CASO TAP-CIGRISER, I PRIMI COMMENTI POLITICI

Iniziano ad arrivare i primi commenti politici al caso Tap e Cigriser, dove la Magistratura sta indagando su un eventuale abuso d’ufficio degli amministratori di queste società. Pubblichiamo quindi i commenti di tutte le forze del centrosinistra che questa volta si sono divise in due fazioni contrapposte.
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RNP: NON CRIMINALIZZARE NESSUNO, MA FARE CHIAREZZA E DIMETTERSI

La segreteria Insieme per lo Sviluppo – Rosa nel Pugno – PIOMBINO prende una posizione netta sul caso Tap-Cigriser e invita gli indagati a dimettersi per fare chiarezza in questa intricata situazione.

«Apprendiamo con molto rammarico la notizia delle indagini a seguito della vicenda Tap – Cigriser, che comunque, è bene ricordarlo, indicano solo che si stanno svolgendo appunto delle indagini e nulla più. Non saremo quindi certo noi, come socialisti e come lista Insieme per lo Sviluppo, che pure a suo tempo e pubblicamente avevamo chiesto chiarezza su di una vicenda non bella e non chiara, a criminalizzare gli indagati che per noi rimangono innocenti fino a sentenza definitiva.

Siamo garantisti, storicamente contrari al giustizialismo e tali rimaniamo. Inutile ricordare che ben diverso atteggiamento hanno avuto altri, anche nostri attuali alleati, nei nostri confronti negli anni più difficili della nostra storia. E che ben diverso atteggiamento nei confronti del suo leader nazionale ha avuto proprio quel centro destra che oggi localmente si mostra giustizialista. Tre cose sole però ci sentiamo di dover chiedere. Che si faccia davvero chiarezza su tutta la vicenda, in tutti i suoi passaggi. Che intanto chi è indagato lasci tutti gli incarichi pubblici per meglio difendersi e nel suo stesso interesse, ma anche per rispetto e a tutela di chi a suo tempo glieli ha dati, per rispetto delle aziende che amministra e per rispetto di una città che in anni ed anni mai si era trovata ad affrontare una situazione del genere.

Ed infine – conclude il comunicato – che politicamente si prenda le distanze da una operazione appunto non bella e non chiara, nella quale pubblico e privato sono intrecciati in maniera non accettabile, al di là delle indagini».

RIFONDAZIONE: MAI SITUAZIONE COSI’ GRAVE IN VAL DI CORNIA

Aldo Bassoni, responsabile Enti Locali PRC Piombino VAL-di Cornia-Elba commenta in modo preoccupato la situazione che si è creata nelle aziende pubbliche locali.

Giudichiamo estremamente preoccupante l’iscrizione nel Registro degli Indagati e la conseguente Comunicazione Giudiziaria a Manager ex manager pubblici ex Amministratori pubblici ed imprenditori privati.
Chiedendo le dimissioni, poi correttamente rassegnate, di Lorenzo Banti dalla Presidenza di ASIU e Tap, il PRC aveva già messo in guardia dai conflitti di interesse e dalla pericolosa commistione tra interesse pubblico e mondo degli affari. Gli sviluppi della questione CIGRISER TAP ci danno ragione.

Siamo preoccupati – continua il comunicato – per il destino di TAP e di tutte le AZIENDE di Servizi del territorio. Appare evidente come vi sia un problema di valutazione nella scelta dei manager pubblici, il Dott. Barbarese ad aveva già dato pessima prova ad ASA, e di metodo di queste. Ciò che è avvenuto richiede un’operazione di pulizia e trasparenza. Chiediamo le dimissioni dell’intero Consiglio di Amministrazione di TAP e l’apertura di una pubblica discussione sui destini di questa società, inoltre chiediamo al Dott. Barbarese di dimettersi dai consigli di amministrazione delle altre società pubbliche o miste di cui fa parte, sicuri che egli potrebbe, in tal modo, dimostrare più agevolmente la sua estraneità ai fatti e contemporaneamente evitare qualsiasi sospetto sull’operato delle Amministrazioni della Val di Cornia che non sono mai state coinvolte in situazioni di tale gravità.


ULIVO: NON DOBBIAMO ESSERE GIUSTIZIALISTI

L’Ulivo della Val di Cornia, che comprende DS, Margherita e Nuova Piombino, fa un commento improntato a garantire la serenita sia degli indagati che della magistratura.

L’Ulivo di Piombino rispetto all’ inchiesta Tap-Cigriser esprime piena fiducia nella magistratura, così come nell’onestà politica e amministrativa delle persone coinvolte nell’indagine. In questo senso rifiutiamo posizioni di tipo giustizialista come abbiamo letto sulla stampa in questi giorni da parte di componenti di maggioranza che curiosamente si richiamano al socialismo. O si è garantisti o non lo si è.

Inneggiare ad un garantismo astratto ed ideologico che riguarda noi stessi e non gli altri è una cultura che rifiutiamo e che non ci convince. La valutazione di coloro che hanno ricevuto avvisi di garanzia rispetto al proseguimento o al non proseguimento del mandato loro conferito per meglio difendersi, è appunto individuale e non può essere chiesta da una forza politica. Se lo si fa, si compie un atto politico decidendo a freddo di instillare nel dibattito locale quei germi di strumentalità che non interessano alla gente, ma solo a chi mostra una passione francamente inusitata per una vicenda su cui occorre mostrare serietà, rispetto per la magistratura, sia nei confronti delle persone coinvolte, innocenti fino a prova contraria.

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Scritto da il 19.1.2007. Registrato sotto cronaca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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