LAVORO DEI DISABILI, VERSO UN PATTO REGIONALE

Sempre meno diversi e sempre più cittadini. Il cammino per l’integrazione dei disabili in Toscana registra un graduale aumento del numero di coloro che riescono a inserirsi nel mondo del lavoro, con tutto quel che comporta in termini di formazione, adeguamento delle sedi, raccordo con il sistema dell’istruzione e dell’orientamento.

«Nel 2007 – spiega l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini – i disabili iscritti al collocamento, in Toscana, erano complessivamente 37.418, a fronte dei 34.700 dell’anno precedente. I nuovi iscritti sono passati da 5.468 a 6.171, mentre gli avviamenti registrano un leggero calo, passando da 2.581 a 1.822. Sono numeri che vogliamo far crescere ancora, richiamando le imprese a una responsabilità sociale che ancora, troppo spesso, eludono.

Come dimostra l’incremento del fondo regionale per i disabili che si alimenta c on i soldi delle sanzioni, passato in 2 anni da 1 milione e 700 mila euro a 3 milioni e 290 mila, le imprese spesso preferiscono pagare le sanzioni piuttosto che assumere. E’ una tendenza da invertire in una fase in cui la crisi espone a maggiori rischi le categorie più deboli. Per questo dobbiamo tenere alto l’impegno per il collocamento mirato e moltiplicare interventi e risorse. A questo scopo convocheremo a giorni una riunione della commissione tripartita, insieme alle istituzioni locali, per definire le linee di un Patto regionale per la disabilità da sottoscrivere con le parti sociali».

La Toscana, come ha ricordato Simoncini intervenendo al convegno organizzato oggi da Anmic regionale (associazione mutilati e invalidi) all’Istituto degli Innocenti, è stata fra le prime regioni italiane ad applicare la legge che ha sostituito ai vecchi meccanismi la formula più flessibile del collocamento mirato. Oggi l’attenzione è diventata più stringente, anche per la necessità di sostenere con più forza il lavoro delle fasce deboli. «La legge – aggiunge il presidente della Federazione fra associazioni nazionali disabili (Fand) Antonio Quatraro – parte da un principio sacrosanto, ovvero ‘l’uomo giusto al posto giusto’. Purtroppo però non è sempre facile raccordare la formazione professionale col mercato del lavoro. Spesso alcuni datori di lavoro pongono aspettative troppo elevate per occupare un disabile». La necessità di uno sforzo ulteriore è stata richiamata anche dal presidente regionale Fand Virgilio Rafanelli, che ha sottolineato l’emergenza costituita dalla crisi attuale, che rischia di emarginare ulteriormente i lavoratori disabili

Uno strumento in più è costituito oggi, dalle risorse del Fondo sociale europeo che nella nuova programmazione 2007-2013 mette a disposizione oltre 40 milioni di risorse per interventi di formazione, voucher e percorsi personalizzati, aiuti alla creazione di impresa, incentivi alle imprese che assumono lavoratori svantaggiati, servizi e reti di solidarietà, interventi per l’orientamento.

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Scritto da il 25.3.2009. Registrato sotto sociale. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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