ANSELMI: VARIANTI, DEMANIO, URBANISTICA E LEGAMBIENTE

Pubblichiamo un intervista al Sindaco di Piombino Anselmi che con l’occasione ci chiarisce il suo punto di vista su alcuni temi che hanno scaldato la politica della Val di Cornia in questo periodo.

1) Nell’ultimo consiglio comunale tutte le opposizioni hanno lasciato l’aula con l’accusa che da parte della giunta, ma in particolare da parte sua, ci sia una certa insofferenza per chi è “dall’altra parte della barricata”. Vuole fare un commento o un chiarimento?

Io ho trovato l’atto delle opposizioni sproporzionato al problema visto che si trattava di un avvio del procedimento che riguardava questioni già dibattute da tempo e che fanno parte del documento del piano strutturale che i consiglieri conoscono molto bene. Abbiamo avviato il procedimento relativo ad alcune varianti che andranno in adozione la prossima primavera perché sul piano dello sviluppo la città di Piombino non può attendere i tempi del Piano strutturale».
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«Abbiamo scelto la nautica; la questione di «città Futura» con il recuperò di una porzione di città, con attività produttive, residenziale, terziario e commerciale; abbiamo ragionato su nuove aree per le piccole e medie imprese in Colmata Gagno e l’insediamento di Tor del Sale (questi ultimi due procedimenti urbanistici già avviati nella precedente legislatura che noi non facciamo altro che recuperare); la nuova collocazione dello Stadio Magona per il quale si prevede una destinazione commerciale e per finire il programma innovativo in ambito urbano in Via Landi, Via Pisa, ecc.
Tutte queste cose sono protagoniste del dibattito politico da tempo, io l’ho presa come un atto dimostrativo teso a fare rumore, perché altrimenti i gruppi sarebbero dovuti uscire dai consigli comunali di tutto il territorio. Ho trovato buffo che si discutesse di metodo fino ad un minuto prima del consiglio comunale e poi nei giorni successivi siano state assunte diverse prese di posizione sul merito. E’ una vecchia tecnica quella di usare il metodo per confutare il merito.
Le varianti saranno definite ed adottate nel mese di Marzo, e su queste cose c’è ampio spazio di discussione, ma dobbiamo alla fine fare delle scelte. Sulla nautica in particolare che sembra il cuore della discussione, e non si capisce perché la città non debba svilupparsi sul fronte della nautica, settore dal quale solo Piombino debba restare fuori nella intera costa toscana.
Avevamo proposto sei porti: ampiamento Salivoli, Porto sotto i macelli/cimitero, Poggio Batteria, Tor del Sale, Laguna Blu e la chiusa. Abbiamo fatto una selezione e abbiamo cercato di intercettare i due segmenti legati al diportismo, quello per le grandi imbarcazioni su Poggio Batteria, e un insediamento produttivo su Tor del Sale che è un area che permette di trovare spazi per le imbarcazioni di tutta la Toscana e alto Lazio. Un grosso polo per le lavorazioni, la costruzione e manutenzioni delle imbarcazioni.
Le opposizioni uscendo con un colpo di scena, hanno rinunciato a discuterne nel merito nel luogo deputato a essere lo spazio delle discussioni, comunque ce ne sarà ancora tempo, non so se usciranno ancora quando se ne discuterà tecnicamente, essendo solo un avvio del procedimento, mi hanno dato anche l’impressione di un deficit di conoscenza tecnica sulle procedure, non era secondo me il caso di enfatizzare troppo questo passaggio.

Ma le opposizioni si lamentavano proprio del fatto che non avevano avuto i tempi tecnici per analizzare tutta la pratica essendo il falcone consegnato pochi giorni prima del consiglio comunale…
«Si dopo però hanno fatto due comunicati stampa tutti di merito. Ho troppa stima dei consiglieri per considerarli sprovvisti della capacità di interpretare quei documenti, è stata una cosa strumentale».


2) Sembra che sia stata rinnovata dal demanio la concessione Lucchini per le aree retroportuali fino al 2022. Sa niente in proposito? Questo fa cambiare qualcosa nello sviluppo del porto o tutto resta come prima?

«Si, ci sono state delle proroghe prima della fine della scorsa legislatura, ma da un punto di vista dello sviluppo portuale non credo che questo influisca più di tanto.
Nell’atto d’obbligo la Lucchini si è impegnata a recedere dalle concessioni dentro un accordo quadro di programma, vedremo se anche questa questione possa essere trattata nell’accordo che si farà con il Ministero.
Certo avrei preferito che il comune fosse informato. Abbiamo chiesto al demanio di diventare noi titolari delle concessioni nella zona retrostante Ponte d’Oro, ma ancora questo non ha risposto.
Tutta la fascia dietro Ponte d’Oro fino al quagliodromo è prorogata fino al 2022.


3) Assessorato all’urbanistica: Francardi, interim o nuovo assessore?

«La mia prima opzione è Francardi, stiamo valutando se caricare tutto questo lavoro su Francardi.
Non posso tenerle io ad interim perché c’è una pratica quotidiana che io non posso seguire. Se l’assessore non ce la fa valuteremo successivamente.»

4) A Piombino è frequente il fenomeno: il comune fa il marciapiede nuovo, dopo cinque giorni Asa, Enel, Italgas o Telecom lo rispaccano, e gli esempi in città non si contano. Non si potrebbe intervenire dando a queste imprese un messaggio forte?

«In Piazza Gramsci abbiamo lavorato perché le cose vadano tutte bene. Enel deve spaccare la piazza in alcuni punti per riorganizzare le canalizzazioni elettriche. Uno di questi cavi era disassato e una piccola parte del nuovo asfalto e stato intaccato. Stiamo lavorando sempre con più attenzione, impegnandoci a scrivere a tutti per coordinare i lavori, e spesso facciamo le riunioni con queste società per eliminare anche questi piccoli malintesi che rovinano l’immagine di un amministrazione che è molto attenta a questi temi».

5) Un gruppo di lavoratori della Centrale di Piombino sono allarmati e perplessi per la situazione che si sta creando dentro lo stabilimento. Da circa un mese sono entrate a lavorare circa 10 ditte esterne di manutenzione:La cosa piu’ grave è che solo una piccola percentuale di dipendenti sono locali il restante viene da Civitavecchia e altre località fuori dalla Toscana, senza portare beneficio occupazionale al territorio. Contemporaneamente a questa situazione gli operai Enel della Centrale per una logica di profitto aziendale vengono mandati in trasferta presso altre Centrali in Italia. E’ a conoscenza il comune di questa situazione. Quali sono attualmente i rapporti tra ENEL e amministrazione comunale per quanto riguarda Tor del Sale? Non pensa che ci sia il ricatto occupazionale di fronte al no del Comune al Carbone?
«Enel preferirebbe ovviamente convertire la centrale a carbone. La centrale sta lavorando attualmente a scartamento ridotto e sono state rallentate le manutenzioni. Può anche essere che Enel abbia compreso le posizioni di avversione dell’amministrazione comunale. Non può sicuramente bastare la minaccia di delocalizzare i lavoratori, per modificare le nostre posizioni sul carbone. Comunque formalmente ad oggi un progetto di conversione a carbone non è stato ancora presentato».


5) Sulla recente conferenza stampa sulle varianti urbanistiche vuole fare qualche ulteriore precisazione? Perché la attaccano sempre sul merito?

«Si vorrei fare una precisazione. Se il perimetro della discussione deve essere quello della moralità, chi ci attacca ha sbagliato indirizzo. C’è un po’ in giro in una parte della politica e dell’ambientalismo un po’ di questa «spazzatura intellettuale», dove si preferisce accusare gli amministratori che si impegnano per la crescita del territorio, piuttosto che misurarsi e cimentarsi sul terreno della discussione. Molto più facile dire No a tutto. In chi ci attacca non ho ancora letto una proposta, se non fare un porto turistico dentro la chiusa. Se questo è imboccare la via dello sviluppo, è come voler fare uno stabilimento balneare sotto l’altoforno. Ci si può anche scontrare sulle scelte in modo serio, preferirei che si facesse questo, e che si tenesse conto anche che queste amministrazioni sono impegnate in scontri che hanno un profilo che va ben oltre quello di questo territorio.

A volte ci farebbe piacere avere le associazioni ambientaliste in modo più esplicito al nostro fianco, appare invece che in certi settori della politica e dell’ambientalismo in Val di Cornia ci sia un atteggiamento teso ad enfatizzare i conflitti piuttosto che a sottolineare le possibilità di collaborazione. Ho anche dei dubbi sulla democraticità del funzionamento di certe associazioni: ho ad esempio amici che sono iscritti da molto tempo a Legambiente e che non sono mai stati invitati a nessuna riunione. Quando si invoca la partecipazione bisogna prima attivarla all’interno delle associazioni. Come si vede non ci sono grandi lezioni da dare, e sulla moralità non accettiamo lezioni da nessuno».


E sull’Eolico? C’è una impresa privata che sta sondando il territorio, lei che ne pensa?

«Sull’eolico siamo fermi, non ci sono novità, e non c’è nessun progetto presentato. In questa fase sono anche abbastanza cauto perché bisogna perché bisogna capire quale sarà la destinazione dell’area interessata dagli impianti, che è quella intorno alla foce del Cornia, tra la chiusa ed il Padule».


Perché ha accettato di fare il Sindaco?

«Perché considero la Val di Cornia un territorio sperimentale di fronte al quale le nuove generazioni che si occupano della politica e dell’interesse generale hanno la possibilità di confrontarsi con problemi complessi e di grande rilievo. Ho pensato che invece che chiedermi chi dovesse essere la classe dirigente del domani, ho pensato che forse per qualcuno di noi quel domani dovesse diventare oggi. Questo è anche un invito ai «nuovi adulti» a occuparsi della cosa pubblica e a ciò che gli succede intorno, per mettere tutto ciò che abbiamo imparato al servizio di ciò che vogliamo diventare».

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Scritto da il 8.12.2005. Registrato sotto Senza categoria. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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