LEGAMBIENTE: ATTIVARE DIBATTITO PUBBLICO SU RIMIGLIANO

Lo propone Legambiete visto l’andamento che sta prendendo «l’affare Rimigliano», attivando un dibattito pubblico sull’atteggiamento da tenere nei confronti della proprietà e sui progetti e far disacutere i cittadini e le amministrazioni locali con un tavolo di concertazione con le istituzioni, le categorie, le associazioni, la società “Parchi Val di Cornia” e i movimenti e non soltanto informare i cittadini a «giochi già fatti».

L’affare Rimigliano, che ha portato sull’orlo della crisi la giunta Biagi, sembra che si stia avviando verso una soluzione favorevole che potrebbe avvicinare il comune alle proposte della nuova proprietà. Infatti il dibattito all’interno della coalizione, dove i partiti partivano da posizioni molto distanti, sembra si stia avviando verso una soluzione concordata. Sembra infatti che la Margherita stia per accettare la filosofia proposta dei Berrighi e soci, e l’unica incertezza resta lo Sdi che sembra molto più intransigente riguardo alla possibilità di edificare seconde case a Rimigliano.
Se nei prossimi giorni, le divergenze all’interno della maggioranza verranno appianate, il provvedimento potrebbe essere presentato già al prossimo consiglio comunale che dovrà svolgersi intorno alla prima decade di luglio per l’approvazione del bilancio consuntivo del 2004.

Su tutta questa storia però una idea molto chiara la ha il Circolo Legambiente Val di Cornia secondo cui «La minaccia di costruire l’albergone a Rimigliano era ed è solo un bluff. Farebbe la fine del Phalesia, e questa cosa la sanno benissimo Berrighi e soci, e a rientrare nelle spese della costruzione, in un tempo accettabile, avrebbero difficoltà anche le grandi catene alberghiere figuriamoci chi non ha quest’organizzazione alle spalle. Questo sproporzionato progetto era un errore fin dall’inizio e probabilmente fin dall’inizio era uno strumento per far approvare volumi di nuova edificabilità nel territorio di area protetta».

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Con la costruzione di un grande albergo per Legambiente «era facile solleticare la fantasia di un’occupazione a un buon livello di retribuzione, stabile, tutto l’anno, una clientela raffinata e danarosa che avrebbe portato ricchezza al territorio. Così è stato possibile sconfiggere quelle resistenze che anche allora c’erano. Ora, la nuova proprietà, dopo anche aver rifatto i conti, è passata all’incasso, si dice che quell’albergone, effettivamente sarebbe un mostro, una cosa troppo impattante e che quindi c’è la disponibilità di ridurre un poco (non si dice quanto) i volumi totali, ma si costruiscono ville residenziali sparse nella tenuta».

Ecco dunque che per Legambiente «emerge il vero volto speculativo di tutta l’operazione: costruire per vendere e incassare. Anche per il recupero delle case coloniche si prevedono appartamenti che possono essere anche gestiti e non venduti, ma sarebbero comunque come quelle multiproprietà che non portano un posto di lavoro».

Legambiente è convinta che «su Rimigliano vada aperto un dibattito pubblico sull’atteggiamento da tenere nei confronti della proprietà e sui progetti. Poiché alle amministrazioni locali piacciono tanto i tavoli di concertazione, se ne faccia uno in cui istituzioni, categorie, associazioni, società come la “Parchi Val di Cornia” e movimenti, possano dare il loro contributo d’idee, anziché scontrarsi poco costruttivamente sulla stampa. Noi siamo disponibili, cercando di coinvolgere anche responsabilità nazionali, consapevoli che tutti, compreso noi, dobbiamo rimettere in gioco le nostre convinzioni e che la decisione ultima spetta all’amministrazione di San Vincenzo».

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Scritto da il 28.6.2005. Registrato sotto Senza categoria. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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