PIOMBINO: “DOPO IL CARCERE…” INCONTRO CON TOVOLI

Dopo Elio Germano continuano gli incontri con personalità dello scenario cinematografico italiano. Sabato 4 aprile presso la nuova libreria Coop è stato ospite il direttore della fotografia Luciano Tovoli, collaboratore di registi del calibro di Antonioni, Argento, Scola ed altri, che nel pomeriggio ha, invece, preso parte al corso sul cinema che si è tenuto all’interno del carcere di Porto Azzurro per l’iniziativa “Cine 27” organizzata in collaborazione con il centro culturale Samarcanda, Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) e con il patrocinio del Comune di Piombino.

A seguito di un’introduzione di Marco Formaioni, Tovoli ha subito preso la parola ringraziando per la possibilità che gli è stata data di prendere parte a questa iniziativa dal momento che era la prima volta che entrava realmente in un carcere e che ha avuto modo di far vedere ai carcerati un film al quale ha lavorato che è “La cena dei cretini” di Francis Veber grazie al quale ha potuto “donare 83 minuti di puro piacere”.

Ha proseguito parlando della funzione sociale che iniziative come queste possono avere citando altri suoi due film sociali che sono, rispettivamente, “La Cina” di Antonioni, ovvero il viaggio in Cina fatto nel 1972 appena dopo la rivoluzione culturale cinese, che è poi costato una scomunica come cineasti occidentali ai due ma che adesso è fortemente apprezzato dagli stessi giovani cinesi, mentre l’altro è un film televisivo “Il diario di un maestro” di Vittorio De Seta nel quale si racconta la storia di alcuni ragazzi che, cacciati dalla scuola, sono stati poi chiamati a formare una nuova classe che arrivò sorprendentemente preparatissima agli esami.

Tovoli è passato poi ad illustrare l’importanza della figura del direttore della fotografia che spesso non viene ben considerata all’interno di una produzione cinematografica. A tal proposito ha colto l’occasione per elogiare visivamente la città di Piombino che “ha degli scorci splendidi che non sono quelli paesaggistici banali della Toscana nota poiché c’è la fabbrica, c’è il mare ed è una benedizione per un uomo dell’immagine contemporanea come un fotografo od un cineasta”.

Guidato dalle domande della critica cinematografica Francesca Lenzi, che coordinava l’incontro, Tovoli ha parlato del suo amore per la fotografia e di come la collaborazione con il cinema francese sia nata anche grazie alla sua ammirazione per il fotografo d’oltre Manica Henri Cartier-Bresson, per il quale andò a Parigi al fine di conoscerlo, ma soprattutto grazie ad un film di Vittorio De Seta, “Banditi a Orgosolo” del 1961, che ebbe un grande successo in Francia.

Parlando, invece, della sua collaborazione con Dario Argento ha preso in esame i due film a cui ha lavorato, che sono “Suspiria” e “Tenebre”, per dire che la fotografia ma anche il cinema possono essere collegati alla pittura e se ne possono cogliere dei legami che non si esaurisco a Caravaggio o a Veermer, ma arrivano fino a Francis Bacon per “Suspiria” o a Mondrian per “Tenebre”.

Sollecitato da Lenzi, Tovoli ha accennato poi ad un possibile progetto su un film, incentrato su Piombino, in collaborazione con il nostro concittadino Nicola Calocero, per il quale deve sempre entrare in comunicazione con la Film Commission di Firenze.

In seguito alla domanda della prof.ssa Boninu, che si interrogava su quale possa essere il futuro del cinema a seguito del galoppare incessante delle nuove tecnologie, Tovoli ha potuto replicare che proprio la presenza di nuove forme sempre più avanzate di tecnologie digitali portano lo stesso cinema ad evolversi e non a ripiegarsi su se stesso come la sempre minore affluenza di pubblico nelle sale cinematografiche potrebbe far supporre. Ciò che dovrebbe cambiare è il modo di relazionarsi con il cinema che, in seguito ad una sempre più progressiva ignoranza, ha portato ad una sorta di diffidenza, da parte anche dello stesso Ministero, nei suoi confronti come fosse qualcosa di pericoloso da controllare. L’avvento poi della televisione e della grande programmazione che viene proposta ha fatto in modo che la pratica di andare al cinema a godersi un film diventi sempre meno diffusa in luogo di una forma mentis che induce all’isolazionismo casalingo. Tovoli ha poi concluso l’incontro con un ringraziamento a Tornatore e al suo “Nuovo cinema Paradiso” con il quale egli “ha ricreato il cinema, cinema vero”.


Serena Scateni

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Scritto da il 5.4.2009. Registrato sotto cultura. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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