TOSCANA: TRADITA LA FILOSOFIA DEL REFERENDUM IN TOSCANA?

Giuliano Parodi a sinistra ad un convegno

Riportiamo integralmente un commento di Giuliano Parodi, Capogruppo di “Uniti per Suvereto” e responsabile Enti Locali PRC Elba-Val di Cornia sulla delibera dell’ATO Toscana che mette in campo una vera e propria rivoluzione con l’intero ciclo di gestione dei rifiuti che sarà affidato a una società mista: al 60 per cento pubblica (la “NewCo” sarà costituita dai Comuni entro la fine dell’anno) e al 40 da un socio privato. Leggiamo insieme integralmente.

«La legge n. 148 del 14 settembre, contenente la seconda manovra finanziaria – inizia Parodi –  ha reintrodotto all’art 4 una disciplina dei servizi pubblici locali che riproduce in massima parte le disposizioni dell’art 23bis del DL. 112/08 che erano state abrogate in forza degli esiti del referendum del 12 e 13 giugno scorsi. Nel testo si legge che “l’adeguamento al referendum popolare si realizza tuttavia esclusivamente attraverso l’esclusione dall’ambito della nuova disciplina del servizio idrico integrato”. E’ bene ricordare che il 23bis riguardava anche la privatizzazione di Rifiuti e TPL.

Adesso in forza di questo raggiro compiuto dal Governo si e’ difatto cancellata la volonta’ popolare, permettendo ai privati di mettere le mani sui servizi pubblici.

L’analisi del decreto legge deve pero’ avvenire su due piani, da una parte un Governo in affanno che per far cassa tenta di vendere i gioielli di famiglia e dall’altra parte l’aspetto politico e sociale della vicenda: 27 milioni di italiani con i loro SI hanno dato una precisa indicazione alle amministrazioni e alle forze politiche di come vogliono che vengono gestiti i beni comuni.

Indicazione che nei giorni successivi al referendum ha fatto cantar vittoria a tutte le forze di opposizione, in primis il PD, che salito sul carro dei vincitori aveva  il dovere di trasformare quell’indicazione popolare in azione concreta nelle regioni dove governa come la Toscana.

Invece, in questi giorni con una delibera shock l’ATO Toscana mette in campo una vera e propria rivoluzione con l’intero ciclo di gestione dei rifiuti che sarà affidato a una società mista: al 60 per cento pubblica (la “NewCo” sarà costituita dai Comuni entro la fine dell’anno) e al 40 da un socio privato, che sarà selezionato con una gara (il bando verrà pubblicato entro il prossimo 31 dicembre).

La nuova societa’ coprira’ un territorio di 1.350.000 abitanti, 111 Comuni e 4 Province, con una produzione annua di circa 1 milione di tonnellate di rifiuti e un gettito complessivo, tra Tarsu e Tia, di 260 milione di euro. Tutto cio’ dovra’ essere discusso e approvato in tempi brevi, riducendo al minimo gli spazi di confronto ed intervento coi cittadini e le forze politiche, infatti entro il 15 novembre 2011 tutti Consigli Comunali interessati devono deliberare il loro assenso o meno a questa operazione.

I sindaci della Val di Cornia hanno gia’ espresso un primo parere contenuto in un documento ufficiale che, al di la’ della richiesta di garanzie minime, accetta di fatto la costituzione e la cessione ai privati del 40% della nuova societa’.

Sara’ interessante vedere come quegli stessi sindaci parleranno ai propri cittadini/elettori dopo averli convinti che era necessario votare SI per il mantenimento in mani pubbliche della gestione dei servizi principali e che ora senza colpo ferire accettano di spartire con un privato una torta da oltre 260 milioni di euro all’anno. Ricordiamo che a giugno di quel 1.350.000 abitanti della 4 provincie interessate a questa manovra, 642.000 hanno votato SI, ossia hanno chiesto che acqua, rifiuti e trasporti locali fossero gestiti da societa’ interamente pubbliche.

Uniti per Suvereto e Rifondazione Comunista ritengono grave il comportamento del PD e della Regione Toscana che permettendo tutto questo tradisce le indicazioni di 27 milioni di italiani, di cittadini.

Lanciamo un appello a tutte le forze, i movimenti che hanno come noi sostenuto, creduto e portato a buon fine il referendum di Giugno di prendere posizione sulla questione, di denunciare l’abuso che si sta perpetrando, delegittimando l’istituto costituzionale del Referendum, fulcro della Democrazia in Italia. Se il Governo Berlusconi si puo’ permettere in maniera truffaldina di aggirare la volonta’ popolare, non e’ pensabile che venga supportato da quelle stesse forze che alcuni mesi fa sono scese in piazza a convincere gli italiani sull’indispensabilta’ di votare SI».

Giuliano Parodi

Capogruppo UpS

Responsabile Enti Locali PRC Elba-Val di Cornia.

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Scritto da il 20.10.2011. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

9 Commenti per “TOSCANA: TRADITA LA FILOSOFIA DEL REFERENDUM IN TOSCANA?”

  1. Ubaldo

    l’articolo sarebbe perfetto, ma c’è un piccolo particolare che non sfugge a Giuliano,ma da cui non trae le conseguenze: il PD toscano è salito sul carro dei vincitori, solo dopo che il referendum era stato vinto, NON ha MAI raccolto una firma, distribuito un volantino, convinto un elettore.
    Nel PD nazionale il fallimentare e fallito (lo dicono i numeri…acqua più cara d’Italia) sistema toscano è quello preso a riferimento, auspicato e che si cercherà di portare avanti … è chiaro allora che c’è coerenza in quel che il PD fa in spregio ai 27.000.000 di Italiani…
    Chi pensava al contrario, ad un PD “democratico” ha di che pensare… l’oligarchia “pensante” (si fa per dire) del PD è, da questo punto di vista, non dissimile da quella del PDL, stessa arroganza, stesso menefreghismo della volontà popolare, una brutta copia del PDl stesso…. attenti…tra la copia e l’originale alla fine l’elettore la sua scelta la fa…

  2. Luca

    Non è assolutamente vero che il PD non ha raccolto le firme, ci solo le foto a dimostrarlo, dirigenti del partito e volontari hanno partecipato alla raccolta distribuito volantini insieme a SEL e al comitato del SI, la tua e la vs ormai sta diventando una campagna di denigrazione sterile, demagogica e senza alcun significato politico e vi serve solo per avere una visibilità
    “locale” che altrimenti non avreste.

  3. Luca bini

    Io non so in che film lo avete visto tutto questo impegno nella raccolta di firme per il referendum dell’acqua! Cerchiamo di essere seri, avete fatto tira e molla fino a quando non avete visto che superava il quorum…

    A proposito, casa ho ancora il volantino dell’autostrada dove gridavate no padaggio… lo sto conservando per quando ci farete pagare 20 euro per andare e toranare da Livorno. Ieri su Facebook ho letto una frase: “Il PD è una lista civetta del PDL”.

    Dopo tanti anni di “credo” nel partito, per la prima volta ho premuto su MI PIACE!!!

  4. Luca

    Resta sul tema non divagare
    Domanda : come mai rifondazione a votato contro la mozione della “ripubblicazione” dell’ acqua in consiglio comunale a Piombino, fra l’ altro votando insieme a Socialisti . e PDL , fonte Tirreno di oggi
    Complimenti per la coerenza!!!!!

  5. Luca bini

    Tanto per incominciare io non sono di rifondazione, quindi non lo so, e visto il peso politico che hanno a livello di numeri, poco mi importa.

    Certo in questi giorni parlare di coerenza… a partire dalla vicenda referendum… a proposito… a quando il gemellaggio con l’UDC, visto che caltagirone è nell’affaire SAT?

    Perché quando cito l’autostrada non lo faccio a caso: è la madre di tutte le “truffe” che questo Ex partito di sinistra sta preparando per i toscani, e fanno bene tutti ad insistere su questa vicenda.

  6. giuliano parodi

    non divaghiamo appunto rimaniamo su quanto contenuto nell’articolo e sul dibattito che spero sollevi….allora signor LUCA mi risponda come e’ possibile dopo che 27 milioni di italiani hanno detto NO ai privati nei beni pubblici, lato costa ossia 4 provincie (livorno, pisa, lucca, massa carrara) decidono di fare una gara UNICA per un unica societa’ che DEVE essre al 40% privata???? sono passati pochi mesi da giugno cos e’ cambiato????? e sopratutto a parte le finezze tecniche qui c’e un problema POLITICO l’italiani hanno chiesto una cosa con il referendum e i partiti che l’hanno appoggiata sono MORALMENTE impegnati a farla rispettare…altrimnete la democrazia prnda veramente una brutta piega….sul odg dell’acqa dove RC ha votato contro, invito il signor LUCA a vedere quello presentato prima dall’IDV e cosa conteneva poi dopo l’emendamento del PD che l’ha stravolto banalizzandolo non aveva senso appoggiarlo…in uell’ODG non si chiede ad ASA di vendere le sue quote private, non si chiede ada asa di bloccare il 7% di aumenti come stabilito dal referendum…evitate inutile demogia leggete e parlate di cose concrete grazie

  7. giuliano parodi

    a SUVERETO il PD non ha raccolto firme per il referendum ne fatto volantinaggio..si e’ limitato alcuni giorni prima del voto ad andare in piazza a chiedere ai suoi elettori di VOTARE SI…invito gli altri comuni della val di cornia ad esporre i fatti…se il PD ha raccolto firme etc….grazie

  8. Riccardo Gelichi

    Te lo dico io Luca perchè Rifondazione ha votato contro e PDL, UDC, FLI, e il sottoscritto abbiamo abbandonato l’aula, questo il dispositivo finale presentato dalla maggioranza sul servizio idrico :
    invita i Sindaco :
    1) Nella massima trasparenza di tutti gli atti a portate generale approvati dall’Ato, sia garantita la massima informazione e accessibilità da parte di tutti i cittadini ;
    2) a riferire in Consiglio comunale tempestivamente circa le decisionI assunte da ATO e ASA in ordine alle iniziative che intenderanno assumere anche in considerazione dell’esito referendario
    3) Il Consiglio comunale sia informato su ogni passaggio che riguardi ASA e il processo di revisione in linea con il risultato referendario.
    Semplicemente passaggi già dovuti senza necessariamente impegnare nessuno ad incentivare e vigilare sul percorso di trasformazione di ASA rispetto all’esito referendario, come del resto chiedeva il pressante testo originale presentato da IDV, indicato, và detto, dal regionale, poi modifacato in sede locale sotto l’egida del partitone.
    Il testo dell’IDV l’avremmo votato, sicuramente io e Torrino, gli altri non so perchè li ho più lontani di posto.
    Personalmente non sono mai stato convinto che la gestione pubblica del servizio sia la panacea di tutti i mali, altra cosa è il controllo che deve essere rigorosamente pubblico, ma bisogna rispettare l’esito referendario e le furbate non mi piacciono; ad esempio la posizione dei Socialisti è stata la più seria e coerente, hanno votato contro perchè non ne condividono affatto le premesse.
    Il testo così modificato mi è parso invece una presa di giro, penso anche per Rifondazione.

  9. Jessica Pasquini

    In un altro momento si potrebbe discutere se sia migliore una gestione, privata, pubblica, mista.. quello che volete. Ora non è il tempo di questi ragionamenti aziendali. Anche se il Pd non ha fatto niente per promuovere il referendum, ma ha parlato solo gli ultimi giorni quando ha capito la portata della mobilitazione, ha detto di votare SI ed è salito sul carro dei vincitori. La legge 148 e le sue conseguenze normative permettono all’Ato di costituire una società mista, MA POLITICAMENTE NON E’ ACCETTABILE CHE SIA RIBALTATA LA VOLONTA’ DEI CITTADINI, per chi si ritiene “democratico”..

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