PIOMBINO: LA LUCCHINI HA 90 GIORNI PER ADEGUARE LA 27 FORNI

Conferenza stampa del sindaco di Piombino Gianni Anselmi e dell’assessore provinciale all’ambiente, Rocco Garufo sull’ordinanza che impone lo stop alla batteria 27 forni della cokeria che è stata emessa il 9 ottobre dal Comune di Piombino dove entrambi ribadiscono l’identità di vedute e d’impostazione fra Comune e Provincia sulla questione del rapporto fra città e fabbrica.

Per venerdì 14 ottobre – anticipa Garufo – è convocato il comitato provinciale sull’inquinamento dell’aria; in quella sede sarà emessa una diffida che imporrà alla Lucchini una serie di prescrizioni finalizzate a «mettere in atto tutte le misure e gli interventi ritenuti idonei a contenere le emissioni che si originano dalla cokeria».
«In particolare dovrà essere rispettato il limite di 12 secondi di emissioni visibili per caricamento, il limite di 5 emissioni visibili dalle porte della 45 forni e di 10 per la 27 forni. Solo quando l’impianto rispetterà questi limiti, la 27 forni potrà eventualmente essere rimessa in funzione. Chiediamo all’azienda di rispettare gli standard europei sulla qualità ambientale – continua Garufo – ed entro l’ottobre 2007 deve dare risposte chiare su tutta la questione ambientale, l’atto relativo alla 27 forni anticipa semplicemente, vista l’urgenza della situazione, questa norma».

Al fine di adeguare la 27 forni «alle migliori tecniche disponibili», l’ordinanza del sindaco dà alla Lucchini 90 giorni di tempo per procedere alla graduale messa in riscaldo (cioè lo stop di produzione di coke pur restando accesa) della batteria; procedura che deve subito iniziare e che sarà monitorata dall’Arpat. La 27 forni dovrebbe dunque cessare completamente la produzione ai primi di gennaio 2006 e potrà ripartire solo dopo che l’impianto sarà in grado di rispettare i limiti che detterà a giorni la Provincia.

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Sul fronte Severstal l’Azienda è molto gelida: «L’ordinanza è arrivata; ora è sottoposta alla verifica dai tecnici e dai legali dell’azienda. Se verranno ravvisati gli estremi di legge, la Lucchini potrà fare ricorso al Tar». È un commento succinto quanto chiaro quello che la Lucchini affida al direttore delle relazioni esterne, Francesco Semino. «L’ordinanza dà all’azienda 90 giorni per adeguarsi – dice ancora – C’è tempo dunque per approfondire, per fare una attenta verifica».
L’eventuale ricorso al Tar anche per la nuova ordinanza, spiega l’assessore Luciano Francardi, non bloccherebbe comunque la validità dell’ordinanza stessa; almeno fino a quando il Tar si pronunciasse su un’eventuale sospensiva, oppure sentenziasse nel merito dando torto al Comune.

«Al di là dell’ordinanza – commenta al termine della conferenza stampa il sindaco Anselmi – quello che preoccupa di più è l’assenza di un profilo chiaro da parte dell’azienda. Ci preme stabilire l’assetto della fabbrica, il taglio produttivo, gli investimenti che la nuova proprietà intende fare. E soprattutto va fatta chiarezza su una frase detta da Mordashov: “Piombino non ha bisogno di grandi investimenti”. Cosa significa? La fabbrica aveva anche l’occasione di dare un segnale importante di credibilità chiudendo la 27 forni senza aspettare l’ordinanza, cosa che non ha fatto, perdendo di fatto questa occasione».

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Scritto da il 8.10.2005. Registrato sotto Senza categoria. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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