APPELLO PER FERMARE L’EOLICO NELLE CAMPAGNE DELLA VAL DI CORNIA

Una riproduzione di come sarà il Campo eolico a Venturina

E’ partita in questi giorni una imponente raccolta di firme per fermare il progetto delle 17 torri eoliche della società WKN, che saranno indirizzate al Presidente della Regione Toscana, all’Assessore regionale all’Ambiente, al Presidente della Provincia, al Sindaco di Campiglia M.ma, al Sindaco di Piombino, al Sindaco di San Vincenzo, al Sindaco di Suvereto, al Sindaco di Sassetta. Per aderire all’appello, che riportiamo integralmente qui sotto, potete contattare i numeri 0566 910046 e 392 9432839, oppure scrivere all’indirizzo inf@montebamboli.it

___________________________

«Ci rivolgiamo alle Autorità regionali, provinciali e locali per chiedere di esaminare con la dovuta attenzione il progetto presentato dalla Società WKN di Catania per la costruzione di 17 torri eoliche alte 150 metri, per una potenza complessiva di 34 MW, nella pianura agricola dei  Comuni di Campiglia Marittima e Piombino.

Grandi pale eoliche sono previste a Banditelle, Amatello, Pescinone, La Sdriscia, Franciana, Affitti, Ponte di Ferro, Rinsacca, Populonia, Granai, Pozzi Magona, Lavoriere, Diacci Vecchi.

Tutte località ad alta vocazione agricola, terreni frutto della bonifica storica e oggi coltivati a ortaggi e cereali (grano, carciofi, spinaci, meloni, pomodori e altre produzioni ortive), in parte ricadenti anche nella zonazione vitivinicola a marchio Doc e Docg “Val di Cornia”.

Le tradizioni mezzadrili della nostra agricoltura con l’appoderamento delle terre fin dall’800, intensificato con i provvedimenti della riforma agraria negli anni ‘50 dello scorso secolo, hanno fatto si che le campagne siano oggi caratterizzate da un’alta densità di case e di annessi rurali. La dismissione del patrimonio rurale non più necessario all’agricoltura ha prodotto anche una elevata diffusione di civili abitazioni nelle campagne, molte delle quali sono andate ad incrementare, negli ultimi decenni, l’offerta agrituristica e il reddito delle aziende agricole.

Tutto questo per segnalare che siamo in presenza di un territorio con potenziale agricolo molto elevato, densamente popolato da imprenditori agricoli, turisti e famiglie che abitano in campagna.  Nel suo insieme conserva ancora una chiara connotazione rurale e il suo paesaggio contribuisce a creare l’immagine della Val di Cornia, completando un sistema paesaggistico che integra in maniera unitaria le sue diverse componenti: dalle colline ai borghi storici, dai poderi alle coste, dai boschi ai beni archeologici sintetizzati nel sistema dei Parchi della Val di Cornia.

Trattandosi di un territorio relativamente piccolo che si propende verso il mare, la pianura del Cornia è un bacino circondato da vere e proprie emergenze paesaggistiche e ambientali: a valle ci sono le coste dei parchi naturali della Sterpaia e di Rimigliano e il parco archeologico del promontorio di Populonia, a monte le colline di Campiglia, Suvereto, fino al parco di Montioni. A pochissima distanza si trovano l’Oasi naturale di Orti Bottagone e i centri termali di Caldana e del Calidario. Tutto nel raggio di pochi chilometri e ben visibile da qualsiasi punto si osservi la Val di Cornia.

Il progetto della WKN localizza 17 grandi torri eoliche nei pochi terreni che restano se si tolgono le distanze dalle case, dalle strade, dai corsi d’acqua e dai vincoli ambientali. Ne scaturisce una disseminazione casuale e disordinata di grandi pale eoliche che determineranno, senza ombra di dubbio, un grave danno al paesaggio rurale e più in generale al paesaggio complessivo della Val di Cornia.

Ma non ci saranno solo le 17 grandi torri. Ci saranno anche chilometri di canalizzazioni per il trasporto dell’energia,  occorrerà costruire nuove strade e adeguare quelli esistenti per consentire il transito di carichi speciali,  aumenterà il traffico pesante nelle campagne, aumenterà il rumore di fondo. Tutti fattori destinati ad incidere negativamente sulla ruralità del territorio e più in generale sull’economia agricola e turistica della Val di Cornia.

Pensiamo che la Val di Cornia, con le grandi centrali di termoelettriche di Piombino, ed ora anche con una massiccia presenza di grandi impianti fotovoltaici disseminati malamente nelle nostre campagne, stia già dando un forte contributo alla produzione di energia in Toscana. In ogni caso, per i grandi impianti di produzione di energie rinnovabili, qui esistono sicuramente altre soluzioni. Ci sono enormi territori industriali in gran parte dismessi o non utilizzati. Ci sono grandi cave che devono essere recuperate e possono essere riusate per la produzione di energia pulita. In questi territori i danni ambientali sono minori.

Cambiare i connotati alle nostre campagne è, invece, un danno grave che si arreca all’economia locale e al nostro futuro.

Invitiamo pertanto le Autorità pubbliche ad adoperarsi affinché lo sviluppo delle energie rinnovabili  non comprometta ulteriormente beni comuni ed essenziali per il nostro futuro come l’agricoltura, il turismo,  il paesaggio e il patrimonio culturale e ambientale».

Print Friendly, PDF & Email
Scritto da il 24.2.2012. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

12 Commenti per “APPELLO PER FERMARE L’EOLICO NELLE CAMPAGNE DELLA VAL DI CORNIA”

  1. piermario

    dove si firma? questo progetto è un oltraggio

  2. Alessandro

    Otraggio a cosa? Credo che non ci sia niente di oltraggioso nel produrre energia senza emissione di CO2 oppure senza radiazioni nocive. Forse non ve ne sieti accordi, ma il clima globale è cambiato in negativo a causa dell’effetto serra dovuto all’emissione nell’atmosfere dei gas denominati, appunto ad effetto serra, mentre produrre energia elettrica col nucleare è da criminali, anche perché ancora non é stato risolto il problema dello stoccaggio delle scorie radioattive! Non credete a chi vi dice che l’energia elettrica viene dalla presa della corrente! l’energia deve essere prodotta e se deve essere prodotta meglio se in maniera sostenibile e in armonia con l’ambiente: La realizzazione dei progetti eolici è solo possibile in zone già impattate. Nelle zone protette i progetti eolici non vengono realizzati! Riflettete, gente, riflettete e formatevi una propria opinione informandovi, non facendovi manipolare da gente che rappresenta ben altri interessi! Saluti

  3. ASTUTO CACCIATORE

    Caro Alessandro, ci faccia il favore, ci dica quali “altri interessi” ci sono sull’eolico nel caso che la gente non lo voglia, perché gli interessi di chi lo vuole li conosciamo benissimo !

  4. Riccardo Gelichi

    Cosa ci guadagna il territorio della Val di Cornia ? No, dico, a scomputo del bellissimo impatto visivo, cosa cavolo ci guadagna il territorio, i cittadini, la popolazione, gli abitanti, gli animali, i fiori, flora, fauna cosa portano a casa ? Fate un conto : nella superficie dove dovrebbero sorgere le 23 pale eoliche di 120 mt, 6 autorizzate e 17 in fase di Via, quanta energia si potrebbe erogare e moltiplicatela per : (tutta la superficie dell’Italia divisa per quella in questione), a quanto arriviamo ???? Possiamo esportare ????? Qualche tecnico potrebbe illuminarci ? Il problema non è : eolico si,eolico no, il problema è : la stragande parte del grande eolico tutto in Val di Cornia ? E che cavolo.

  5. Alessandro

    È chiaro che c’è anche il busines, se non circolassero i soldi i privati non investirebbero nelle rinnovabilie, ma il vantaggio indiretto è per tutti: ENERGIA PULITA, energia che non produce anidride carbonica o scorie radioattive, a vantaggio della faura della flora, ma principalmente di noi stessi e dei nostri figli. Energia sostenibile, che si rinnova, senza sfruttare fonti esauribili.
    Se non si capisce queste semplici equazioni significa che non si vuole capire, perchè sono in gioco gli interessi di pochi a scapito degli interessi di molti.

  6. gaetano

    Ma allora questa cavolo di corrente come la dobbiamo fare ? o siamo solo capaci di imbalsamare un paese ,che adesso è ridotto a essere in difficoltà ogni volta che si presenta il freddo o il caldo.
    ci danno fastidio le ciminiere ,ma poi possediamo un auto che inquina (immaginate se dovessimo mettere insieme tutte le marmitte delle auto che ciminiera ne viene fuori.)Habbiamo detto no al nucleare ,diremo no al carbone e allora con cosa la facciamo la corrente ,tutta con il solare ? impossibile .tutta con l’eolico ,certo che no .Non prendiamoci in giro per favore ,senza poi considerare il costo che grava sui cittadini i cosiddetti incentivi per le rinnovabili .

  7. Alessandro

    Sui cittadini non grava il costo delle rinnovabili, questo è superficiale, a prescindere dal fatto che secondo diversi studi gli Italiani sono disposti a pagare di più pur di avere ENERGIA PULITA E SOSTENIBILE, il costo aggiuntivo sulla bolletta è causato dalle cosidette assimilabili: Qualche furbetto del quartiere ha introdotto nell’allora Decreto bersani una cluasula che prevedeva che i Certificati Verdi, incentivi dati dallo stato alla’energia che non produce CO2, fossero spendibili anche per le assimilate. Con assimilate si intende l’energia che si ottiene bruciando i resti della produzione dei carburanti, producendo quindi CO2! Quindi in totale contraddizione con lo scopo finale per cui sono stati concepiti i Certificati Verdi! Riflettete gente, riflettete!

  8. ASTUTO CACCIATORE

    Caro Alessandro scrivi “secondo diversi studi gli Italiani sono disposti a pagare di più pur di avere ENERGIA PULITA E SOSTENIBILE”. Ti ringrazio se ci fai sapere chi sono questi italiani. Forse i boiardi di Stato ?

  9. Alessandro

    Ciao Cacciatore,

    verifica quanto segue:

    “La crescita dell’energia del vento trova consenso anche nella voce degli italiani, come rilevato dal sondaggio condotto dall’Ispo del Prof. Renato Mannheimer (Che si occupa dei sondaggi di “Ballarò) e promosso da APER GrandEolico, il Gruppo di Lavoro nato in seno ad APER, con l’obiettivo di fare informazione divulgativa e tecnologica sull’energia prodotta dal vento. Da tale sondaggio, infatti, emerge che l’80% degli italiani si mostra favorevole all’opportunità di sviluppare l’energia del vento nel nostro Paese, e il 75% ritiene che l’eolico possa essere volano di innovazione per l’Italia. Tra chi abita nelle vicinanze di un impianto si ridimensionano leggermente le impressioni positive, che rimangono, comunque, condivise dalla maggioranza degli intervistati”

    Sempre a tua disposizione per ulteriori informazioni.

    Alessandro

  10. ASTUTO CACCIATORE

    Grazie Alessandro per queste informazioni. Vorrei chiederti, per favore, se ci sono degli studi su intensità e frequenza del vento specifici per la Val di Cornia e se questi sono applicabili e riferibili all’impiego delle pale eoliche di grosse dimensioni come quelle che verranno installate a Bocca di Cornia. Dobbiamo cercare di ragionare su cose concrete, perché, con l’eolico, dalle parole occorre passare ai fatti. Alla gente non piacerebbe vedere quei moderni “mulini a vento”, un tantino antiestetici e molto costosi, fermi per svariati mesi nelle afose giornate della lunga estate piombinese. Mi viene in mente una canzone di Claudio Villa: “Quando il vento porta via l’estate…”.
    Saluti carissimi.
    Astuto

  11. Alessandro

    Caro Astuto,

    l’utilizzo delle pale di grosse dimensioni comportano alcuni vantaggi, che vado ad illustrare di seguito: Esse vengono posizionate a distanze tali l’una dall’altra da evitare turbolenze tra loro, quindi comporta una diminuzione del cosidetto “effetto selva”, quindi con minore impatto visivo; La velocità delle pale è direttamente proporsionale al diametro del rotore, quindi più grande il diametro, più lente le pale; Per meglio captare il vento laminare, non turbolento, delle quote più alte, la gondola viene posizionata ad almeno 100m dal terreno, mitigando ulteriormente, la già limitata rumorosità, dovuta all’impatto delle pale con l’aria. L’ultimo vantaggio è legato l’ottimizzazione dello sfruttamento del vento: Gli impianti più grandi, che spaziano un area maggiore con le pale, consentono di sfruttare al meglio zone caratterizzate da ventositá non eccezionali.

    Per quanto riguarda la percezione della gente, l’estatica è un fatto, come noto, molto soggettivo. A me personalmente disturbano di più i fili dell’alta tensione distribuiti, senza apparente criterio, nella zona. Nel Nord d’europa, come per esempio in Belgio, l’accostamento tra l’antico, rappresentato da castelli, ville ect. con il moderno, rappresentato appunto dalle turbine´, è considerato esteticamente parlando, positivo.

    In ogni caso la domanda che sempre si ripropone è sempre la stessa: Come intediamo produrre l’energia nel futuro? Non vogliamo più produrre CO2 o altri gas ad effetto serra, come il metano ect, non vogliamo il nucleare per gli effetti oramai consciuti anche dai bambini, allora cosa vogliamo? Solo un mix di diverse energie rinnovabili può rappresentare la soluzione alla continua e sempre crescente domanda di energia senza effetti collaterali. Altre proposte sono ben accette.

    Sempre nel massimo rispetto dell’opinione altrui.

    Cordialitá

  12. ernesto bono

    l’estetica è un fatto soggettivo, ma lo scempio ambientale è un fatto oggettivo.
    Vivo a 100 metri dall’Oasi naturale di Orti Bottagone, tra la Sdriscia e la Vignarca, e giornalmente il mio sguardo convive con la ns “cattedrale nel deserto”, centrale termoelettrica di Tor del Sale, ormai in stato di putrefazione,….eredità dei miracoli offerti ai ns genitori.
    Perchè, perchè dovrò far ereditare ai miei nipoti l’angoscia di foss’anche una sola torre eolica di 150 metri di altezza, non bastassero le torri della centrale, che adornano da mezzo secolo l’intero golfo!
    Perchè dobbiamo continuare a demolire l’unicità di qs territorio, in attesa che si scoprano fonti di energia anche esteticamente pulite !!!
    Abbiamo già l’erosione delle spiaggie, la siccità, i fanghi di Bagnoli, la tassa di soggiorno e parcheggi dietro le spiagge costosi quanto un posto auto nel centro di Roma o Milano…..quale altra piaga dobbiamo “coltivare” per far allontanare le uniche fonti economiche che ci sono rimaste, il turismo consapevole e la riscoperta dell’agricoltura e dell’allevamento.
    Perchè non si discute invece di come vivere bene, sprecando meno energia…(acqua compresa)
    Saluti
    ADERISCO ALL’ APPELLO PER FERMARE L’EOLICO NELLE CAMPAGNE DELLA VAL DI CORNIA; sosteniamoci per evitare quest’altra scelta assurda.

Scrivi una replica

DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    38 mesi, 19 giorni, 4 ore, 30 minute fa

Pubblicità

Galleria fotografica

CorriereEtrusco.it - testata giornalistica registrata al Tribunale di Livorno al n.19/2006. Direttore Responsabile Giuseppe Trinchini. C.F. TRNGPP72H21G687D
I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.
Tutti i loghi e i marchi sono dei rispettivi proprietari. I commenti sono di chi li inserisce, tutto il resto copyright 2018 CorriereEtrusco.it