GIOVANI: SALTATO PATTO GENERAZIONALE. I DIRITTI O PER TUTTI O SONO PRIVILEGI

Un trattore al lavoro

Roma – Riceviamo e pubblichiamo dal coordinatore nazionale giovani Fim-Cisl Andrea Donegà.

«Il rapporto della Fondazione Visentini sul divario generazionale tratteggia scenari allarmanti per il nostro Paese, prevedendo che – inizia il coordinatore nazionale giovani Fim-Cisl Andrea Donegà – di questo passo, nel 2030 la generazione degli adulti e quella dei giovani triplicheranno la loro distanza.

Certo, c’è anche il fenomeno dei NEET (quei ragazzi che smettono di studiare e di formarsi e non cercano neanche lavoro) ma per un giovane, oggi, è sempre più difficile trovare un’occupazione stabile. Non sarebbe affatto un problema cambiare più mestieri, il problema è che non esistono ancora politiche attive efficaci per rendere più strutturato il collegamento tra studio e lavoro.

Come è un problema che nella transizione da un posto di lavoro all’altro non viene assicurata continuità retributiva e contributiva. In questo contesto maturano le premesse per una pensione misera, già penalizzata dal sistema contributivo figlio di una riforma degli anni Novanta che ha consentito di salvaguardare privilegi diffusi caricandone il fardello sulle spalle delle nuove generazioni. Chiedere un contributo a chi percepisce pensioni maggiori dei contributi versati non è solo buon senso ma è un’operazione di giustizia sociale. Tenere i giovani nella precarietà e nell’incertezza significa anche imprigionare il Paese nella palude della bassa crescita demografica che rischia di far saltare la tenuta del welfare e del sistema paese in generale. Questi, sono i frutti avvelenati di una politica miope che ha scaricato tutto sulle nuove generazioni, ipotecandone il futuro e tradendo il patto generazionale.

Ecco perché la Fim Cisl ha messo la questione giovanile al centro del proprio Congresso che si terrà a inizio giugno.

Occorre, fin da subito, immaginare che tipo di Paese vogliamo sia il nostro tra 10 anni e su questo indirizzare strategie di politiche attive e investimenti, rendendo i giovani protagonisti del proprio futuro.

Se vogliamo rilanciare davvero l’Italia, dobbiamo investire sull’alternanza scuola lavoro, puntare sugli investimenti tecnologici, costruire una previdenza più equa e un welfare funzionale ai nuovi bisogni di una società e di un mondo del lavoro in continua trasformazione, puntare su politiche abitative a misura di giovani che favoriscano l’indipendenza, l’autonomia e anche la mobilità. La Fim è già impegnata in queste sfide.

Noi non vogliamo essere gli spettatori paganti del declino del nostro Paese – conclude il coordinatore nazionale giovani Fim-Cisl Andrea Donegà – ma vogliamo essere i protagonisti di un Paese migliore e di un futuro più giusto».

Ufficio Stampa Fim Cisl

Roma, 23 marzo 2017

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Scritto da il 24.3.2017. Registrato sotto Foto, Giovani e Sapere, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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