NOTIZIE DALLA COSTA ETRUSCA DEL 12 MAGGIO 2013

COPPOLA (UDC): «RISCHI SULLA RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA SANITARIO»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

«Le determinazioni del Direttore Generale  n° 175 del 19/04/2013 e n° 209 del 19/04/2013 della AUSL 6 su posizioni organizzative e coordinamenti sono parte di un percorso iniziato tempo fa che rivedeva tutta l’organizzazione del sistema sanitario di competenza mettendo in discussione tutti parametri di professionalità acquisita degli operatori ed in particolare delle posizioni organizzative e dei coordinamenti.

Tutta l’azione tesa alla riorganizzazione dei servizi sanitari intrapresa dalla direzione generale dell’azienda è figlia di un processo lento ma che ha colpito duramente il sistema rivedendo tutti i parametri dei servizi erogati e soprattutto le competenze degli operatori con l’accorpamento talvolta anomalo di importanti unità operative.

La previsione di nuove assunzioni, circa 70, per ottemperare alle carenze di personale fra infermieri ed operatori sanitari, come da determinazioni del D.G. n° 175-209 rimetterebbe in discussione tutte le posizioni organizzative e di coordinamento da riassegnare tramite selezioni concorsuali.

Gli attuali coordinatori che hanno acquisito precedentemente le loro posizioni con selezione e con esperienza professionale pluriennale per mantenere le loro funzioni dovranno sottoporsi nuovamente a selezione concorsuale.

Tale provvedimento potrebbe contrastare con il contratto nazionale di settore riguardo alle funzioni ed alle indennità previste (art. 10 del CCNL 2000/2001), oltretutto a fronte anche di un patrimonio professionale che rischierebbe di essere messo in discussione inficiando di fatto la professionalità di coloro che hanno ricoperto fino ad oggi le posizioni di coordinatore e della stessa azienda che ne ha riconosciuto le funzioni.

Le stesse organizzazioni sindacali di categoria nei loro diversi livelli territoriali ed istituzionali di rappresentanza hanno avuto pareri discordanti su queste questioni facendo presumere che al di là delle problematiche di ordine contrattuale, vi siano presumibilmente possibili ripercussioni sulla qualità dei servizi di competenza delle funzioni di coordinatore, il che ricadrebbe direttamente sugli utenti.

Nell’ambito della AUSL 6 la riorganizzazione è stata oggettivamente più pesante che in altre aziende sanitarie della Toscana, anche per una particolare conformazione del territorio di competenza aziendale che di fatto vede una carenza strutturale sia per i servizi ospedalieri che per quelli territoriali nelle realtà distanti dal capoluogo.

Pertanto le questioni riguardanti le posizioni organizzative e di coordinamento devono essere affrontate con l’adeguata consapevolezza rispetto al ruolo ed alle competenze che nell’ambito sanitario tali figure hanno occupato ed occupano, onde evitare contenziosi e situazioni di disagio che potrebbero influire negativamente sulla funzionalità dell’azienda stessa e sugli utenti peraltro già vessati da forti e discriminati cambiamenti nell’ambito dell’AUSL 6».

Luigi Coppola

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PRIMI (COMITATO PER CAMPIGLIA): «NEL COMUNE UNICO PIU’ RISCHI CHE VANTAGGI»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

«Recentemente è stata diffusa una bozza della modifica della legge regionale 1/2005 (norme per il governo del territorio).

Uno degli aspetti da sottolineare è la promozione della redazione di piani strutturali e regolamenti urbanistici unitari su territori omogenei e quindi comprendenti comuni della stessa provincia o di provincie confinanti.
Vengono cioè riaffermati i criteri seguiti per tantissimi anni in Val di Cornia. Qui infatti furono istituiti il Circondario della Val di Cornia, la redazione di Piani regolatori generali unitari   riguardanti i comuni di San Vincenzo, Campiglia Marittima,  Piombino, Suvereto e Sassetta e la fondazione della Società Parchi della Val di Cornia.
In questi ultimi anni i sindaci si sono mossi in senso del tutto contrario. Infatti allo scioglimento del Circondario, malgrado le promesse, non è seguita la formazione di nessuna istituzione equivalente : il Comune di San Vincenzo si è guardato bene dal fare un Piano Strutturale insieme a Campiglia Marittima, Suvereto e Piombino, il Comune di Piombino ha ultimamente “scippato “ i contributi dovuti alla Società Parchi mettendone in crisi il funzionamento e lo sviluppo futuro.

Possiamo allora dire che, mentre la Regione promuove un modo di fare urbanistica che supera i semplici confini comunali, i sindaci dei comuni della Val di Cornia si sono affannati in questi anni a  distruggere quello che oggi viene promosso e raccomandato.

Secondo il Comitato per Campiglia, l’attuale fregola di Piombino di andare in Provincia di Grosseto quando si sa che le provincie, almeno nella forma attuale, scompariranno, il desiderio di San Vincenzo di proiettarsi su Castagneto Carducci, la proposta di fusione dei Comuni di Campiglia e di Suvereto non sono altro che gli strascichi del miope municipalismo esaltato nell’era dell’assessore regionale Conti. I presunti vantaggi di queste proposte, ormai fuori del tempo e lontani da processi culturali più attuali, sono tutti da verificare.

Certo è che i minori costi si fanno con la riorganizzazione dei servizi e non con il risparmio sugli stipendi del Sindaco e degli assessori di un Comune piccolo come Suvereto, che ha diritto di mantenere una sua identità nella rappresentatività dei cittadini.

Che questa nuova legge regionale vada ad intaccare gli interessi particolaristici delle amministrazioni locali, lo dimostra il giudizio nettamente negativo dato dall’ANCI toscana alla bozza di legge che, tra l’altro, è accusata di “ingessare il territorio”.

Questa frase fatta vuole solo dire che forse non sarà più tanto facile portare avanti speculazioni edilizie disastrose per il paesaggio e che i sindaci sperano ancora in un sistema economico andato totalmente in crisi a livello europeo.
I sindaci e i partiti politici che li hanno espressi, devono ormai fare i conti con una realtà complessa dove  è fondamentale la capacità di progettare nuovi modelli di vita e non  di affidarsi  alla vendita dei beni comuni.
In questo senso forse non farà male un poco di ingessatura proprio per permettere ad un territorio al quale sono state rotte molte ossa, di rimettersi in salute».

Comitato per Campiglia
Alberto Primi

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SPIRITO LIBERO: «SUBITO IN PROVINCIA DI GROSSETO»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento di Spirito Liber sull’eventuale passaggio di Piombino sotto la provincia di Grosseto.

«Il Consiglio Comunale del 13 maggio può segnare un momento di grande importanza nella storia di Piombino. Con la scelta di passare nella Provincia di Grosseto si pone fine ad una forzata appartenenza decisa a tavolino da Galeazzo Ciano e si ristabiliscono legami con un territorio con il quale le similitudini, ma anche gli interessi, sono più forti. Indipendentemente dalla possibile abolizione delle Province o meno, lo sviluppo di Piombino e di tutta la Val di Cornia passa da nuove sinergie che si possono attivare solo entrando a far parte del territorio meridionale della Toscana. Tutte le organizzazioni sindacali, imprenditoriali ed associative sono organizzate in chiave provinciale. È quindi in quella sede che si prendono le decisioni, anche politiche, più rilevanti.

Considerando la forte concorrenza tra i porti di Piombino e Livorno e l’indubbio maggior potere che le aziende livornesi, molto più numerose e forti di quelle della Val di Cornia anche dimensioni, è piuttosto facile immaginare che direzione prendono le scelte che tali organismi propongono poi alla politica e quindi alle Istituzioni. Con Grosseto, non avendo un porto, il problema non si pone ed anzi vi sarà la convenienza a sviluppare il nostro porto. Se quindi la delibera, come ci auguriamo, passerà, ci attiveremo, tramite parlamentari vicini al nostro movimento, affinché l’iter del passaggio a Grosseto sia il più rapido possibile e chiederemo anche alle altre forze politiche che voteranno con noi per questo passaggio che si attivino anch’esse per riuscire ad ottenere questo risultato entro l’anno. Spirito Libero non accetterà quindi mediazioni al ribasso rispetto alla delibera presentata dal Sindaco Anselmi».

Spirito Libero Piombino

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