GELICHI: «PERDEREMO GRANDE PARTE DELLE OPERE PUBBLICHE»

Piombino (LI) – Riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato del consigliere della lista civica «Ascolta Piombino» Riccardo Gelichi, che denuncia un grande ridimensionamento delle opere pubbliche a Piombino. Pubblicheremo integralmente anche eventuali repliche, per i commenti è disponibile lo spazio in fondo all’articolo.

«Lunedì 26 settembre nel Consiglio comunale di Piombino – inizia Gelichi – andrà in discussione una delibera della Giunta che propone un taglio al vigente programma delle opere pubbliche, previsione consequenziale alla variazione di bilancio anch’esso in discussione nella suddetta seduta consiliare.

Le opere che si propone di tagliare sono: infrastrutturazione di Città Futura, regimazione idraulica della Zona di Riotorto sud, Piazza dei Grani con annessa saletta all’interno dell’ex ospedale, ristrutturazione di Piazza Dante Alighieri e di via della Repubblica, arretramento dei binari di piazza Gramsci e ristrutturazione dei piazzali di alaggio di Marina.

Per quanto concerne il Distretto della Nautica, volano della vera diversificazione economica, si dice nella proposta di delibera che: “dovrebbe potersi realizzare con una procedura Burlando e non più mediante lo strumento della finanza di progetto “; procedura in realtà già avviata ma solo per la parte che riguarda Poggio Batteria, non certo per quella molto più importante che attiene le aree della chiusa interessate proprio dalla cantieristica, piccola nautica, mercato ittico, indotto ecc.

Vedremo come si articolerà la discussione in Consiglio, di certo le premesse per la città sono pessime, si perde persino gran parte della progettazione strategica di questa amministrazione e per la restante non mi pare ci siano le condizioni per la concreta realizzazione, mentre paradossalmente e ormai anche con rassegnato disincanto, continuano gli annunci di opere mai viste.

Sono convinto che le responsabilità siano molteplici ma soprattutto di natura politica, questa maggioranza è debole e strumentale al Partito Democratico, che evidentemente non ha al suo interno le capacità necessarie per orientare la politica amministrativa, oggi molto di più che nel recente passato.

La conseguenza – conclude il consigliere comunale – è che il Sindaco Anselmi e la Giunta sono lasciati a se stessi, che questo sia una volontà personale o una conseguenza oggettiva poco importa ormai, quello che conta veramente è che Piombino ha un’estrema necessità crescente di diversificare la sua economia, ma soprattutto la sua politica».

                                                                                                             Riccardo Gelichi

                                                                                             Consigliere comunale del Gruppo Misto

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Scritto da il 23.9.2011. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “GELICHI: «PERDEREMO GRANDE PARTE DELLE OPERE PUBBLICHE»”

  1. Nedo

    Egregio signor Gelichi,
    non entro nel merito delle Sue argomentazioni. Va tutto OK; ma però, per favore, (ho capito bene?) non riduca a “saletta all’interno dell’ex ospedale” la bella e ampia aula gotica della duecentesca ex Chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali, di recente restaurata e costituente l’edificio ecclesiale più antico esistente oggi a Piombino. La “saletta”, come Lei la chiama, è inserita, fin dal 1936, ad opera di Péleo Bacci, nell’elenco dei “monumenti nazionali” da preservare, insieme alle altre emergenze architettoniche cittadine. Un corposo libro, pubblicato proprio nel 2007, illustra la storia, le caratteristiche e i pregi di questo importantissimo bene culturale piombinese, che potrebbe prestarsi magnificamente a varie destinazioni: sala concerti, conferenze, mostre, ecc. Ciò che è poco comprensibile, dal mio punto di vista, è semmai il motivo per cui non è stata mantenuta la proprietà pubblica della detta Chiesa monumentale e comunque perché mai il Comune non provveda ad espropriarla ai sensi delle vigenti leggi in materia di tutela delle cose di interesse artistico e storico. Cordialmente.

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