M5S: BONIFICHE CEVITAL, IL BARATTO TRA SALUTE E REDDITO

L'altoforno Lucchini

L’altoforno Lucchini

Val di Cornia (LI) – Riceviamo e pubblichiamo integralmente dai Meetup di San Vincenzo-Sassetta e Suvereto sul futuro della siderurgia e delle bonifiche in Val di Cornia.

«Il PD e i sindacati – inizia il comunicato dei Meetup 5 stelle –  con le scelte fatte su Piombino, sembrano aver sposato la filosofia del baratto fra la Salute e il Reddito, allo scopo di tenersi stretto il consenso elettorale che piano piano, comunque, gli scivola fra le dita delle mani. Essi si ritrovano anche, stranamente, in netto contrasto con le recenti deliberazioni dell’Europa sul tema, che indicano come obiettivo primario la conservazione dell’Ambiente, inteso come componente essenziale del paniere che misura la qualità della vita umana.

Il PD e i sindacati sono riusciti a far ingoiare la pillola amara della siderurgia all’abile imprenditore africano, molto più ferrato nel settore agroindustriale che in quello della fabbricazione di acciaio il quale, però, ancora non si sa come potrà reagire quando toccherà con mano le difficoltà oggettive, sinonimo di costi crescenti, che gli si porranno dinanzi quando comincerà, a seguito degli impegni sottoscritti, le bonifiche dell’area che ha acquistato.

La voce “di popolo” che gira a Piombino è che l’operazione di bonifica rischia di provocare, se non fatta a regola d’arte, più danni all’Ambiente e alla Salute Pubblica di quanto abbia fatto la fabbrica quando le sue ciminiere sbuffavano a più non posso.

Non è un caso, infatti, che nulla si sappia, né si riesca a sapere, per esempio, sugli ordini di grandezza, in quanto all’amianto, contenuti nei preventivi offerti dalle ditte specializzate in smaltimento, che fanno stradello dentro e fuori i cancelli della fabbrica per guardare da vicino i lavori che vorrebbero svolgere.

Non è verosimile che una tale circostanza sia conseguenza unicamente di un atteggiamento di particolare riservatezza, di reticenza o di un poco difendibile concetto di privacy. Piuttosto, appare più logico pensare che nemmeno gli addetti ai lavori sappiano quantificare esattamente la mole di lavoro che li aspetta essendo l’amianto un materiale, così suggerisce la voce del popolo che gira per la città, che si ritrova in quantità maggiore dove non si vede, per esempio polverizzato nelle solette da demolire, frammezzo ai muri portanti delle infinite gallerie sotterranee della fabbrica, quando non seppellito – conclude il comunicato sotto i recenti o i prossimi venturi crolli delle stesse».

Meetup Suvereto

Meetup Sassetta/San Vincenzo

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Scritto da il 10.8.2015. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “M5S: BONIFICHE CEVITAL, IL BARATTO TRA SALUTE E REDDITO”

  1. Ciuco nero

    Vero, l amianto in teoria non dovrebbe più esserci dal 1992 in poi.ma come sempre in Italia le leggi si trasformano in buffonate e spesso chi doveva fare controlli si trovava in tasca rotolini da 100 mila lire….e l amianto che doveva sparire dal 92 invece è sempre tutto li !!!! Ora dico ci sono le prove perché chi dirigeva e chi doveva controllare non viene messo in galera??? Perché????

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    39 mesi, 26 giorni, 6 ore, 13 minute fa

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