CENTRALE ENEL: ALTRO CARBONE IN VAL DI CORNIA?

E’ notizia di questi giorni l’intenzione dell’Enel di riconvertire a carbone la Centrale termoelettrica di Tor del sale nel comune di Piombino. La trasformazione a carbone interesserebbe, oltre alle centrali di Civitavecchia e di Porto Tolle (dove l’operazione è già iniziata), anche gli impianti di Rossano Calabro, Termini Imerese e altre tre piccole centrali.

L’ipotesi già ventolava nell’aria, e segnali in tal senso erano già giunti, in particolare con l’ipotesi affacciata dal Piano industriale Lucchini Piombino 2004-2008 di dislocare i carbonili e attrezzarli in vista dell’alimentazione a carbone della Centrale Enel. Da settori sindacali (Uilcem) erano giunti apprezzamenti nello stesso senso, che sembrano confermati. Come pure le dichiarazioni del Ministro Marzano, favorevoli al carbone e al nucleare (escluso dal panorama energetico italiano grazie al referendum nazionale del novembre 1987).

Gia il 25 gennaio 1987 un referendum popolare sul progetto-carbone chiamò ad esprimersi i cittadini di 20 comuni (sei della Val di Cornia, sei delle Colline metallifere e otto dell’isola d’Elba). Fu una bocciatura senza appello (oltre il 70 per cento degli aventi diritto andò alle urne e l’80 per cento votò ‘no’) con un voto molto omogeneo nei tre centri maggiori (Piombino, Follonica e Portoferraio rispettivamente con l’82, 81 e 85%).
Inoltre la Costa Est del Comune di Piombino, su cui insiste la Centrale, è molto cambiata da quegli anni, ed è destinata dagli strumenti urbanistici allo sviluppo turistico.

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Il centro abitato della città soffre già oggi pesantemente l’inquinamento da polveri, nonché da idrocarburi policiclici aromatici, derivanti in particolare dalla cokeria Lucchini, come si è visto nella crisi ambientale di questi giorni.
L’argomento è quindi giunto in consiglio Regionale, mentre sul dibattito sono intervenuti anche i Sindaci della Val di Cornia esprimendo una netta contrarietà nei confronti della paventata evenienza di una riconversione a carbone della centrale di Tor del Sale.

Il sindaco di piombino ad esempio si è così espresso: «I nostri programmi sono molto chiari: non esiste la minima praticabilità politica rispetto a una simile ipotesi, peraltro già rifiutata in modo netto dalla popolazione nel referendum dell’87. Chiunque intenda discutere di questa possibilità troverà le amministrazioni comunali decisamente contrarie a un progetto che contrasta fortemente con il modello di sviluppo scelto dal territorio. Ammesso che si possa parlare di una versione ‘pulita’ del carbone e di una riduzione delle emissioni inquinanti, l’ipotesi sarebbe comunque improponibile per il forte impatto territoriale che comporterebbe. Se quella del carbone fosse l’unica alternativa, allora saremmo pronti a porci il problema di una rivisitazione urbanistica dell’intero sito, maggiormente coerente con la vocazione turistica e naturalistica della costa Est.

Ribadiamo quindi il ruolo centrale degli enti locali nella programmazione e nelle scelte strategiche che condizionano lo sviluppo locale. Un ruolo improntato alla modernità ecologica e allo sviluppo sostenibile che vada nella direzione della conversione a metano. Sia per l’uso industriale che per l’uso domestico il futuro sta nell’utilizzo di energia pulita, derivante da fonti meno inquinanti e rinnovabili che consentano l’abbattimento delle emissioni di gas nel rispetto dei parametri indicati dal protocollo di Kyoto e delle indicazioni regionali».

La Val di Cornia offre gia oggi un contributo rilevante alla produzione energetica della regione. Ciò ha determinato nel tempo il determinarsi di una forte pressione ambientale, causata dalla presenza della centrale termoelettrica di Tor del Sale, delle centrali interne allo stabilimento Lucchini e da una fitta rete di elettrodotti. Nelle prossime settimane il Circondario presenterà uno studio sulla situazione energetica in Val di Cornia, commissionato all’Università di Firenze e finalizzato a delineare le potenzialità e le strategie in questo settore, per il contenimento dei consumi e per la razionalizzazione delle fonti di produzioni energetiche.

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Scritto da il 26.10.2004. Registrato sotto Senza categoria. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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