«DEMOCRAZIA E TERRITORIO» COMMENTA IL NUOVO PRG

La nuova associazione “Democrazia e territorio” che si è recentemente costituita in Val di Cornia, come primo comunicato stampa esprime i suoi dubbi sulla variante al PRG recentemente approvato. Leggiamo insieme.

«Il dibattito seguito all’adozione in consiglio comunale della variante su porto, industria e nautica consente di mettere in luce alcuni aspetti legati alla qualità del governo e della politica locali. Forse le polemiche potevano essere evitate – commenta l’associazione – e la scelta sarebbe stata migliore se si fosse tenuto conto dei contributi e dei giudizi critici, espressi sia da forze di maggioranza che di opposizione.

È positivo che ora anche il segretario del maggiore partito, dopo l’iniziale invettiva contro il dissenso, se ne sia accorto e cerchi di tornare sui suoi passi, invocando il rispetto dell’autonomia altrui e la riapertura della discussione. In effetti su un provvedimento così importante per la città ci sarebbe stato bisogno di una discussione più approfondita e trasparente.
Questo dibattito certifica realmente la necessità di un confronto che non escluda nessuno, senza fare l’elenco dei buoni e dei cattivi.

Proprio il segretario del PD ammette che nel nuovo piano dell’industria “ci sono problemi irrisolti”; dunque vuol dire che si è deciso senza affrontare tutti i nodi della questione, diciamo pure con una certa approssimazione. Egli ammette che nella variante non sono del tutto definite “le implicazioni dettagliate del minimill”, il che vuol dire che la scelta compiuta non è stata preceduta da sufficienti approfondimenti sull’impianto ed i suoi effetti ambientali. Inoltre egli avanza “l’ipotesi di rivedere il carico residenziale su Città Futura”. L’apertura e il confronto sono sempre auspicabili, ma meglio sarebbe stato se ciò fosse avvenuto prima, magari ascoltando di più i rilievi critici e le proposte, da qualunque parte avanzati.
Comunque non è mai troppo tardi. Ora si apre un percorso in cui dovranno essere prodotte osservazioni di carattere generale e particolare, cominciando dal dire le cose come stanno, togliendo di mezzo le incertezze e le ambiguità.

È chiaro, ad esempio che se il piano adottato andasse in porto così com’è, esso significherebbe la fine del progetto Città Futura, cioè la rinuncia alla riqualificazione dell’asse tra il Cotone e la città e la riconsegna all’industria di spazi che invece dovevano essere vitali per la ridefinizione del rapporto tra città e fabbrica. È del tutto evidente che l’annullamento di Città futura richiede di riconsiderare tutte le scelte urbanistiche ad essa collegate, a partire dalle nuove residenze previste nelle immediate vicinanze del nuovo impianto.

Come associazione “Democrazia e territorio” favoriremo la partecipazione nella elaborazione delle osservazioni alla variante e proporremo alla cittadinanza iniziative specifiche per affrontare in modo più avanzato e non subalterno il rapporto tra città e industria, che è una questione decisiva sia per Piombino che per l’intera Val di Cornia».


Associazione
Democrazia e territorio

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Scritto da il 13.10.2008. Registrato sotto sociale. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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