RIMIGLIANO: LEGARE TUTELA AMBIENTALE E DIVERSIFICAZIONE TURISTICA

Una pianificazione pubblica coerente con il piano strutturale d’area deve limitarsi a recuperare il patrimonio immobiliare esistente, rilanciare l’attività agricola e inserire la tenuta nelle aree protette.

Rimigliano è un patrimonio d’inestimabile valore per la Val di Cornia e può essere un’opportunità di reale sviluppo economico, improntato finalmente ad una nuova politica ambientale e turistica, se liberato da previsioni speculative. Essendosi riaperto il dibattito sul destino del Parco, con l’obiettivo dichiarato di farne il primo passo verso il riallineamento delle politiche urbanistiche di San Vincenzo agli indirizzi di riuso, conservazione e risparmio del suolo contenuti anche nel Piano strutturale d’area, ARCI, Forum del Centrosinistra, Legambiente, Rifondazione Comunista e Verdi Val di Cornia sentono la necessità di ribadire le loro posizioni riproponendo quanto già espresso pubblicamente in un recente passato.
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In estrema sintesi i promotori del piano riportano i seguenti punti:

– Inserimento dell’intera area di Rimigliano nelle ANPIL (aree naturali protette d’interesse locale). Un’iniziativa in tal senso qualificherebbe ulteriormente quel territorio promuovendo l’adozione di Piano di Gestione con la definizione di una progettualità più vasta che leghi tutela dell’ambiente a prospettive di diversificazione dell’offerta turistica.

– Rilancio dell’attività agricola, già esistente, con produzioni biologiche o biodinamiche promuovendo le tipicità e innescando concrete opportunità di lavoro, non solo stagionale, nella produzione e trasformazione dei prodotti agricoli.

– Recupero del solo patrimonio immobiliare esistente corrispondente a circa 12.500 mq. Tale tipologia di intervento è, secondo noi, ampiamente sufficiente a garantire congrui guadagni alla proprietà; inoltre se la destinazione d’uso fosse di tipo alberghiero diffuso ciò rappresenterebbe un’occasione di sviluppo reale per il territorio. E’ opportuno infine ricordare che, come prescritto dalla Sovrintendenza, nell’area in questione, qualsiasi nuova edificazione è INCOMPATIBILE con l’ambiente. Chi ha acquistato la Tenuta è pienamente consapevole, o almeno dovrebbe esserlo, di questo preciso divieto ad incrementi volumetrici.

Colti con attenzione i segnali di dialogo provenienti da alcuni esponenti della politica locale, ARCI, Forum del Centrosinistra, Legambiente, Rifondazione Comunista e Verdi Val di Cornia attendono l’apertura d’un confronto con forze politiche, associazioni e cittadini, sulle prospettive del Parco di Rimigliano. In tale occasione saremo naturalmente pronti ad offrire il nostro contributo concreto e propositivo sulla base delle posizioni sopra enunciate.

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Scritto da il 25.9.2006. Registrato sotto ambiente/territorio. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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