VENTURINA: STAGIONE DIFFICILE PER LA FILIERA DEL POMODORO

un momento dell’incontro

Venturina (LI) –  Venerdì scorso si è tenuto un Incontro sulla filiera del pomodoro Toscano nella saletta comunale di Venturina Terme al quale sono intervenuti tutti i soggetti, da quelli produttivi alle istituzioni: Il Comune, la Regione, Asa, Consorzio di Bonifica, Cia, l’azienda di trasformazione Italian Food del Gruppo Petti, l’Associzione dei produttori ortofrutticoli toscani Asport.  L’incontro che ha preso le mosse da una stagione difficile ha sfociato nel comune impegno di formare un tavolo di collaborazione per sostenere un settore che figura tra le eccellenze della zona: un tavolo specifico sulla filiera del pomodoro al quale saranno chiamate a partecipare le associazioni agricole e l’industria di trasformazione per affrontare i problemi del comparto così da mantenere la qualità e la produzione e salvaguardare l’occupazione, come ha sottolineato l’assessore regionale Marco Remaschi.

La sindaca di Campiglia Marittima Rossana Soffritti che ha aperto i lavori ha poi dichiarato: “E’ stato un  incontro dove si è preso atto delle difficoltà del mondo agricolo e delle proposte dell’azienda Italian Food, il nostro Comune è sempre stato sensibile alla problematica,  tanto che da questo territorio soni nati e stanno proseguendo investimenti e programmazioni che cercano di  mitigare il problema della scarsità della risorsa idrica a sostegno del mondo agricolo; un ringraziamento all’assessore regionale Marco Remaschi e ai tecnici presenti per la disponibilità  immediata a verificare tutte le misure già messe in campo dalla regione e interventi concreto fin dalla prossima settimana”.

Il Presidente di Cia Livorno Pierpaolo Pasquini  ha ringraziato chi ha partecipato dimostrando di avere a cuore la filiera e l’importanza di affrontarne i problemi, l’Asport che raccolto allarme lanciato dalla Cia a nome dalle aziende agricole, “Vogliamo far capire – ha affermato Pasquini – che come produttori siamo il cuore della filiera rappresentandone il fulcro e per questo  riteniamo necessario mettete al centro il ruolo degli agricoltori con l’auspicio di poter  trasferire anche sulle altre filiere ciò che è stato fatto per il pomodoro, in modo da avere  benefici su tutte le colture del territorio” . “Siamo naturalmente favorevol – ha proseguito Pasquini – a un tavolo per mettere a sistema gli strumenti per tornare a produrre maggiori quantità di prodotto nella nostra zona in mod da poter garantire all’azienda il massimo quantitativo possibile di prodotto”.

Positivo, pur se in un quadro difficile per la campagna di lavorazione, anche Pasquale Petti Ad di Italian Food che ha detto: “Ci aspettiamo che le proposte fatte procedano perché in questo momento noi ci stiamo accollando i maggiori costi a causa della scarsità di prodotto”. “Il problema – ha detto Petti – non è tanto quanto paghiamo il pomodoro, ma averne una quantità sufficiente per permetterci di far lavorare l’azienda al massimo delle sue potenzialità, quando oggi lo facciamo per un terzo. E’ importante avere il pomodoro vicino –  ha affermato Petti – se i produttori locali potranno garantirci il prodotto noi potremo sostenere anche un costo più alto poiché  avremmo un risparmio sul trasporto. La nostra richiesta è quella di fare sistema, anche attraverso un contratto di filiera pluriennale, tra tutti i soggetti per recuperare una competitività che abbiamo perso a causa della mancanza di prodotto, per questo lanciamo un messaggio forte alla Regione che, insieme al Comune che ci ha sempre sostenuto, rilanci strumenti per garantire l’approvvigionamento in modo da non mettere in crisi, alla lunga, la sopravvivenza dell’industria in questa localizzazione”.

Pietro Terzuoli direttore di Asport ha rappresentato le criticità della produzione in particolare del pomodoro che, se lo scorso anno ha scontato i danni della siccità, in parte scongiurati dall’innovativa alimentazione dei laghetti irrigui della Fossa Calda, quest’anno ha avuto pesanti problemi per le incessanti piogge primaverili e per le successive condizioni climatiche che non hanno consentito di sviluppare una programmazione produttiva adeguata alla filiera ed ha detto di riporre piena fiducia nel proseguimento degli investimenti in programma per il comparto irriguo in modo da avere disponibilità di acqua quando è necessario.

Il sostegno è arrivato appieno dalla Regione per questi investimenti necessari per le produzioni in Toscana e soprattutto la Val di Cornia.  “Metteremo in campo – ha detto l’assessore Remaschi – le risorse necessarie per lavorare insieme al Consorzio di Bonifica Toscana Costa e Asa (presenti i rispettivi rappresentati e tecnici ndr) affinché sia realizzato un progetto infrastrutturale risolutivo in continuità con quanto già realizzato con le risorse regionali durante la crisi idrica del 2017. Vogliamo fare tutto il possibile affinché il comparto possa migliorare la produzione in termini di qualità e di quantità e perché la Petti rimanga convintamente in Toscana e possa sviluppare l’azienda sul nostro territorio”.

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Scritto da il 10.9.2018. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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