PIOMBINO: POLEMICHE PER LA NUOVA AREA PRODUTTIVA APEA IN COLMATA

un momento dell'intervento di Ferrini

un momento dell’intervento di Ferrini

AGGIORNAMENTO 2: Il commento del M5S di Piombino.

AGGIORNAMENTO: Il commento di Rifondazione Comunista.
Piombino (LI) – Un’area produttiva ecologicamente attrezzata (APEA) destinata all’insediamento di attività economiche. Il consiglio comunale di Piombino ha approvato questa mattina la nuova convenzione operativa Apea nell’ambito del Piano degli insediamenti produttivi (PIP) di Colmata. Per chi volesse capirne di più consigliamo, oltre al nostro archivio, questo articolo di Stile Libero News.

La relativa delibera, presentata da tre assessori, Marco Chiarei per la parte ambientale, Carla Maestrini urbanistica e Stefano Ferrini attività produttive, è stata preceduta dall’approvazione delle modifiche al Regolamento per la concessione in diritto di superficie e per il trasferimento in proprietà delle aree comprese nei Pip, propedeutica a tutto il resto. Le due delibere sono state approvate con i voti favorevoli di tutti i partiti di maggioranza (PD, Sinistra per Piombino, Spirito Libero), l’astensione di Forza Italia Ferrari sindaco e il voto contrario Movimento 5 Stelle, Un’altra Piombino, Rifondazione Comunista. Assente al momento del voto Riccardo Gelichi di “Ascolta Piombino”. Voto favorevole di Sironi (lista Ferrari sindaco-forza Italia) sulla immediata eseguibilità.

L’ambito produttivo di Colmata, che prevede tempi di attuazione di 10 anni, diventerà quindi il nuovo comparto produttivo di Piombino, e dovrà avere determinate caratteristiche, in linea con quanto richiesto per questa tipologia di aree. In particolare, si caratterizzerà per la gestione unitaria e consorziata dei servizi comuni dell’area, per l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse e del suolo, della prevenzione e riduzione delle emissioni inquinanti, per la gestione efficace nella prevenzione dei rischi e delle emergenze.

Tecnicamente un’ APEA è infatti caratterizzata dalla presenza di un soggetto gestore dell’area, che con la partecipazione delle imprese insediate gestisce le regole e governa la gestione ambientale dell’area con adeguati strumenti, come un sistema di gestione ambientale e di qualità dell’ambito produttivo. In questo caso il soggetto unico dell’area sarà “La Contadina Toscana”, una società cooperativa onlus, che nell’agosto 2013 aveva avanzato all’amministrazione comunale una proposta volta a promuovere l’attuazione dell’Apea facendosi carico della verifica di fattibilità dell’iniziativa. Sulla base di una convenzione quadro con il Comune di Piombino sottoscritta nel 2014, la “Contadina Toscana” aveva poi presentato gli elaborati del PIP di Colmata.

“Si tratta di un piano che viene da lontano quindi e che coinvolge diverse competenze – come ha evidenziato l’assessore Chiarei nella sua presentazione. Molto spazio verrà dato all’innovazione e allo sviluppo di segmenti significativi della Green Economy. Produzione e sostenibilità ambientale dovranno quindi andare insieme. In particolare ci saranno due filoni principali sui quali punterà l’area attrezzata secondo Chiarei. Il primo relativo al riciclo e recupero della materia, e un secondo filone basato sull’agroalimentare.”

“Il Pip, infatti, come ha spiegato l’assessore all’urbanistica Carla Maestrini, prevede un’articolazione delle aree produttive per comparti a diversa qualificazione. Oltre ai due comparti esplicitati da Chiarei, ci sarà anche un comparto destinato ad accogliere attività di piccole e media impresa nelle varie specializzazioni merceologiche.

L’ambito del Pip – ha spiegato l’assessore Maestrini – è costituito da due aree morfologicamente molto diverse tra di loro: la zona a sud, di proprietà pubblica, e la zona a nord, sede di attività agricole di soggetti privati, racchiusa tra i fossi Cagliano, Maestro.

In sintesi si prevede di realizzare interventi di messa in sicurezza idraulica dell’intera area da realizzarsi per fasi; la lottizzazione del comparto sud, già di proprietà comunale, con la realizzazione delle opere di urbanizzazione e degli edifici produttivi da parte del soggetto gestore dell’APEA, che provvederà poi alla locazione alle imprese interessate attraverso bandi pubblici; l’acquisizione, anche attraverso espropri, delle aree attualmente di proprietà privata destinate ad opere pubbliche e insediamenti produttivi, la realizzazione delle opere di urbanizzazione e la successiva riassegnazione dei lotti produttivi ai soggetti economici individuati tramite avvisi pubblici. La messa in opera degli interventi procederà secondo tre stralci attuativi, conseguenti alla messa in sicurezza idraulica dell’area. “

“Si tratta di una seria opportunità per lo sviluppo di nuovi comparti produttivi nel nostro Comune – ha detto l’assessore Stefano Ferrini – Le aree saranno assegnate in diritto di proprietà consentendo alle aziende di accedere a finanziamenti per gli investimenti necessari. Le opere di urbanizzazione saranno a carico del soggetto gestore negli interventi del primo stralcio funaizonale, mentre saranno a carico dell’amministrazione comunale quelle del 2 e 3 stralcio. Tutte la aree Apea avranno però lo stessa tariffa, garantendo un’omogeneità. L’operazione permetterà inoltre di beneficiare di una parte degli otto milioni messi a disposizione dalla Regione per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, che saranno utilizzati anche per la realizzazione di un cavalcaferrovia alla Terre Rosse per favorire l’accesso all’area “

Nella discussione che è seguita in consiglio comunale le opposizioni hanno messo in evidenza alcuni elementi di dubbio e di criticità.

Tra questi, la mancanza di un piano economico e finanziario da parte della società “La contadina”, che in qualche modo metterebbe in dubbio la sostenibilità del progetto da questo punto di vista, la necessità di capire quali siano le aziende che hanno manifestato un interesse nei confronti delle aree, la mancanza di una seconda strada di accesso e i ritardi della 398.

«Il consiglio comunale ha approvato – ha commentato Carla Bezzini di “Un’altra Piombino” – con il voto contrario di M5S, Un’Altra Piombino e PRC, la convenzione con la cooperativa La Contadina per la creazione di una APEA in loc Colmata. Senza un piano finanziario noto, senza un progetto produttivo dettagliato, si mettono a disposizione di una cooperativa ONLUS priva di una certificata solidità finanziaria, ingenti risorse finanziarie pubbliche».

«Affermano di intervenire – commenta Gottini del M5S – con soldi pubblici su oneri di urbanizzazione (già a carico della coop che ha vinto la gara – unica partecipante) per agevolare l’arrivo di aziende sul territorio? Ma non si evince da nessuna parte quale tariffa omnicomprensiva era prevista nè quale ribasso ne scaturisce oggi?! Ne è stata valutata l’esigenza perché mancavano imprese disponibili sulla base delle tariffe precedenti? Ma l’indagine di mercato non era premessa indispensabile all’intero progetto apea? Esiste un piano finanziario che, guarda caso, non viene fornito in valutazione alle forze politiche».

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RIFONDAZIONE: «GESTISCE UNA ONLUS SENZA GARANZIE»

Debutto assolutamente infelice dell’assessore Maestrini in consiglio comunale: come primo atto amministrativo ha portato all’approvazione dell’aula il famigerato piano APEA, passato con il voto favorevole della maggioranza, con l’astensione di Forza Italia e il voto contrario di tutte le altre opposizioni.

Il piano consiste nella costruzione di un area attrezzata per le piccole e medie imprese che vogliono effettuare particolari tipi di produzioni, dall’alimentare al riciclo di materiali; tutto ciò su aree di scarso valore economico, in parte da espropriare e di proprietà di qualche fortunato, che mai avrebbe potuto vendere ad altri tali terreni.

Questi sono inoltre inadatti ad ospitare capannoni ed attività imprenditoriali, tanto che la relazione del geologo allegata agli atti, qualifica il loro rischio idrogeologico da alto ad elevato, e ciò ha costretto a prevedere un sistema di vasche e scolmatori che dovrebbero diminuire o eliminarne il rischio, con notevole aumento però dei costi di realizzazione.

La società ideatrice del progetto, una cooperativa onlus di tipo B, per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, appare del tutto sprovvista dei mezzi finanziari necessari ad affrontare la realizzazione di un affare tanto complesso, tanto che appare inattiva e il bilancio in passivo.

Non esiste un piano di fattibilità economica, né l’indagine di mercato per la ricerca di aziende disposte a trasferire in quel posto le proprie produzioni; tale ricerca, doveva essere invece parte integrante del documento rimesso all’approvazione del consiglio.

Quindi ricapitolando la società la Contadina, alcuni anni fa, ha formulato un progetto per la realizzazione di un’area attrezzata per la piccola e media industria, il comune ha accertato che non c’erano altri soggetti interessati a realizzare tali opere. Tale società ha quindi individuato i terreni da espropriare, ma sottoposti a rischio idrogeologico, senza una sufficiente viabilità, vista l’assenza della 398. Con i fondi regionali verranno costruiti i capannoni e le opere relative, che verranno affittati alle aziende interessate, che però ancora non ci sono, e non sappiamo se vi saranno mai. Intanto la contadina gestirà tale allegro condominio, ma non abbiamo contezza delle garanzie economiche fornite dalla cooperativa, perché, ad esempio, non sappiamo niente della polizza fideiussoria con cui “La Contadina” dovrebbe garantire i costi di realizzazione, con il pericolo, per l’amministrazione, di dover rimediare ad eventuali defiance della onlus.

Ma i fondi pubblici non potrebbero essere destinati a progetti veramente produttivi, capaci di stare sul mercato e generare posti di lavoro?

Rifondazione Comunista

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PROGETTO APEA: QUANDO LA RETORICA NON SALVA LA FACCIA

“Individuazione di un area circoscritta nella quale prevedere, attraverso un soggetto gestore, l’insediamento di attività produttive che, all’interno della stessa area, siano ecosostenibili nell’intero ciclo produttivo, dalla produzione di energia allo smaltimento dei rifiuti”. Questo è essenzialmente il progetto APEA. Un progetto sicuramente virtuoso, almeno sulla carta. Nell’ultimo consiglio comunale si è provveduto, attraverso due delibere, ad approvare il piano operativo ed una modifica ad hoc del Regolamento PIP, per dare attuazione ad un progetto ormai fermo da oltre 2 anni. Tutto nasce nel 2012 quando all’amministrazione Anselmi – Chiarei, viene sottoposta da parte della cooperativa “La Contadina Toscana” questa possibilità.

L’amministrazione dà corso ad un procedimento di evidenza pubblica, al quale si presenta un solo soggetto: la stessa Contadina Toscana ONLUS, che, sottoscrivendo una prima convenzione, si impegna a rendere fruibile quell’area, costruire i capannoni e procurarsi i necessari finanziamenti per dar vita al progetto, oltre ad una serie di adempimenti tecnici e documentali. Purtroppo, per oltre due anni il progetto resta fermo: niente inizio lavori, niente presentazioni, niente coperture finanziarie. Tutto lascia pensare che i dubbi già avanzati da tempo sulla capacità economica della cooperativa aggiudicataria, peraltro nata solo pochi mesi prima del bando in oggetto,siano seriamente fondati, come risulta dall’analisi dei bilanci.

Insomma, completamente inattiva.

Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza, in maniera a nostro avviso politicamente discutibile, ha ritenuto di dover accelerare l’iter realizzativo introducendo una nuova convenzione che prevede maggiori agevolazioni per il soggetto gestore, senza tuttavia introdurre reali forme di controllo sul soggetto stesso. Il Comune ha impegnato risorse economiche, provenienti dal famoso PRRI, attinte dai fondi europei e stanziate dalla Regione Toscana, per provvedere ad alcune OPERE DI URBANIZZAZIONE E MESSA IN SICUREZZA di quell’area, giustificando l’intervento come stimolo per le aziende ad investire, in quanto il soggetto gestore dovrebbe decurtare il minor esborso dalla tariffa applicata alle aziende operanti nell’APEA.

Nulla in contrario, se per quell’area non ci fosse invece un impegno preciso di un soggetto privato, la Contadina appunto, che si era impegnata da tempo con la stipula della prima convenzione a provvedere a quelle stesse opere e che adesso si vede sgravata di una cospicua parte dell’investimento senza l’introduzione di un reale controllo, di natura pubblica, sulla determinazione delle tariffe.

Ci chiediamo se sia quindi giusto, per una pubblica amministrazione, intervenire a bandi chiusi su di un progetto che dovrebbe essere a carico di un soggetto privato, rischiando di pregiudicare la correttezza di un’operazione che, qualora fosse stata prevista PRIMA della chiusura del bando, avrebbe magari spinto altri soggetti a partecipare alla gara.

Per quanto la si possa utilizzare, la retorica del fare non basta a mettere da parte questo e molti altri dubbi. Così come non basta essere una “cooperativa ONLUS”, specie dopo i recenti fatti di Mafia Capitale, ad assicurarsi l’immunità dal controllo e dai doveri istituzionali e politici.

MoVimento 5 Stelle Piombino

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Scritto da il 9.2.2016. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “PIOMBINO: POLEMICHE PER LA NUOVA AREA PRODUTTIVA APEA IN COLMATA”

  1. Sergio Tognarelli

    Ma chissà chi sono “i Contadini” ? Un’organizzazione amicale? (vicina al partito?). Ah, saperlo !!!

  2. Ciuco nero

    Diamine…i contadini guarda caso saranno amici o parenti da anni dentro il partito inizieranno i lavori li finiranno, qualcuno intasca soldi pubblici e poi i fondi rimangono sfitti perché non servono a nessuno…e il contribuente paga…

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