EDITORIALE: ASIU E IL PIANO INDUSTRIALE APPROVATO “A PAROLE”

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: ASIU E IL PIANO INDUSTRIALE APPROVATO “A PAROLE”

Corriere Etrusco “numero 91” del 13 febbraio 2015.

Ma il piano industriale di ASIU c’è o non c’è? A pochi mesi dal passaggio della gestione dei rifiuti urbani da ASIU alla società “SEI Toscana”, gestore unico dell’ATO SUD, esplodono tutte le contraddizioni che hanno contraddistinto questa azienda negli ultimi dieci anni, e che oggi si ritrova praticamente in bancarotta con oltre un milione di euro di debito accumulato, la discarica piena oltre ogni limite, con un impianto Tap fermo, e quello per la produzione di Cdr mai partito.

Inoltre il futuro è a tinte fosche, perché il principale documento per uscire dalla crisi aziendale, il piano industriale, è in una situazione di stallo, dovuta ai contrasti tra il direttore e l’Amministratore Unico di Asiu, che probabilmente non avevano le stesse idee su come uscire da questa situazione, al punto che Barbarese due settimane fa ha dato le dimissioni dall’azienda.

Possiamo crede quindi all’assessore di Piombino Chiarei, che nell’ultimo consiglio comunale ha confermato la visione di Parodi dicendo che «non esiste il piano industriale dell’ASIU. Ci siamo confusi, c’è un altro piano, quello finanziario, che prevede aggiustamenti contabili, ma quello industriale non c’è, nonostante le dichiarazioni del Sindaco sulla stampa».

Da una parte un piano approvato “a parole” quindi, e dall’altra il consiglio comunale di Piombino che approva l’affidamento all’ASIU della riscossione della TARI, allo scopo, come denuncia “Un’altra Piombino” «che tale decisione è stata assunta per dotare l’azienda di somme liquide immediate che il Comune anticiperà per evitarle di ricorrere al credito bancario, che per l’ASIU comporterebbe un 6% di interessi, mentre i soldi del Comune sono a tasso zero». Il Comune anticiperà inoltre le fatture ad ASIU senza che si sappia neanche quanto costa questo “servizio” che poteva essere svolto dagli impiegati del comune senza costi aggiuntivi.

Asiu poi vuole lanciarsi nel “business” delle bonifiche. Cosa ci guadagnino i cittadini da tutta questa operazione, visto che ASIU nasceva per lo spazzamento delle strade che a breve passera a SEI, è però difficile capirlo, perché qui davvero si vuole fare “impresa” con i soldi delle nostre bollette.

Giuseppe Trinchini

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