L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUI CELLULARI

E’ proprio vero: siamo una Repubblica ri-fondata sul cellulare.
Tutti casa e telefonino, insomma. Anzi, molto più telefonino che casa, se è vero, come annunciato nei giorni scorsi, che fra tre anni, nel 2005, ci saranno più linee di cellulari che italiani: 58 milioni le prime, poco più di 56 i secondi.

Un record assoluto. Attenzione: parliamo di linee, non di apparecchi. Perché questi ultimi, presumibilmente, sono già molti di più, essendo tantissimi i connazionali che ne hanno almeno un paio.

Compresi bambini, anziani, residenti, immigrati e clandestini: i quali non hanno un’identità, non hanno un recapito, non hanno un lavoro, ma una carta Sim di sicuro ce l’hanno.

Prepariamoci dunque a festeggiare il sorpasso.

Magari con una telefonata, un messaggino o una qualunque delle diavolerie consentite dagli apparecchi Umts della nuova generazione.

Fateci caso: quando ci si rivede in una foto di cinque-sei anni fa, mentre stiamo parlando con una specie di scatola metallica appoggiata all’orecchio, sembra di sfogliare un album di istantanee fine ‘800. Con il figlio che ti guarda stupito chiedendoti. «Papà, perché telefonavi con un tostapane?».

E’ vero, i primi cellulari, inizi anni ’90 erano grossi, solidi, ingombranti. Poi, avevano un enorme difetto: servivano solo a telefonare.

Che vergogna! Adesso ci fai di tutto: guardi la tv, navighi in Internet, cuoci quattro salti in padella. E ogni tanto telefoni pure.
Comunque, è inutile fare del moralismo: oggi l’Italia, e il mondo sono fatti così. Si passeggia con la famiglia, ma non si chiacchiera: ognuno telefona per conto suo, e persino il neonato in carrozzina si allena con il suo Chicco ultra leggero. E così al mare, in ufficio, a casa.
Oramai siamo schiavi, drogati. Guardate quello che succede in treno quando c’è una galleria e salta la linea: panico, terrore, e poi, usciti dal tunnel, chiamate concitate, squilli, insulti al gestore che non ha ancora provveduto a installare un ripetitore anche nel ventre della montagna.

E quando si scende dall’aereo dopo il black-out del volo? Sul bus la gente sembra impazzita, come se per vent’anni l’avessero rinchiusa nei Piombi di Venezia, e ora fosse finalmente libera di comunicare col mondo.

Tutto questo, come detto, finirà nel 2005. Quando le linee supereranno gli esseri umani, gli apparecchi saliranno al potere, e noi saremo ufficialmente loro schiavi.
Da una società fondata sulla cellula famigliare, si passerà così alla società del cellulare. E di famigliare resterà solo la salatissima bolletta.

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Scritto da il 16.6.2002. Registrato sotto Senza categoria. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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