VANNI E GASPERINI: «I CONTI CON LA STORIA PER ANDARE AVANTI»

Il palazzo comunale di Suvereto

Il palazzo comunale di Suvereto

Suvereto – Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ex sindaco di Suvereto, Walter Gasperini, e di Patrizia Vanni, uno dei fondatori e sostenitori del Comitato NO FUSIONE Suvereto Campiglia.

«L’intervista al sindaco di Suvereto fa emergere riflessioni di tipo politico che meritano di essere poste all’attenzione pubblica con la pacatezza dovuta alle questioni che coinvolgono la politica e l’impegno di ognuno. Naturalmente siamo interessati a quelle parti dove si condanna chi non è rimasto nelle file del PD e si continua a definire opportunità mancata la non accettazione della fusione dei Comuni che era stata proposta.  Inoltre vi sono alcuni passaggi che davvero  lasciano  stupefatti per la protervia con la quale vengono posti e privi di una capacità di autocritica che invece in politica, a nostro modesto parere, dovrebbe essere proprio il suo sale.

Viene affermato che si è trattato di porre all’attenzione dei cittadini anche la proposta di fusione, continuando a dire mezze verità, perché il consiglio comunale ha deliberato la scelta di fusione e chiesto alla regione di fare apposita legge, che poi per obbligo della regione è stata sottoposta a referendum. Altro che concessione ed esercizio della democrazia, era semplice obbligo di legge.

Quello che invece non era obbligo ‒ continua la lettera scritta a quattro mani ‒ era fare una scelta politica prima del giusto confronto con i cittadini, questa è la vera  incredibile offesa alla politica che è stata perpetrata a Suvereto, dalla maggioranza del PD insieme alla sua direzione di Federazione. Possibile che non ci si renda conto che sono state compiute scelte che sono l’esatto opposto delle azioni che la politica dovrebbe compiere. Prima si porta la proposta, si confronta con tutti i cittadini in ogni sua forma, si ascoltano le altrui opinioni e alla fine si tirano le conclusioni, cercando di assumere una linea che risulti vicina alla grande maggioranza delle aspettative.

Invece hanno scelto la strada dell’imposizione, hanno deliberato in consiglio comunale, facendo forzature anche verso chi non condivideva la scelta, hanno lasciato da parte le voci del dissenso, hanno costretto la cittadinanza a sei mesi di confronto politico molto duro, nel quale ognuno ha messo del proprio e nessuno – dico nessuno – può addebitare all’altro l’essere andato sopra le righe. Ognuno ha messo del proprio facendo scadere molto in basso il livello del confronto.

Così come non può essere accusato chi ha lasciato la barca nel momento del bisogno, quella barca era al limite dell’affondamento per la scelta della sua maggioranza che non ha fatto niente per rispettare le altrui opinioni ed oggi qualcuno vorrebbe attribuire a quelle persone che prima hanno emarginato la responsabilità della loro solitudine. Ma davvero siamo di fronte a simili opinioni da “giano bifronte”?

Se fosse stata scelta la strada della buona politica, avremmo confrontato con tutti le varie opinioni e alla fine senza nessuna rottura, senza nessuna emarginazione, senza nessuna posizione di arroganza del potere, avremmo potuto, tutti insieme, decidere che la stragrande maggioranza voleva mantenere il proprio Comune e quindi senza traumi saremmo andati avanti applicando le previsioni di legge, per le funzioni associate con altri Comuni, pensando al domani per recuperare quella unità della Val di Cornia e oltre che appare sempre più indispensabile.

Quello che è vero è che è stata salutare la tempesta Renzi anche per Suvereto, se non ci fosse stato, oggi la china per risalire le strade della buona e giusta politica sarebbero notevolmente più irte. Invece con questo nuovo potrebbe esserci  la speranza di una concreta discontinuità per consentire di guardare avanti e dare quel rinnovamento che riteniamo essenziale per il futuro del PD di Suvereto. Certamente le affermazioni di chi non riesce a vedere e riconoscere i propri errori fanno permanere le difficoltà per una strada che invece è indispensabile con il rischio addirittura che faccia naufragare anche le speranze del nuovo che tanto vorrebbe emergere.

L’etica della politica è quella cosa che dovrebbe occuparsi del bene delle persone e il bene in politica è rispetto per le altrui opinioni, è riconoscere al dissenso il diritto di parola. Ma quando si sceglie di andare avanti rinunciando al confronto aperto o peggio non tenendone conto, dobbiamo successivamente avere il coraggio di prendere atto dell’errore e trarre le chiare e dovute conseguenze. Questo sarebbe il giusto segnale ‒ concludono Vanni e Gasperini ‒ della necessaria discontinuità che nessuno dovrebbe avere bisogno di chiedere ma che dovrebbero comprendere bene i coinvolti».

 

Walter Gasperini

Patrizia Vanni

Iscritta al partito dal 1981 al 2012, membro del gruppo dirigente locale per 25 anni, fino al 2004, ricoprendo dal 1987 al 2012 il ruolo di segretario politico della sezione locale.

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Scritto da il 20.1.2014. Registrato sotto Foto, Lettere, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “VANNI E GASPERINI: «I CONTI CON LA STORIA PER ANDARE AVANTI»”

  1. lino

    Cittadini liberi: Suvereto ha mostrato a tutti noi il significato di queste due parole.
    LIBERI CITTADINI.
    Superbo.

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