PIOMBINO: DIBATTITO SU LEGGE BIAGI, INDUSTRIA, AMBIENTE

Un dibattito per riflettere sulla politica industriale italiana si è tenuto a Piombino mercoledì 19 aprile 2006, città che negli anni ha cercato di conciliare il polo siderurgico con la sostenibilità ambientale. Durante il dibattito si sono confrontati Confindustria, sindacati ed esponenti del centro sinistra che si sono trovati d’accordo su tutto tranne che sulla legge Biagi.

Identità di vedute tra gli ospiti del convegno sul futuro che deve essere prospettato all’Italia Industriale, che rilanci le imprese e ripensi le fonti energetiche da utilizzare. Affinità che invece si è subito persa tra Confindustria e Sindacati affrontando il tema della legge Biagi.
Emma Marcegaglia, numero due di Confindustria è stata chiara, dicendo che «la legge 30 non si tocca, e che i problemi del paese vanno cercati nel 30% del PIL sommerso». Affermazioni che non sono piaciute a Guglielmo Epifani (CGIL) che ha esordito «Va riscritta una nuova politica del lavoro, legge Biagi compresa, per dare certezze sia alle imprese che ai lavoratori, in modo trasparente».
Il messaggio che è partito da Piombino ed indirizzato al nuovo governo è che serve un’azione forte per dare impulso all’economia fin troppo stagnante. L’industria va quindi resa moderna per renderla competitiva e contemporaneamente sostenibile con gli altri comparti dell’economia.

Il dibattito, moderato dal direttore del Tirreno Bruno Manfellotto, e introdotto da Pier Carlo Padoan e da Pier Luigi Bersani, ex ministro dell’industria. Poi una tavola rotonda con Enrico Letta, il vice presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, Guglielmo Epifani, Edoardo Zanchini e Giuliano Amato. Tra gli altri hanno preso la parola Gianni Anselmi, sindaco di Piombino, Vezio De Lucia, urbanista e consulente del piano strutturale Val di Cornia, Mauro Grassi, direttore generale settore Politiche territoriali e ambientali della Regione Toscana, Giorgio Kutufà, presidente Provincia di Livorno, Luciano Guerrieri, presidente Autorità portuale Piombino, Sonia Cantoni, direttrice Arpat Toscana, Cesare Ricceri, amministratore delegato Arcelor Piombino e Giovanni Piazza, direttore Dalmine Piombino.

«La nostra sfida è la filiera industriale – ha affermato Riccardo Conti, assessore al territorio e alle infrastrutture della Regione Toscana, a conclusione del dibattito – Dobbiamo rifiutare, infatti, la retorica del terziario avanzato, che prospetta un’idea di Toscana da cartolina. L’industria è un asse strategico e quella di media dimensione deve svilupparsi dove oggi è carente. Un paesaggio da coniugare al futuro, quindi, con al centro la sostenibilità, ma anche obiettivi di sviluppo».

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Scritto da il 21.4.2006. Registrato sotto cronaca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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