PD: GIANNI PITTELLA UN «OUTSIDER» PER LA SEGRETERIA

L'onorevole Gianni Pittella

img_pittellaL’8 dicembre, giorno in cui  avverranno le elezioni primarie del PD, si avvicina, e Piombino ha assistito ai comizi di tre candidati su quattro: Matteo Renzi e Gianni Cuperlo hanno partecipato alla Festa dell’Unità in settembre, Giuseppe Civati  ha tenuto una conferenza al Palazzetto M. Falci in novembre. Manca all’appello Gianni Pittella, di cui scriviamo per completezza d’informazione.

Il Partito Democratico lo presenta evidenziandone la rilevanza a livello europeo: «Gianni Pittella è candidato alla Segreteria nazionale del PD. È persona di grande esperienza in Europa, stimato ed apprezzato da moltissimi, è attualmente il Vicepresidente vicario del Parlamento europeo. Gianni rappresenta una risorsa importante per il PD che sarà valorizzata dalle primarie in corso. Chiediamo anche a voi il vostro supporto, affinché il PD e l’Italia sappiano contare di più in Europa ed il dibattito interno, asfittico e provinciale, assuma contenuti più  ampi e diversi. Valorizziamo anche la componente di socialismo europeo che Gianni Pittella incarna, anche per essere riconosciuti, in Europa, all’interno di quella famiglia politica».

In una lettera Pittella dichiara l’importanza di conoscere il territorio italiano e inserirlo nel contesto europeo: «Le prossime elezioni primarie del Partito Democratico costituiscono un appuntamento decisivo. La crisi economica sta colpendo con violenza tutto il territorio Italiano: aumentano il costo della vita, il tasso di disoccupazione e quello di povertà, c’è diffidenza verso la politica e nei suoi rappresentanti, c’è amarezza per le vicende interne al Partito, c’è tanta sfiducia. Di fronte a un passaggio così critico, c’è bisogno di una mobilitazione. Anche per questa ragione, ho scelto di candidarmi alla guida del Partito democratico. Al PD serve una classe dirigente che conosca realmente i problemi delle nostre terre e non uomini politici che scoprono le nostre regioni solo in campagna elettorale. Per dare una risposta ai nostri problemi, bisogna davvero conoscere tutto il territorio, i suoi interessi e bisogni. Il PD deve diventare un partito che decide senza ambiguità, che non abbia timore di prendere posizione. Queste elezioni primarie sono una grande opportunità per dare una dimensione europea alla nostra Italia».

Prosegue spiegando il meccanismo per cui i quattro candidati diventeranno tre prima delle elezioni dell’8: «Tra il 7 e il 17 novembre, gli iscritti al PD nei rispettivi circoli di appartenenza voteranno per scegliere quali candidati parteciperanno al voto ‒ aperto a tutti gli elettori ‒ dell’8 dicembre. Degli attuali quattro candidati solo i primi tre potranno competere alle primarie. In questa prima fase partecipano unicamente gli iscritti al PD. Mi rivolgo quindi a tutte e tutti per chiedere la partecipazione al voto nel vostro circolo, per realizzare un PD più unito, un partito democratico, solidale, europeo. Infine dobbiamo batterci per l’ingresso del PD nel PSE, perché non è una questione solo formale. Scegliere da che parte stare in Europa è decidere chi vogliamo essere in Italia. Le prossime primarie potranno essere una straordinaria occasione di cambiamento, per riscoprire un partito finalmente unito. Solo così riusciremo a superare il dibattito infinito su regole e burocrazia ed iniziare a parlare di buona politica».

Chiara Bellucci

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Scritto da il 17.11.2013. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “PD: GIANNI PITTELLA UN «OUTSIDER» PER LA SEGRETERIA”

  1. Astuto Cacciatore

    Pittella: “Solo così riusciremo a superare il dibattito infinito su regole e burocrazia ed iniziare a parlare di buona politica”. Ecco una bella descrizione dell’attività del PD ad opera di uno dei suoi burocrati di carriera. Ripeto, l’ha detto lui stesso quello che fa il PD: dibattere all’infinito su regole e burocrazia senza iniziare a “parlare” di buona politica. In altre parole: lotte di potere interne senza nemmeno fare chiacchere (parlare dice lui) intorno ai problemi reali del paese. Sempre e solo parole sarebbero anche se si superassero gli scontri interni. Ripeto: è quello che questo stesso carissimo burocrate afferma.

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