CDC: «ANALIZZIAMO INSIEME LA VICENDA DELLA CONCORDIA»

concordia giugno 2014Campiglia M.ma (LI) – Comune dei Cittadini invita i cittadini venerdì 4 alle 21 nella Zona blu a Venturina per discutere di quella che è diventata la vicenda della Concordia, con tutte le date e le promesse non rispettate. Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

«La lista Comune dei Cittadini ‒ inizia la lista ‒ organizza un incontro pubblico domani venerdì 4 luglio alle ore 21 presso la Zona blu Venturina, nel quale verrà analizzata la vicenda della Costa Concordia e del suo annunciato smaltimento nel porto di Piombino divenuta pura illusione dopo la decisione del Consiglio dei ministri che ha scelto Genova come porto ideale per demolire il relitto.

Una vicenda politica che ‒ continua CDC ‒ ha assunto sin dai primi giorni dell’annuncio: “costruire in 10 mesi una bacino di carenaggio e una banchina capaci di accogliere la nave” i termini dell’impresa impossibile, nonostante ciò i politici locali hanno continuato a sostenere l’utilità, l’urgenza e la fattibilità dell’opera spacciandola come soluzione salvifica per la città e il territorio.

La cosa ancora più grave è che da due anni le speranze di uscire dalla crisi sono state affidate ad un progetto che non ha mai avuto basi per la sua concreta fattibilità e i fatti lo dimostrano. Non si è discusso più di nulla. Nessun progetto è stato elaborato per l’agricoltura, per il turismo, per la piccola e media impresa. Tutto è ruotato intorno al presunto affare della Concordia e sono stati persi anni preziosi per il futuro di questi territori. La lista Comune dei Cittadini invita dunque cittadini, amministratori e associazioni a ripercorrere la vicenda ‒ conclude la lista ‒ e darne un definitivo giudizio politico».

Comune dei Cittadini

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CRONISTORIA VICENDA CONCORDIA (Tratto da La Nazione)

Fabiani-Rosalba-Guerrieri-Giuliani

Fabiani – Rosalba – Guerrieri – Giuliani

Piombino (LI) – Dopo mesi di annunci e proclami ingannevoli il dato certo è che la Costa Concordia non verrà a Piombino. Non siamo qui a dire se questo sia un bene o un male per la città, ma solo a ripercorrere le fasi di tale beffa.

«Piombino è il porto indicato dal governo per smaltire la Concordia, a patto che sia pronto ad accogliere il relitto, quando la nave lascerà il Giglio»: è questa l’affermazione da cui sono nati e si sono alimentati i sogni piombinesi, e che al contempo racchiude l’impossibilità dell’impresa. Il tempo infatti ha reso impossibile quanto affermato perché la Concordia sarebbe stata rimorchiata via prima che il porto di Piombino fosse stato pronto.

Mentre Piombino declamava a gran voce che ormai era fatta, che la nave ci avrebbe raggiunti, Genova ha intessuto una rete di alleanze industriali, finanziarie e politiche.

L’11 marzo 2013 una delibera del governo, sostenuta principalmente dall’ex ministro all’Ambiente Corrado Clini e dall’ex ministro ai Trasporti e Sviluppo economico Corrado Passera, autorizza Gabrielli a intervenire sul porto di Piombino per permettere di ricevere e smantellare la nave, dunque il 26 aprile 2013 con un decreto vengono stanziati i fondi per i lavori al porto di Piombino.

Cambiato il governo cambiano però le carte in tavola: il 16 maggio 2013 viene stabilito che sarà una Conferenza dei servizi ad approvare il progetto vincente della gara indetta da Costa per trovare le società che porteranno il relitto in un porto di loro scelta. Piombino risente di questa decisione e la firma dell’accordo di programma viene rimandata da fine aprile al 12 agosto 2013.

Per recuperare tempo, parte subito la gara per individuare le società alle quali affidare l’adeguamento del porto: il 20 novembre 2013 il progetto viene inviato al Consiglio Superiore dei lavori pubblici ma il parere viene espresso solo il 24 gennaio 2014.

Per di più resta in un cassetto altre due settimane: a Piombino arriva solo il 6 febbraio 2014.

Silvia Velo, attuale sottosegretario all’Ambiente si indigna: per la prima volta ipotizza che ci siano ritardi costruiti ad arte. Diventa chiaro che Piombino non potrà accogliere a maggio-giugno (data indicata da Costa a gennaio) la nave. Parole a Piombino, a Genova permessi. Mentre tramonta l’ipotesi Piombino, Genova si organizza.

Non bada ai proclami che danno il porto toscano ancora in gara. Neppure quelli del commissario europeo all’Industria, Antonio Tajani che sponsorizza Piombino per motivi di sicurezza, vicinanza e tutela ambientale. Nel silenzio più totale, Genova presenta un progetto a Costa. Mette insieme due dei cantieri più importanti nel settore della manutenzione navale e li spinge a chiedere al Rina (il Registro navale) una speciale certificazione per smantellare e demolire il relitto all’interno del porto.

A marzo 2014, poi, Costa chiede (e ottiene) alla Sovrintendenza ai beni archeologici della Liguria l’autorizzazione a transitare con il convoglio della Concordia nelle acque regionali. Le super autorizzazioni. È allora che da Roma trapela la notizia: entro il 1° aprile Costa comunicherà che ha scelto Genova. ll’annuncio è rimandato: mancano alcuni atti. Però è solo questione di settimane.

Il 7 maggio 2014, infatti, la Regione rilascia (con procedura semplificata) l’autorizzazione ambientale ai cantieri San Giorgio-Mariotti per smaltire relitto e rifiuti derivati nel porto senza ricorrere alla Valutazione di impatto ambientale. L’8 maggio 2014 il Rina rilascia ai cantieri genovesi la prima autorizzazione in Italia a demolire navi in un porto.

Il 16 maggio 2014 il governo dà un mese alla Conferenza dei servizi per individuare la destinazione finale per la Concordia. Il colpo di grazia.

Arriva dal governo il 13 giugno 2014. Lì per lì passa inosservato. È nel provvedimento che prolunga di una decina di giorni i lavori della Conferenza dei servizi. Invece no. Nell’atto si toglie alla Provincia di Grosseto il potere di autorizzare il trasferimento del rifiuto-Concordia. Si mette tutto nelle mani della Capitaneria di porto di Livorno. La nave è ancora un rifiuto. Ma per il trasporto via mare -dice il Codice dell’Ambiente – può essere trattato come una merce speciale. E, siccome non è mai stato approvato il regolamento di attuazione, chi lo tratta non deve essere neppure iscritto al Registro nazionale dei gestori ambientali.

La Toscana non ha più armi per combattere. Genova ha vinto. Forse già da un anno. Ma ora è chiaro a tutti.

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Scritto da il 4.7.2014. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “CDC: «ANALIZZIAMO INSIEME LA VICENDA DELLA CONCORDIA»”

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    17 mesi, 15 giorni, 23 ore, 50 minute fa

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