UGLM: AFERPI, CONTINUA A MANCARE ANCHE IL PIANO INDUSTRIALE

Il logo dell’UGL

Piombino (LI) – Riceviamo e pubblichiamo integralmente dalla Segreteria provinciale Uglm e RSU JSW Steel.

«In un quadro generale sempre più preoccupante siamo riusciti ad ottenere la convocazione al MiSE per JSW Steel Piombino (Aferpi). L’incontro è previsto per il prossimo  9 luglio.
In questi ultimi mesi l’azienda, che non ha mai presentato un piano industriale,  ha assunto sempre più una gestione unilaterale.

Ma veniamo ai fatti:

  • la notizia ufficiale della modifica di denominazione sociale di Aferpi, comunicazione giunta alle organizzazioni sindacali  a cambio di insegna, avvenuto da giorni, all’entrata dello stabilimento;
  • buoni welfare, negli ultimi anni erogati a luglio, per quest’anno la loro consegna è prevista per metà settembre. Le motivazioni  addotte dall’azienda per giustificare tale slittamento sono state poco convincenti come se non vi fosse la   conoscenza della difficoltà economica di   molti lavoratori. Meno male siamo “una famiglia” come disse mister Jindal al Metropolitan!;
  • comunicazione data alle RSU dell’ inizio di un programma di riduzione costi presentato come una sorta di pseudo riorganizzazione. Il che significa nuovi tagli di posti di lavoro, riduzione all’osso delle manutenzioni… Ci domandiamo la sicurezza sarà garantita?;
  • mancata continuità produttiva dei treni di laminazione. Ad oggi non è dato conoscere i programmi per luglio e agosto;
  •  la vicenda del capannone “tempra delle rotaie “di cui i soli firmatari sono stati Massimo Giuliani e Enrico Rossi senza Jindal;
  • gli “acciai al piombo” e la loro continua sperimentazione senza conoscere i risultati e capire le finalità di una tipologia di lavorazione dismessa,  da tempo, visto l’ aspetto impattante sulla salute dei lavoratori;
  • le dimissioni improvvise  dell ’ AD  Fausto Azzi e l ‘entrata, nel consiglio di amministrazione di  JSW di Marco Carrai.

Questo è il quadro che come UGLM presenteremo al Governo, la cui gravità, a nostro avviso, dovrebbe essere preceduta da un segnale forte da parte di un  territorio che chiede, con forza, lavoro e sicurezza.

Dobbiamo riportare Piombino come vertenza nazionale e con i lavoratori  protagonisti. A tal fine valuteremo, nei prossimi giorni,  la possibilità di organizzare dei pullman a supporto della delegazione con il fine di evidenziare al Governo la reale  criticità della situazione che stiamo vivendo.
A Piombino non va tutto bene, anzi!!

Non è accettabile che una multinazionale abbia  rilevato una fabbrica, un tempo secondo polo siderurgico italiano, con mille promesse ad oggi non mantenute.   Un’azienda che riesce a far lavorare a malapena 300/ 400 persone sfruttando al limite massimo impianti oramai vetusti, che  lascia 1500 persone  a carico dello Stato con ammortizzatori sociali dal futuro incerto. Non è accettabile che si cerchino agevolazioni e le si pretendano dal Governo senza garanzie di continuità del lavoro ed investimenti immediati.  Leggiamo ogni giorno che Jindal investe in ogni parte del mondo ad eccezione di Piombino!

Noi chiederemo questo al Governo esigendo un controllo maggiore su un imprenditore che deve presentare un piano industriale preciso e dettagliato. Ma anche una nota di grande  rilievo a quel tavolo dovrà avere la tematica delle bonifiche e degli smantellamenti.  Un capitolo di cui non si sente più parlare da tempo dimenticando il rischio amianto presente e le potenzialità di spazi oggi totalmente inutilizzati».

Segreteria provinciale Uglm e RSU JSW Steel

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Scritto da il 24.6.2019. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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