VAL DI CORNIA: NUOVO AMPLIAMENTO PER LE CAVE

la nuova zona di cava

San vincenzo (LI) – La società Solvay Chimica e l’azienda Cave di Campiglia spa hanno chiesto la stipula di due accordi di pianificazione per poter ampliare, rispettivamente, il perimetro della cava di San Carlo – a est – e i confini della cava di Monte Calvi – a nord – con quest’ultima che dovrebbe espandersi nel territorio comunale di San Vincenzo, con i due siti che si andrebbero ad avvicinare.

Per informarne in dettaglio i residenti in Val di Cornia, il M5S ha pubblicato le mappe di questo nuovo ampliamento che davvero non è richiesto dal territorio (le cave dovevano chiudere nel 2008, ndr.) e che può essere consultato a questo indirizzo: http://sanvincenzo5stelle.altervista.org/blog/cave-un-altro-attacco-al-nostro-territorio/

Questa “novità” è scritta in due delibere della giunta di San Vincenzo, datate entrambe 30 ottobre e funzionali all’approvazione dei documenti di indirizzo riservati «agli uffici comunali affinché vengano predisposti gli atti per promuovere l’accordo di pianificazione» riguardante, appunto, l’ampliamento delle cave.  Viene proposto, in particolare, l’allargamento della cava Solvay verso est, mentre la zona estrattiva presente sul Monte Calvi andrebbe a espandersi verso nord.

Anche il Comitato per Campiglia ha criticato questa sgradita novità, facendo notare che la somma delle due nuove aree di cava che sarebbero così estese da “ricongiungersi in un unico enorme fronte cava che da San Carlo si dipanerà fino alla povera Rocca di San Silvestro”:

Ma se ne capisce il significato anche leggendo l’elenco degli strumenti urbanistici e pianificatori che debbono essere o definiti o variati:

  • variazione del PIT (approvato con deliberazione del Consiglio regionale n.37 del 27 marzo 2015) per l’inserimento della nuova localizzazione nei caratteri idrogeomorfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici (Invariante I) e caratteri eco-sistemici del paesaggio (Invariante l);
  • variazione del PTTC della Provincia di Livorno approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 52 del 25.03.2009;
  • variazione del Piano strutturale del Comune di San Vincenzo approvato con la D.C.C. n° 76 del 05/08/2015, integrata dalla D.C.C. n° 11 del 08/01/2016 pubblicato sul B.U.R.T. n°. 6 il 10.02.2016;
  • variazione del Regolamento Urbanistico approvato con D.C.C. n°. 32 il 0 6.07.2013;
  • definizione dell’inserimento della proposta di localizzazione nel Piano Regionale Cave (PRC) in corso di formazione;
  • variazione del Piano delle Attività Estrattive di Recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Regione Toscana (PRAER) approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 27 del 27 febbraio 2007;
  • variazione del Piano delle Attività Estrattive di Recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Livorno (PAERP).

“È un atto – commenta il Comitato per Campiglia – dovuto quello del Comune di San Vincenzo in conseguenza della richiesta dei due privati? Non sembra dalla lettura delle leggi regionali citate. Appare piuttosto una volontà del Comune e del solo Comune che non a caso non cita nemmeno nelle due deliberazioni la convenzione per la redazione del nuovo piano strutturale che lo lega a Sassetta e Suvereto. Sarà interessante capire l’opinione di questi due Comuni.

Ma non solo di questi ultimi. Nella suddetta convenzione infatti si sono approvati anche gli obiettivi strategici contenuti nel documento politico del 17 luglio 2018, quello che anche i Comuni di Piombino e Campiglia hanno posto a base del piano strutturale che hanno deciso di redarre ed approvare. Cosa pensano i Comuni di Campiglia e Piombino, un simile ampliamento delle cave è in linea con quella “nuova stagione di pianificazione urbanistica come strumento di sviluppo economico, delle vocazioni e delle ambizioni territoriali” tanto recentemente declamata?

È questa la qualità ambientale per la quale, parole del Comune di Piombino, “il territorio della Val di Cornia sceglie di rileggere e aggiornare il proprio modello di sviluppo puntando sulla sostenibilità ambientale. Sostegno al lavoro e rispetto dell’ambiente devono essere due aspetti interconnessi e non in conflitto per una reale diversificazione economica, con economia circolare, nuove sfide dell’agricoltura, turismo legato al benessere, potenziamento del sistema dei parchi”?

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Scritto da il 4.11.2018. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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