare il meglio alle generazioni future. Noi puntiamo sul lavoro, l’esaltazione delle vocazioni del paese, la tenuta delle società. Questo abbiamo fatto in questi anni, con scelte basate su una tutela forte senza rinunciare a investimenti e a progettualità innovative. E questo continueremo a fare.

Le nostre scelte urbanistiche verteranno sulla ricerca della miglior riorganizzazione urbana, sul recupero delle aree critiche creando le condizioni affinché alcuni insediamenti produttivi si trasferiscano nelle aree pip e le superfici liberate possano rinascere con funzioni nuove. La nuova città si proporrà con una migliore mobilità, con luoghi dedicati ai servizi meglio accessibili, con nuovi spazi dedicati alla socializzazione.
Ecco perché vogliamo dare un’opportunità turistica vera a Venturina col potenziamento del Parco termale in relazione con l’area dei laghetti risistemata e fruibile.

Alle volte leggiamo affermazioni intellettualmente poco oneste, perché è nostra e non di altri la scelta fatta col Piano strutturale di puntare sulla tipologia alberghiera pura e non consentire la previsione di nuove Rta, una tipologia robustamente presente nei Piani regolatori vigenti.

La stazione ferroviaria di Campiglia andrà adeguata con la creazione di servizi affinché possa rispondere a un ruolo di stazione di territorio per l’integrazione dei vari tipi di trasporto. E poi ancora il progetto di campus scolastico, il ripensamento dell’area fieristica di Venturina, la cura del centro antico di Campiglia.
Ciò che ci suona strano è l’atteggiamento di chi è stato per anni protagonista nelle scelte politiche del territorio e di chi ha progettato la Rta della Fonte di Sotto, oggi schierati contro, verrebbe da dire, se stessi.
15 maggio 2009


Rossana Soffritti (candidato sindaco di Campiglia per “Campiglia democratica”)

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Scritto da il 16.5.2009. Registrato sotto politica. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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