PIERO BUSSOTTI: «TURISMO E FUMI NON VANNO D’ACCORDO»

lettereRiportiamo integralmente la lettera del signor Piero Bussotti proprietario dell’agritrurismo Vignacci di Suvereto.

«Finalmente un grido di speranza !! TURISMO E FUMI NON VANNO D’ACCORDO. Anche da Piombino, cittadina industriale per antonomasia comincia a levarsi forte il grido!

Impressionate sul Tirreno del 15 marzo la testimonianza raccolta da Guido Fiorini del Sig Mirello Viegi. A tal proposito racconto un breve spaccato della storia di Suvereto, oggi di diritto borgo fra i più belli d’Italia dove grazie a anni di scelte consapevoli si intravede un futuro fatto di agricoltura e turismo: 30 anni fa anche Suvereto viveva di acciaio;

30 anni fa i Suveretani lavoravano assieme ad altre 15000 persone a Piombino, la terra era poco più di un hobby per la maggior parte di noi; dentro le mura a Suvereto fiorivano “scantinati” e “garagi” c’era qualche negozio storico, due falegnamerie e un calzolaio; fino a qualche anno prima accanto alla porta principale c’era un officina e li vicino due botteghe di fabbro; lungo le mura dal lato nord dietro il cimitero fiorivano pollai e canili realizzati spesso con materiali di recupero alla maniera di un campo Rom…

Non ricordo se la giunta Gasperini o Bernardeschi mise per la prima volta “sotto lente” l’aspetto generale del centro storico; furono tolti i punti di raccolta per la spazzatura, fu imposto a chi ristrutturava le facciate di farle a “faccia vista” e non più intonacate, furono decisi due colori standard per finestre e portoni e regolamentata la circolazione degli autoveicoli. Noi Suveretani vedevamo “come fumo negli occhi” questi cambiamenti, certe imposizioni pesavano, sia sulla volontà che sul portafogli.

Di li è cominciato il nostro percorso, il nostro cambiamento, qualcuno ha visto lontano; si è cominciato a imbottigliare il vino, sono arrivati i primi agriturismi e con loro i primi grandi investimenti; nel frattempo Piombino “sfioriva” : prepensionamenti, cassa integrazione, mobilità, lasciavano presagire ciò che poi sta di fatto succedendo.

Oggi il centro storico di Suvereto da quasi un anno sotto la guida della giunta Parodi sta vivendo un “inizio di primavera” enoteche, wine bar pasticceria gastronomia, articoli da regalo, erboristeria, sono solo una parte delle attività che navigano in questa crisi confidando nella bellezza del nostro borgo come fattore di richiamo per la gente di tutta la Val di Cornia e oltre, al punto che dai vicini centri, persone stanno aprendo le loro attività qui a Suvereto.

Certo, a Suvereto non “piove all’insu’” molto è stato fatto e molto c’è da fare , ma siamo convinti che questa sia la strada.

Io stesso 16 anni fa quando cominciai la ristrutturazione del mio agriturismo mi scontrai più volte con l’ufficio tecnico del comune, ma oggi capisco che è grazie a quelle imposizioni che Suvereto è annoverato fra i borghi più belli d’Italia e mi rendo pienamente conto che certe cose che all’epoca non vedevo, ora mi danno di che vivere e probabilmente lo daranno anche a mia figlia.

Il mio personale pensiero senza scendere nei numeri è che se tutti i soldi che sono stati spesi a Piombino per il mantenimento di un vecchio stabilimento inesorabilmente in perdita ,fossero stati investiti in “cambiamento” a quest’ora avremo una vera e propria industria alternativa fatta di ambiente, agricoltura e turismo che darebbe da vivere a tutta la Val di Cornia.

Cambiare strada fa sempre paura , ma dopo che hai percorso i primi passi ti rendi subito conto di quanto fosse stato pericoloso restare fermi.

Con questa massima che ho “sposato” spero di rendere chiaro il mio pensiero.

Piero Bussotti

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Scritto da il 16.3.2015. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “PIERO BUSSOTTI: «TURISMO E FUMI NON VANNO D’ACCORDO»”

  1. sirio malfatti

    Onore al Sig. Bussotti, ha ottimamente espresso una logica che a Piombino non vogliono recepire. Continuano a credere che quell’altoforno tumorale risolvono i problemi delle prossime generazioni e invece, una volta dilapidati tutti i fondi, a breve saranno punto e da capo. E non gli entra in quelle chiorbette, nulla da fare. O acciaio o morte… e, a quanto ho letto ultimamente, le due cose vanno anche bene a braccetto!

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