FOLLONICA: «TUTELARE IL DIRITTO ALLO STUDIO DEI GIOVANI»

Gli studenti di Follonica non ci stanno alla assurda fine del loro corso universitario, e replicano punto per punto agli articoli recentemente usciti sulla stampa. Leggiamo insieme.

«Come temevamo – inizia il comunicato degli studenti follonichesi – dopo qualche articolo sulla cronaca locale, di cui alcuni contenenti anche gravi inesattezze sulla nostra università, e dopo l’approvazione della delibera in consiglio comunale che ci dava totale solidarietà, sulla triste fine dell’università a Follonica e caduto un silenzio di tomba. Come studenti e cittadini non possiamo permettere che questo avvenga.

Questo non per noi, ai quali hanno garantito che potremmo terminare i nostri piani di studio, ma per chi dopo di noi, non avrà più la possibilità di laurearsi perché la propria famiglia non si potrà più permettere di mantenerlo nelle super costose sedi di Pisa e Siena.

Per chi non lo avesse ancora capito, la causa della chiusura dell’università a Follonica non è la mancanza di iscritti. Non chiude nemmeno perché non ci sono i soldi. Non chiude neanche perché la didattica è scadente o perché ci sono altri corsi simili nelle vicinanze (Scienze ambientali ECOGEFCO è l’unico in tutta la costa tirrenica).

Chiude perché due leggi dello stato italiano (decreto Mussi e Finanziaria 2009) si contraddicono nei fatti, e tolgono in questo modo i requisiti (in particolare per il numero dei docenti di ruolo) per continuare a mantenere attivo il corso di Scienze ambientali ECOGEFCO, che è il secondo corso per numero di iscritti della Facoltà di SMFN dell’università di Siena. E proprio la dubbia politica dell’Università di Siena è il secondo motivo della chiusura del corso follonichese, visto che la città di Follonica ha investito molti soldi in questa operazione, che sarà precocemente e immotivatamente conclusa. Come si può non gridare allo scandalo?

Inoltre le informazioni date sul raddoppio della specialistica sono quantomeno fuorvianti.
Questo anno infatti è l’ultimo nel quale ci si è potuti iscrivere al corso di “Tecnologie di Monitoraggio e di Recupero Ambientale (TMRA)”, mentre dal prossimo anno parte la nuova laurea specialistica in “Monitoraggio e gestione dell’ambiente marino (MOGAM)” che sarà, come si intuisce dal nome, ancora più mirata all’indirizzo marino e costiero.

Cosa succederà quindi nel prossimo anno scolastico? Ci saranno si due specialistiche: il secondo anno del TRMA e il primo del MOGAM. Ma nel 2010 tornerà solo una specialistica, che assorbirà i laureati della triennale in Scienze ambientali. Questi però, con il blocco delle immatricolazioni, finiranno nel giro di due – tre anni. Dopo di che, da dove arriveranno gli studenti per iscriversi alla sola laurea specialistica?


Siamo sempre più convinti che la chiusura della triennale porterà sempre meno studenti a Follonica, fino al punto che, fra qualche anno, proprio la specialistica non sarà più allettante per il rapporto costi/studenti, con la conseguente fine definitiva di tutti i corsi follonichesi.

Ma di queste cose sono stati informati i cittadini follonichesi?
Cosa ne pensano le Provincie di Livorno e Grosseto? E la Regione Toscana?

Perché è incredibile che, con l’economia del paese in recessione profonda, venga tolta l’unica possibilità per i giovani della Val di Cornia e Val di Pecora di poter continuare a studiare e laurearsi vicino casa. Molti giovani dal prossimo anno non potranno più andare all’università, e gli sarà di fatto tolto il diritto sancito dal punto tre dell’articolo 34 della costituzione italiana che, se qualcuno non se lo ricordasse, dice così: «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». E sappiamo già fin d’ora, che non ci saranno sufficienti borse di studio per garantire questo diritto a tutti quanti.

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Scritto da il 28.1.2009. Registrato sotto Giovani e Sapere. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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