SOCIALISTI: CARA SEL, I NUMERI FANNO LA DEMOCRAZIA ANCHE SU BARATTI

Riceviamo e pubblichiamo da Stefano Ferrini del Partito Socialista in risposta alle recenti affermazioni sul processo partecipativo di Baratti.

«I numeri sono il sale della democrazia e chi non lo comprende evidentemente preferisce le dittature. Mi suona strano che una simile concezione alberghi in un partito che ha nella sua sigla il nome “libertà”, ma cosa concludere dalla replica stizzita di Sel alle nostre perplessità sul percorso partecipato di Baratti le cui conclusioni, ricordo, sono state prese soltanto dallo 0,08% degli elettori di Piombino?

Noi, lo ribadisco, non siamo contrari ai percorsi partecipati, vogliamo però che per essere davvero rappresentativi vi siano delle regole come un’accurata campionatura dei partecipanti per coinvolgere davvero tutta la realtà sociale e culturale di una città e delle soglie minime di partecipazione, legate all’importanza dell’argomento dibattuto, al di sotto delle quali non siano presi in considerazione.

Questo accade negli altri Paesi europei dove da tempo questi strumenti di partecipazione sono utilizzati e non capisco cosa c’entri tutto ciò col berlusconismo di cui ci accusa Sel. Appartiene invece alle culture totalitarie che hanno insanguinato il ‘900 e a quelle fondamentaliste di questo secolo pensare che abbia ragione chi si ritiene nel giusto e non chi è democraticamente scelto da tutti i cittadini.

Se poi le percentuali del percorso su Baratti dovrebbero rappresentare quella che Sel definisce una “richiesta di profondo rinnovamento” e che naturalmente loro ritengono di saper ben interpretare, anche con la scelta che hanno fatto di stare all’opposizione in alcuni Comuni della Provincia agitando presunte quanto inesistenti questioni morali ed insultando così i propri alleati, salvo poi chiedere poltrone per la stessa Provincia, penso che dovrebbero preoccuparsi non poco».

Stefano Ferrini

Segretario PSI – PIOMBINO

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Scritto da il 18.5.2011. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

11 Commenti per “SOCIALISTI: CARA SEL, I NUMERI FANNO LA DEMOCRAZIA ANCHE SU BARATTI”

  1. gianfranco

    ha ragione il Ferrini, non si può stare dentro e fuori. Se a Campiglia c’è una questione morale, certo Piombino non è dammeno

  2. Amerini Giampiero

    Proviamo a pensare che il percorso partecipato è costato ai cittadini di Piombino 15.000 euro e, anche, che ha raccolto l’opinione di un centinaio (forse meno), di abitanti!!! Ferrini ha detto lo 0,08 dei votanti: secondo me è stato generoso perchè sono meno. Un consigliere comunale, democraticamente eletto (delegato da chi lo ha votato a rappresentarlo: questa è la democrazia, quella vera, non quella manipolata a uso e piacere), rappresenta più di settecento votanti … Personalmente non ritengo valido un percorso partecipato così scarsamente “partecipato”. Credo che dobbiamo pensare anche a coloro che non hanno partecipato, e confermano il mandato che hanno dato ai consiglieri comunali e al sindaco. Non sempre ha ragione chi grida più forte! E poi, per quale motivo si agitano tanto?

  3. marco

    @Sig. Amerini
    Il percorso partecipato che il comune andra’ a fare per il R.U. costera’ 23000 euro ,sempre per Sociolab, e il Sig. Francardi ha gia’ dichiarato che non mettera’ in discussione quello che la giunta ha partorito. Quindi che si fara’ a fare se tutto e’ sia gia’ deciso? Per quanto riguarda Baratti , e’ stata l’amministrazione a decidere il numero di partecipanti da introdurre al percorso partecipato ( si vada a rileggere le istruzioni d’uso ). Quindi e’ stato messo un limite ,forse anche giustamente , al numero dei partecipanti, ma e’ stata la stessa organizzazione a farlo !!
    Per quanto riguarda il numero di voti presi da ogni singolo consigliere ,vorrei avere il piacere che lei pubblicasse la lista di tutti i consiglieri con i relativi voti di preferenza presi , perche’ a quanto mi ricordo ci sono consiglieri che hanno preso poco piu’ di 100 voti e non tutti circa 700 come lei !
    Se cosi’ fosse togliamo di mezzo tutti quelli da 700 in giu’ , cosi’ come dice lei sarebbe molto piu’ democratico !
    Fossi in voi comincerei a preoccupami se la gente si agita. Stiamo aprendo gli occhi e quello che vediamo e sentiamo non ci piace , e se non ci piace lo diciamo . Se a voi non sta bene significa che la parola Democrazia ,se viene usata solo come paravento , non se ne riconosce piu’ il significato originale.
    L’amministrazione Comunale si chiama cosi’ perche’ deve “amministrare”, non “comandare”.
    Un amministratore di condominio non e’ il “padrone” del condominio ma mette in atto le decisioni prese dai condomini , non impone ma accoglie, ascolta non zittisce, se lavora bene viene riconfermato altrimenti si cambia.
    Ne ho vista molta di gente che si agita alle riunioni di condominio, perche’ toccano casa sua e i propri interessi, ma casa nostra non finisce dopo il portone di ingresso , continua anche fuori nella citta’, nella campagna e lungo le coste. Forse le persone che si “agitano” come dice lei hanno solo voglia di respirare PULITO !
    Saluti
    Marco

  4. Riccardo Gelichi

    Complimenti a marco.

  5. Amerini Giampiero

    Caro Marco, forse diciamo la stessa cosa, almeno come principio. Intanto alcune precisazioni: Prima, io non faccio parte della maggioranza e sono molto critico sui percorsi partecipati così come sono fatti. (coinvolgono una minima parte di cittadini, insignificante e, quindi, non rappresentativa della città. Con questo sistema rischiamo che pochi decidano per tutti, e questa, mi consenta, non è democrazia. Mi risulta che per Baratti ci sono state complessivamente 140 presenze e, visto che qualcuno ha partecipato più volte, quanti cittadini hanno espresso il loro parere? Per questo ho molti dubbi sul rispetto della democrazia!). Seconda, quando parlavo di rappresentatività dei consiglieri, mi sembra ovvio, mi riferivo ai voti presi dal partito di appartenenza, diviso per gli eletti. Questi sono il numero dei votanti che rappresenta ogni consigliere, indipendentemente dalle preferenze; se non fosse così sarebbero i candidati a sindaco a rappresentare tutti i cittadini. Terza, non mi preoccupo affatto se la gente si agita! Diciamo che mi fa piacere, anche perchè non sono io ad amministrare: faccio parte della minoranza. In consiglio comunale approvo solo ciò che è anche nel mio programma, e le posso assicurare che sono molte le decisioni che non condivido. (ma questo può verificarlo ascoltando i miei interventi, registrati nel sito del comune, o partecipando alle riunioni che sono pubbliche. Certo, appartengo a una forza politica, Futuro e Libertà, un po’ diversa da altre che sono solo capaci a dire no, e lo dicono anche quando chi amministra decide qualcosa di positivo per i cittadini. Io non cerco i complimenti, porto solo avanti le mie idee e cerco di fare gli interessi dei cittadini che con il loro voto mi hanno delegato a rappresentarli). Il resto del suo intervento lo condivido pienamente. Devo solo dire che non ho bisogno di andare a leggere “le istruzioni d’uso” che ho già letto sicuramente prima di lei (solo perchè essendo consigliere comunale mi sono passate per le mani prima). A proposito, i percorsi partecipati non vengono decisi dal consiglio comunale, (a mio modesto parere dovrebbe per rispetto della democrazia), ma dalla giunta, e tutto si può dire ma non che ho contribuito ad eleggerla. Ah! dimenticavo, per persone che si “agitano” non intendevo quelle che hanno voglia di respirare PULITO, come dice lei, ma quelle che lo fanno per difendere i privilegi (o interessi) che hanno acquisito, o conquistato per “meriti”, o avuto in cambio di … favori. E queste persone, oltre a starnazzare con forza, spesso sfruttano la buona fede dei cittadini per curare i propri interessi (legittimamente, o forse no? decida lei) Ricambio i saluti e, è stato un piacere dialogare con lei.
    Giampiero A.

  6. luigi

    complimenti marco per il tuo intervento hai sintetizzato in manera esemplare il concetto.La gene si sta svegliando e e’ stufa di vedere giocare nelle stanze di via feruccio senza produrre niente di concreto che migliori questa citta’.Per Amerini la questione Baratti la riassumo in poche righe:sono piu di 3500 le persone che solo tramite web hanno fatto sentire la loro civile protesta,poi aggiunga tutte quelle che non si sono tecnologizzate e tiri lei le somme..

  7. Amerini Giampiero

    Caro Luigi, è possibile che non riesca a farmi capire, ma è anche possibile che non si voglia capire, e questo sinceramente mi fa molto pensare. La polemica sterile contro tutti, tanto per farla, senza guardare se contro chi la pensa diversamente o se contro chi è daccordo con noi, porta poco lontano. Le presenze sul percorso partecipato di Baratti, quelle che sono state ascoltate e, a quanto si dice prese in considerazione (?), sono 140 e ripartite come ho già detto. Gli altri cittadini, che forse sono più dei 3500 che hai citato non esistono ai fini delle decisioni prese per Baratti. (e attenzione perchè il Piano di Baratti deve ancora passare dal Consiglio Comunale, organo preposto alla sua approvazione e anche a modificarlo), e non è detto che “passi” così come indicato. Preciso che non sono contrario ai percorsi partecipati. Sono contrario a questo tipo di percorsi per due motivi: 1° perchè non sono decisivi ( l’amministrazione può non accettare le proposte), 2° perchè sono pochi i cittadini coinvolti e, in proporzione, costano troppo ( e poi, chi decide chi sono?). Mi fa molto piacere che la gente si stia svegliando, anche se per il momento non mi pare: vedi elezioni e partecipazione al voto. Sì, caro Luigi, perchè è molto più importante svegliarsi quando ci sono le elezioni e non solo quelle amministrative! E’ con il voto che si cambiano le persone e le linee politiche, e credimi, questa nostra Italia di cambiare ne ha bisogno, molto e a tutti i livelli. Vediamo la partecipazione ai referendum, e vediamo se i cittadini preferiscono andare al mare. A proposito, non so se lo sai, ma il consiglio comunale non conta un tubo, per le minoranze in particolare: decide la giunta e il partito di maggioranza quello da fare (del percorso partecipato -23.000 euro- per il Regolamento urbanistico ho avuto notizie dalla stampa come un qualunque cittadino!) Un salutone

  8. marco

    @ Sig. Amerini
    A proposito dei referendum ….. lei che rappresenta circa 700 cittadini ,quali indicazioni di voto dara’ ai suoi elettori Piombinesi ? Dira’ di votare 4 SI’ , oppure 4 NO , o ancora qualche SI e qualche NO ? Oppure dira’ a tutti di andare al mare?
    Bisogna incominciare a parlare anche di questo importante referendum , e tutte le forze politiche locali devono far sentire la loro voce con informazioni ed indicazioni di voto.
    Io potrei essere un suo elettore , quindi lei che indicazioni mi da’ a riguardo dei quesiti referendari ?
    Aspetto a breve sulla stampa locale articoli informativi mirati alla suddetta questione da parte di ognuna forza politica.
    Cordiali Saluti
    Marco

  9. Amerini Giampiero

    @ Marco
    Futuro e Libertà, che ha la presunzione di avere più di 700 cittadini che ne condividono le idee, ha già dato le indicazioni sui referendum. Purtroppo gli organi d’informazione nazionali ci snobbano, come è noto sono appannaggio di una sola parte. Le nostre indicazioni sono: intanto di andare a votare sacrificando il mare, per raggiungere il quorum (questo è l’invito più importante), poi libertà di scelta sui quesiti. Non è per mancanza di responsabilità visto che l’invito è di partecipare per non far mancare il numero e rendere validi i referendum. Sul referendum sul legittimo impedimento non è necessari dare indicazioni. Chi condivide le idee di FLI non può avere dubbi: vota sicuramente sì (noi vogliamo la giustizia e la legalità, quindi, dare indicazioni in questo senso è superfluo). Sulla privatizzazione dell’acqua, se il modo di gestire funziona possono essere validi tutti i sistemi ( Io sono per il pubblico e voto sì). Per il nucleare è più difficile decidere. Le centrali attuali sono tecnicamente sicure, ma il rischio è che … la corruzione e la mafia ci possano lavorare. Da una parte abbiamo i paesi confinanti che ci costruiscono le centrali sul confine per venderci l’energia, dall’altra c’è il problema delle scorie. L’ideale sarebbe di aspettare le centrali di IV generazione che non producono scorie e sono più sicure. La nostra decisione di lasciare libertà di scelta è scaturita anche per evitare che qualcuno, di fronte a una precisa indicazione, per non votare diversamente dalle indicazioni ricevute, non vada a votare mettendo in difficoltà il raggiungimento del quorum. A proposito, sul nucleare se avessi la certezza che chi governa aspetta le centrali di IV generazione voterei no! Questa certezza purtroppo non c’è ….

  10. marco

    @ Sig.Amerini
    Solo un piccolo appunto :
    Purtroppo nemmeno le centrali di XX generazione riusciranno a non produrre scorie ed essere sicure al 100% !!!
    Comunque da quello che gira in rete ma su siti abbastanza attendibili , uno dei siti possibili e’ Scarlino.
    Saluti

  11. Amerini Giampiero

    @ Marco,
    Premesso che il futuro dell’energia sarà la fusione a freddo (senza scorie, senza alcun pericolo e senza pericolo di esaurire il combustibile), le centrali di IV generazione, ancora in fase sperimentale, possono già garantire la sicurezza (reattore VHTR che utilizza grafite e uranio e può produrre oltre a energia elettrica anche idrogeno impiegabile in futuro nelle celle a combustibile e il reattore LFR raffreddato a metallo liquido -piombo-), una produzione di scorie molto ridotta rispetto alle attuali e senza produrre plutonio (pericolo di utilizzo per bombe atomiche). Ci sono in fase sperimentale anche altri tipi di reattori, oltre la IV generazione, ancora più sicuri, che vengono alimentati progressivamente, producono pochissime scorie che rimangono all’interno del reattore imprigionate in involucri di ceramiche particolari. Anche questo tipo di centrali che si prevede possano essere costruite dopo il 2030 dovranno cedere il passo alla fusione fredda. Non so se si farà il referendum, ne se sarà un bene farlo o non farlo, ma con questa confusione politica se sarà fatto voterò si (perchè non mi fido non per convizione), se non altro per far passare ancora del tempo. Non credo che un sito sarebbe Scarlino, Penso ai sondaggi effettuati negli anni settanta nella zona fra la Sterpaia e Torre del Sale per costruirci il famoso Coredif (stabilimento per l’arricchimento dell’uranio), sondaggi che confermarono che la zona era idonea a ospitare un impianto ancora più pericoloso di una centrale nucleare, questo mi fa pensare…
    Saluti

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