DE FALCO (M5S): «PIOMBINESI PRESI ANCORA IN GIRO SU AFERPI»

De Falco con Di Maio

De Falco con Di Maio

Piombino (LI) –  “Il tempismo col quale è stato siglato l’accordo preliminare tra Jindal e Rebrab sul futuro dell’ex Lucchini testimonia l’indecenza del gioco politico che ancora una volta Il Partito Democratico e le sue derivazioni hanno fatto sulla pelle dei piombinesi” così Gregorio De Falco e Caterina Orlandi, candidati M5S all’uninominale nel collegio che include Piombino.

“Il bisogno di portare un trofeo all’attenzione generale di una città stremata, prima del voto, è stato soddisfatto secondo questi professionisti della politica che per decenza e dignità dovrebbero solo dimettersi e tornare al loro lavoro vero, qualsiasi esso oggi sia” sottolineano De Falco e Orlandi.

“Dopo le elezioni regionali 2015, dove il salvatore della patria era l’algerino Rebrab, mai prima affacciatosi sul mercato dell’acciaio ma comunque accolto a braccia aperte perché capace di assicurare almeno due anni di stallo e finta occupazione, ecco arrivare Jindal che, almeno per ora, si è limitato a mettere la faccia su un’operazione elettorale che evidentemente qualcuno gli ha indicato come capace di fornirgli vantaggi ad oggi tutti da verificare” precisano i candidati M5S.

“Chiunque conosce Piombino e il mercato dell’acciaio sa che Jindal a casa sua ha una netta sovraproduzione di semiprodotto al punto da venderla ai competitor, inclusa la stessa Aferpi” evidenziano De Falco e Orlandi che aggiungono “Logica e studio del settore ci dicono che Jindal non dovrebbe avere alcun interesse a produrre a Piombino, ma possedendo una flotta di navi potrebbe spedire qui il semiprodotto per laminarlo e rivenderlo sul mercato europeo. Attività questa che tuttavia ci risulta gestibile con massimo mille persone. Cosa ne sarà nel caso degli altri mille? E cosa ne sarà, in questo scenario, dell’indotto?”

“Senza vedere il piano industriale, questi dubbi sono più che leciti e inviterebbero ad evitare qualsiasi tono trionfalistico” proseguono i due candidati M5S su Piombino “Ma i professionisti della politica PD non hanno avuto questa accortezza e infatti hanno salutato con soddisfazione e speranza l’esito di questo teatrino immorale realizzato ancora una volta su una popolazione, quella di Piombino e della Val di Cornia, che vive una crisi drammatica, sociale prima che economica, legata all’errore politico di puntare in maniera quasi esclusiva proprio sull’acciaio”.

“Per questo – dichiarano De Falco e Orlandi – noi con serietà diciamo a questi cittadini che se vinceremo le elezioni, il nostro Governo si impegnerà in tre fronti per Piombino: primo le bonifiche, quelle vere riguardanti l’area sud accanto alla città; Secondo, la conclusione degli interventi del piano regolatore portuale nel quadro di una strategia nazionale sulla portualità e Terzo l’ultimazione, vera e il più possibile celere, della SS 398“.

“Come già spiegato in un precedente intervento a prescindere da quanto acciaio si realizzerà a Piombino, questa comunità deve trovare un futuro per sé e i suoi figli che passa dalla diversificazione: il retroporto è appetibile, considerati i fondali a meno 20 metri che sono un vantaggio competitivo rispetto agli approdi più vicini, così come può diventare appetibile l’area ex Lucchini vicino al centro se e solo se lo Stato si occuperà di bonificarla con serietà” precisano i candidati M5s.

Si vergogni chi insiste nel fare propaganda sul tema, parlando di bonifiche già realizzate o in corso quando tutti i piombinesi sanno benissimo che quelle pianificate sono relative alle aree tornate all’Agenzia del Demanio, ben poca cosa rispetto a tutta l’ex area a caldo o la cokeria, che finora sono rimaste nel libro dei sogni di Rebrab” sottolineano De Falco e Orlandi.

Queste bonifiche saranno il centro della nostra azione su Piombino, perché indispensabili alla riconversione, alla tutela della salute pubblica e anche ad un importante risultato occupazionale quanto mai necessario” esplicitano Gregorio De Falco e Caterina Orlandi per concludere “Il 4 marzo i cittadini di Piombino e della Val di Cornia voteranno come in un referendum: se sceglieranno i partiti continueranno a fidarsi di chi li ha abituati a promesse disattese, se sceglieranno il Movimento 5 Stelle faremo quanto abbiamo descritto. E noi facciamo sempre quello che diciamo”

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Scritto da il 2.3.2018. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    16 mesi, 16 giorni, 17 ore, 12 minute fa

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