SAN VINCENZO: ESPOSTO DI RIFONDAZIONE CONTRO IL PORTO TURISTICO

Il Circolo di San Vincenzo di Rifondazione Comunista ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Livorno ed un interrogazione urgente in Regione Toscana nei confronti dei lavori per la realizzazione del primo stralcio per l’ampliamento dell’approdo turistico di San Vincenzo rivendicando la difformità tra il progetto definitivo sottoposto a Valutazione di impatto ambientale ed il progetto esecutivo presentato dalla ditta appaltatrice; inoltre rifondazione comunista contesta la mancata attesa da parte del Comune di San Vincenzo della verifica delle prescrizioni della Regione toscana da parte di ARPAT e Provincia di Livorno.

«In data 01/02/2006 – illustra l’esposto prodotto da Rifondazione alla Procura della Repubblica – la ditta appaltatrice SALES ha iniziato i lavori per la realizzazione del primo stralcio del progetto di ampliamento del porto turistico di San Vincenzo (il cui progetto esecutivo è stato approvato dagli Uffici comunali in data 23/12/2005). Tali lavori sono iniziati nonostante che ad oggi (18/02/06) Provincia ed ARPAT non abbiano ancora rese note le risultanze delle verifiche di conformità fra progetto esecutivo e progetto definitivo né il rispetto delle prescrizioni della Regione Toscana che, con Delibera di Giunta n° 565 del 03/06/2002 adotta quanto espresso nella Conferenza dei Servizi del 23 e 29 Maggio 2002, e indica nella Provincia di Livorno e nell’ARPAT i due enti preposti al controllo di congruità del progetto esecutivo ai sensi dell’art.23 comma 1 della L.R. 79/’98».
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«Il progetto esecutivo – continua Rifondazione – presentato dalla SALES non solo elude molte delle oltre trenta prescrizioni e raccomandazioni imposte dalla Regione Toscana, ma contraddice la previsione di impatto ambientale sull’erosione del litorale. Poiché una delle raccomandazioni più importanti della Regione Toscana riguarda il contenimento dell’erosione, risulta dagli atti una contraddizione insanabile fra le previsioni formulate in sede di progettazione definitiva e sottoposte a Valutazione di impatto ambientale, calcolate in 3.000/5.000 metri cubi l’anno, e le stime della stessa ditta appaltatrice dichiarate in 5.000/10.000.
Tale previsione vistosamente diversa rispetto a quella sottopsta a VIA, cambia in modo significativo l’impatto ambientale dell’opera e i costi sociali ed economici della stessa.
Il Partito della Rifondazione Comunista, chiede pertanto che i Vostri Uffici utilizzino gli strumenti di legge a disposizione per chiarire le eventuali responsabilità sulle vicende suesposte a tutela dei beni collettivi e degli interessi della comunità».

Riportiamo integralmente un nuovo comunicato del comitato contro il Porto di San Vincenzo.

«Il Comitato cittadino “NO all’ampliamento del porto”, al di là delle facili polemiche, intende ribadire le tesi per le quali si batte e che precisamente sono:

– salvaguardia dell’identità di un paese costiero, di chi ci vive e chi ci viene a passare le vacanze;
– salvaguardia della principale risorsa naturale di San Vincenzo, il mare con le sue spiagge del centro cittadino;
– impedire con fermezza la cementificazione di 1 km di spiaggia al centro del paese che porta benefici solo a chi realizza l’opera e a nessun altro né in termini di qualità della vita dei singoli cittadini né in termini di benessere economico per i tanti commercianti, albergatori e operatori economici vari che operano nel centro cittadino.

Ovviamente da queste categorie danneggiate, probabilmente, sono esclusi chi vende barche.
Chi si riconosce con queste tesi aderisce al comitato senza pregiudiziale alcuna e liberamente poiché sono i contenuti importanti non le ideologie che ciascuno può avere. La forza del Comitato è proprio questa.

Nell’incontro del 22 febbraio con il direttivo del partito dei DS sono emerse le contraddizioni che andiamo sottolineando dall’inizio: si contrabbanda come sostenibilità un’operazione di stravolgimento urbano che comporta il “sacrificio” per gli utenti del porto che hanno piccole barche per i quali non c’è stata nessuna considerazione nella progettazione dell’opera e che attualmente si vogliono tenere buoni con vaghe promesse di specchi d’acqua e rastrelliere non previste nel Progetto Esecutivo sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale da parte della Regione.
Il Comitato intende incontrare gli esponenti delle altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale per chiarire e precisare i termini della richiesta di sospensione e ritiro dell’opera anche alla luce delle dichiarazioni dell’Assessore Regionale all’Ambiente Conti che ha affermato che non si devono realizzare porti sugli arenili poiché sono molto delicati.

Il Comitato continuerà a tutti i livelli, col confronto politico, laddove ce ne sia la possibilità, e con manifestazioni pubbliche, la propria attività per scongiurare una grave minaccia per il territorio e per la nostra comunità.

A questa opera non conviene a nessuno e dirlo dopo sara’ troppo tardi! fermarla si puo’ basta volerlo! Gli art. 6 e 7 del Capitolato Programma Prestazionale lo permettono. Si sottolinea inoltre che il Progetto esecutivo del Primo Stralcio è difforme rispetto al Progetto definitivo».

IL Comitato “No all’ampliamento del porto”

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Scritto da il 24.2.2006. Registrato sotto Senza categoria. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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