PIOMBINO: BONIFICHE, CARBONE E ACCORDO DI PROGRAMMA

rivellino-piombino-lucchiniL’assessore all’ambiente del Comune di Piombino Marco Chiarei fa il punto sullo stato di attuazione dell’Accordo di Programma sulla reindustrializzazione del polo siderurgico di Piombino, per quanto riguarda la partita delle bonifiche del Sin. Sulla Centrale di Tor del Sale comunque si apre una questione che andrà affrontata al più presto, visto che in questo territorio si tende a rimandare tutto fino alla fine, quando oramai è troppo tardi per intervenire. Riportiamo sull’argomento gli interventi dell’assessore di Piombino Chiarei, di Luigi Coppola (UDC) e Luigi Faggiani ex assessore a Piombino.

«In questa fase – inizia Chiarei – stiamo rispettando la tabella di marcia che ci siamo dati all’interno del gruppo di lavoro formato da Comune di Piombino, Arpat, Regione Toscana, Autorità Portuale, Ministero dell’Ambiente e società pubblica Invitalia, il soggetto attuatore delle bonifiche che ha l’obiettivo di realizzare gli interventi spettanti al soggetto pubblico all’interno del perimetro del SIN”.

Già dai primi del 2014 il tavolo tecnico istituito presso il ministero dell’Ambiente, a cui ho partecipato, ha permesso di definire i nuovi criteri di bonifica e la suddivisione delle responsabilità attuative tra pubblico e privato. Questo lavoro è poi confluito come parte integrante dell’Accordo di Programma a cui è stata attribuita una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro”. – afferma Chiarei.

Dalla sottoscrizione dell’Accordo ad oggi si è sviluppato un intenso lavoro con Invitalia e sono state concordate le linee progettuali degli interventi di bonifica e messa in sicurezza delle aree spettanti al soggetto pubblico. Questo ci consentirà già per la settimana prossima di condividere con il Ministero dell’Ambiente questa impostazione e consegnare quindi il materiale richiesto per la deliberazione del CIPE che dovrà mobilitare le risorse finanziarie previste dall’Accordo. Auspicabilmente tale deliberazione dovrà avvenire tra fine luglio e primi di agosto ”

Le operazioni di bonifica consistono nella messa in sicurezza operativa della falda da realizzare nelle aree di proprietà e in concessione demaniale della Lucchini tramite barrieramento fisico e idraulico.

Pur non potendo ancora entrare in un dettaglio maggiore – spiega Chiarei – si può descrivere la tipologia di intervento sintetizzandola complessivamente in opere di marginamento fisico delle aree, attività di trattamento acque e impermeabilizzazione dei suoli”

L’obiettivo tecnico e politico è quello di riuscire entro la fine dell’anno di far partire alcuni degli interventi previsti. E’ una sfida difficilissima ma l’emergenza del nostro territorio non permette alcuna alternativa. In questa direzione rilevo positivamente la collaborazione che abbiamo stretto con il sottosegretario Velo che sta già portando effetti positivi per il raggiungimento degli obiettivi di interesse generale che tutti ci siamo dati».

Marco Chiarei

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COPPOLA CHIEDE CHIAREZZA SUL FUTURO DELLA CITTA’

Riceviamo e pubblichiamo da Luigi Coppola (UDC).

«Sulla Centrale di Tor del Sale si apre una questione che andrà affrontata al più presto, visto che in questo territorio si tende a rimandare tutto fino alla fine, quando oramai è troppo tardi per intervenire. E’ opportuno capire cosa intenda fare ENEL, ma serve uno stimolo, altrimenti in una fase delicata come quella che stiamo vivendo, difficilmente avremo risposte se rimaniamo inerti ad aspettare

I due impianti di Piombino e Livorno rischiano di scomparire definitivamente a conclusione delle concessioni, perlomeno questo fa presupporre ENEL. Ovviamente anche questa è un’opportunità, certamente importante per l’ambito turistico, ma tutto deve essere adeguatamente pianificato e con le dovute garanzie sotto ogni profilo, sia in caso di dismissione che di conversione.

Per quel che riguarda una possibile centrale a carbone nell’ambito industriale non sono solo voci, ci risulta che ci sia qualcosa in più. Comprendiamo la cautela dell’amministrazione, ma neanche si può far finta che il problema non esista, visto che la questione energetica è l’unica via per mantenere un minimo di attività nelle fabbriche locali.

Sia Magona che Lucchini avranno bisogno di energia a basso costo per sopravvivere, quindi la proposta della centrale a carbone si porrà comunque e non vorremmo che un’eventuale decisione in merito debba essere presa con il peso del ricatto occupazionale, come troppo spesso è accaduto in questo territorio.

La giustificazione del REFERENDUM che decretò il no al carbone è solo un palliativo per rimandare ed evitare polemiche, ma a breve vi sarà un’offerta vincolante per la Lucchini e non si può pensare di non discutere di queste cose.

La nostra convinzione è che a breve la cosa certamente si presenterà con tutta la sua portata, nonostante le renitenze».

Luigi Coppola

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FAGGIANI: PENSARE AD UN FUTURO A CARBONE PER PIOMBINO?

Riceviamo e pubblichiamo da Luigi Faggiani.

«Ho letto un’intervista all’assessore all’ambiente Chiarei che afferma come Piombino punti per il futuro sul “turismo e su un’industria ambientalmente compatibile”. Per questo si mostra “aperto a qualsiasi ipotesi, carbone escluso “. Ricorda anche che 35 anni fa fu fatto un referendum sulla possibilità di trasformare la centrale Enel a carbone con esito negativo e che una centrale moderna come quella di Torrevaldiga produce grandi quantità di ceneri e NOx e SOx e consuma notevoli quantità di acqua di mare per il raffreddamento.

A mio parere non esiste modo ad impatto ambientale zero per la produzione di una quantità di energia elettrica utile ad un paese industriale come è da considerarsi l’Italia.
C’è anche da dire che la tecnologia consente oggi di ridurre drasticamente gli inquinanti e permette di rimanere di molto al di sotto dei parametri europei. Rammento anche come la quota carbone in Italia pesi per un 12% mentre quella mondiale è dl 40% e quella Europea del 33%.

In Germania si stanno costruendo 12 nuove centrali a carbone, tanto per fare un esempio.Mentre in Italia i costi di produzione dell’elettricità superano del 20% la media europea. Ora è facile capire che stando così le cose nel nostro paese e in particolare qui da noi non si potrà più produrre acciaio e che le conseguenze soprattutto a Piombino saranno terribili. Ma l’Assessore afferma che noi puntiamo sul turismo insieme allo smaltimento delle navi militari e vogliamo un’industria ambientalmente compatibile sostenuta dallo Stato attraverso l’abbattimento del costo dell’energia elettrica. Sarà possibile ? Mah, i dubbi sono tanti. Dimenticavo che c’è anche la possibilità che l’impianto della cokeria sia acquistato e rimanga in produzione così i cumuli di carbone perdureranno sul porto.

Ma non sarebbe meglio una centrale a carbone pulito che sostituisca la Cet 2 e la Cet 3 con tutte le garanzie ambientali che oggi si possono pretendere. Qualcuno scrive che il costo dell’energia elettrica anche in caso di un accordo industriale non diminuirebbe.Sbagliato, il costo in quel caso può scendere. Piombino deve pensare a questa possibilità perché se si pretenderà di sostituire l’economia industriale con il turismo andremo incontro ad una grande miseria basti pensare che i nostri competitori ( 700 circa ) si sono avviati da molto tempo mentre noi siamo sempre fermi al punto di partenza».

Luigi Faggiani

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Scritto da il 8.7.2014. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

9 Commenti per “PIOMBINO: BONIFICHE, CARBONE E ACCORDO DI PROGRAMMA”

  1. gaetano

    Concordo con il signor Faggiani sulla questione carbone pulito di tor del sale .
    non concordo con chi scrive che questo territorio non deve cadere in ricatti occupazionali ….ma stiamo scherzando …ma come si permettono .
    Se viene il lavoro ben venga specie per i giovani ….non mi sembra che questo turismo cosi tanto decantato da questi politici locali sia stato un motore di lancio dell’economia locale ….certo loro non anno bisogno di cercare lavoro ,ma solo di avere consensi .
    Davvero non mi riesce di capire come si debba snobbare un eventuale investimento ultramilionario per il territorio che porta lavoro …..mah !

  2. michele

    Gaetano scusamima il turismo tanto decantato come dici tu non decolla perché c’è la centrale enel in fin di vita ma c’è e c’è il bubbone dell’acciaieria senno altro che occupazione per i giovani……NO A RICATTI PER IP LAVORO!
    Nel cuore dell arcipelago toscano il turismo è il FUTURO altre cose è roba da ciechi conservatori dj un potere oramai logoro!

  3. gaetano

    caro michele hai ragione, proprio oggi ho sentito dire che assumono centinaia di giovani a contratto indeterminato e ….importantissimo vengono pagati per le mansioni svolte e regolarmente .il settore che richiede lavoro è quello turistco che dici tu ,anzi credo proprio che al posto della centrale ci faranno un parco acquatico con tanto di venditori ambulanti .Dalle caldaie ci costruiscono un mega scivolo che va dritto in mare …bellissimo Ah dimenticavo cosa importante ,la corrente non la faremo piu in italia ma la compreremo tutta dall’estero …diveteremo un paese senza carbone senza nucleare …bellissimo ,il paese do sole ,pizza e mandolino …….

  4. gaetano

    ah dimenticavo caro michele ….dove li impieghiamo tutti quegli operai con famiglia che perderanno il posto di lavoro se chiudera’ l’acciaieria …..
    chi li convincerà e se saranno convinti che la scelta fatta da questi cervelloni di puntare tutto sul turismo sia stata la cosa migliore .e che razza di lavoro gli proponi in cambio di fare l’operaio nel” bubbone” della fabbrica .

  5. Fabio

    Purtoppo nessuno ha la bacchetta magica come ampiamente dimostrato. La crisi in atto ha poi acuito notevolmente le problematiche del mondo del lavoro e sicuramente siamo ben lungi dall’aver ottenuto un nuovo equilibrio soddisfacente che coniughi posti di lavoro, ambiente, ricchezza… Io, da povero coglione, mi comporterei come il buon padre di famiglia e tanto più, in tempi di crisi, cercherei di razionalizzare e fare investimenti diversificati. Forse non premieranno nell’immediato, ma sicuramente comporteranno meno rischi nel futuro. Siamo a un punto cruciale della vita di questa cittadina, dove ci saranno da prendere decisioni importanti, per questo non mi sentirei di puntare tutto sul turismo, o tutto sull’industria (quale poi, in questo momento). Nell’ analisi di Faggiani, a mio parere non così campata in aria, si fa riferimento a come si muovono altri paesi in Europa, come la lotta giusta e sacrosanta all’inquinamento trovi nei progressi della tecnica e della sempre più stringente legislazione dei validi alleati. Insomma io cercherei dei punti d’intesa, senza preconcetti (spesso mossi da interessi privati) tra turismo e industria. Quando le cose vanno male la gente non affitta nemmeno gli ombrelloni!!!!!

  6. gaetano

    Bravo fabio …hai colto nel segno e la tua analisi non fa una piega .

    E quello che ci aspettiamo dai politici adesso .

  7. Condivido l’opinione di Faggiani, anche perché l’ho già detto molte volte il concetto che lui ha espresso, vorrei però dire alcune cose su quanto ha scritto l’ass.re Chiarei sul tema delle bonifiche; vorrei chiedere se nell’attesa delle autorizzazioni ha iniziato (lui o chi per lui) a monitorare il personale uscito dallo stabilimento in quanto sono pienamente convinto che il personale per affrontare il lavoro di bonifica delle falde ecc. ci sia all’interno del personale Lucchini in CIG perché se questo non avverrà e il lavoro verrà assegnato a varie ditte esse hanno già il loro personale per cui i nostri lavoratori rimarranno ancora una volta “fregati” fra l’altro mi piacerebbe sapere se i vai sindacati questa analisi l’hanno fatta o no (come sembra)

  8. lino

    I sindacati hanno fatto un’analisi ? Sì, all’arabo di Giordania che secondo loro avrebbe dovuto comprare mezza Piombino e trasformarla nella nuova Montecarlo toscana. I sindacati e Anselmi che hanno cacciato gli imprenditori italiani perché non mantenevano l’area a caldo. Ora invece gli indiani sono tutta un’altra cosa. Si sente dire che manterranno l’altoforno bruciando le loro
    penne anziché il carbone.
    La Concordia e la filiera corta, ve la ricordate. Di corto, di molto corto questi hanno il cervello che sembra ormai completamente fuso, ma ancora più fusi sono i piombinesi che danno l’impressione di essere come quei pugili intronati che non vogliono convincersi che la campanella della fine ha suonato.

  9. maurizio

    Purtroppo ciascuno ha il padrone che si merita.quanti commenti quante analisi ,compatti in aria senza nessuna logica legata alle realtà ,da politici in libertà come chiari, da dove viene costui?chi rappresenta?quale formazione?ha mai lavorato?ci rendiamo conto delle castronerie che scrivono?è aggiornato il verde sulle tecnologie adottate nelle centrali a carbone?questo assessore dove era ? Assente con la testa negli ultimi anni,quando la facchini inquinata come Taranto?perché non denunciava alle competenti autorità quello che avveniva ,sia per l’inquinamento che la sicurezza?omissione politica?oggi viene a dare lezioni,pensi a fare il proprio dovere civico ,non trattandosi gli occhi e il naso di fronte a problemi più grandi di lui.

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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