«RICETTE CORSARE», PER NON NAUFRAGARE IN CUCINA – 92

Novantaduesimo appuntamento con la rubrica di cucina del Corriere degli Etruschi «Ricette Corsare» curata con passione dal nostro esperto Emilio Guardavilla. La rubrica presenta ogni settimana alcuni aneddoti tratti dalla vita dell’autore e un menù completo tutto da gustare. Questo numero è dedicato alle donne…

RICETTE CORSARE


Rubrica di intuizioni culinarie e percorsi introspettivi per non naufragare in cucina. A cura di Emilio Guardavilla.

Nei giorni funesti della rada di Manila l’autunno si era preso una meritata licenza e aveva concesso mattine e pomeriggi sereni senza lesinare su irradiazione solare aggiuntiva e qualche grado centigrado di temperatura a disposizione di tutti gli esseri viventi che popolavano i dintorni. Chi era libero dal servizio e dalle investigazioni che il momento aveva richiesto aveva l’opportunità  di godere di una franchigia rilassante e tonificante quanto meno a livello fisico. Gli umori, al contrario, non potevano risentire dell’influenza benefica della meteorologia e si incupivano progressivamente con il passare di ore inconcludenti che riempivano giorni inutili. Serpeggiava un sentimento difficile da decifrare, in un’atmosfera altresì sconosciuta e per tanto ancor più temibile. Minavano gli equilibri psicologici delle persone interrogativi soffocati dall’ansia di voler ignorare, sospetti sopiti dalla vergogna di averli concepiti e l’inevitabile presa di coscienza di essersi trovati invischiati, in maniera più o meno diretta, in una vicenda tanto drammatica quanto inquietante. La sensazione del giallo irrisolto si concretizzava in voci azzardate sussurrate ad un solo confidente così come si sprecavano ipotesi e verdetti a livelli comunicativi impalpabili, segreti, tutte note alle orecchie e al giudizio di tutti senza però sapere da quale criterio deduttivo erano state partorite. Un clima sgradevole perché irrigidito da timori ignoti e destini  indecifrabili, arduo da sdrammatizzare in maniera definitiva. I più positivi e lungimiranti intravedevano un lieto fine da raccontare ad amici e parenti, i maldestri ci scherzavano su per esorcizzare le paure inconfessabili; nessuno sapeva se qualcuno sapeva.


365) Crostini per Silvia

Categoria: antipasto

Ingredienti: tonno – maionese – ravanelli – pepe – prezzemolo – baguette.

Preparazione: fai sgocciolare completamente il tonno e sbriciolalo per quanto più ti sia possibile. Collocalo nel mixer insieme alla maionese e ad una spolverata di pepe e procedi ad un mixaggio che renda il tutto un composto omogeneizzato al massimo. Mentre le fette di baguette tostano in santa pace prepara un battuto di prezzemolo e affetta i ravanelli nelle forme a te più congeniali. Spalma il paté, decora con i ravanelli e il prezzemolo tritato.

Punto esclamativo: filetti di alici nel frullatore.

Valore aggiunto: “Silvia rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale …”. Come inizio direi che ci siamo.

Anche il Marga si era astenuto da esternazioni o verdetti sull’accaduto. In quei giorni ha passeggiato più a lungo e con meno pacatezza del suo solito. Ha stirato con insolita cura la sua collezione di camicie a quadri e magliette bianche e ha pescato con poca fortuna sotto il tiepido sole di Manila. Ha cucinato la sua mari e monti per i soliti pochi intimi senza toccarne affatto e ha rassettato più volte al giorno la propria cabina con cera e disinfettante senza che ce ne fosse l’effettivo bisogno. Non ha tenuto la consueta corrispondenza cartacea solo perché gli è stato impedito dallo stato insolito in cui si trovava la nave intera. Mi ha concesso numerosi momenti di compagnia, conforto per me, in cui ha solo ipotizzato, senza arrivare alla conclusione del suo pensiero, come potessero essere andati i fatti che ci avevano sconvolto i nostri ultimi giorni. Imprecazioni innocenti, domande rivolte a nessuno non solo che potesse rispondere ma come minimo ascoltare per poi concludere sfumando in un fatalismo che non mi sarei mai aspettato. Mi ripetevo con assoluta convinzione che lui sapeva o immaginava qualcosa che non mi voleva dire per non turbare la mia stabilità psicologica. Era giusto che non sapessi, giovane e sprovveduto, solo per la prima volta in giro per un mondo senza strade né taverne in cui trovare riparo? L’ho considerato come un istinto paterno latente, che da latitante è voluto tornare prepotente a farsi sentire nel cuore di un uomo solo. Mi è piaciuta subito questa spiegazione, anche se non è riuscita del tutto a fugare le altre congetture che una dietro l’altra mi si spingevano a fornire una spiegazione sul Pestapiano e la sua scomparsa. Uomo a mare, avevo deciso, dopo aver sentito quella formula solo nelle esercitazioni della domenica mattina.


366) Linguine per Beatrice

Categoria: primo piatto

Ingredienti: cozze – pangrattato – aglio – prezzemolo – sale e pepe – olio extravergine di oliva.

Preparazione: metti le cozze in padella e falle aprire così come hai nel tuo dna. Successivamente estrai i molluschi e conserva una quantità dignitosa di acqua di cottura filtrata in maniera opportuna; hai visto mai. Prepara un soffritto che parli almeno quattro lingue e facci saltare delicatamente le cozze accompagnate alla loro acqua di cottura, indispensabile in questo caso per non far bruciare i molluschi stessi. Dopo un paio di minuti aggiungi il pangrattato mescolando di continuo e facendo attenzione a non far ritirare troppo il sugo. Puoi scolare la pasta e farle fare qualche salto in padella prima di servire.

Punto esclamativo: ovviamente eliminare con cura il bisso. Non ci sarebbe cosa più sgradevole.

Valore aggiunto: “… quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la qual fu da molti chiamata Beatrice, li quali non sapeano che si chiamare”. Il bello viene dopo.

Le attività di investigazione condotte dalla Guardia Costiera avevano portato ad un nulla di fatto che anche io avevo immaginato come conclusione logica dell’accaduto. Il Capitano Mardonio, me lo figuravo alto, robusto e dal viso scuro e butterato, aveva decretato dalla sua scrivania di legno massello una settimana di sequestro della nave per gli eventuali ulteriori accertamenti da parte delle autorità giudiziarie a cui competevano tali incombenze. La Vera Sunshine I e suoi non più trentaquattro ma trentatre membri di equipaggio furono confinati in esilio sei miglia fuori Manila per un minimo di sette giorni che erano stati accolti con un dispiacere tutt’altro che sincero. Eccezion fatta per gli azionisti della società armatrice ed il Comandante che quotidianamente riceveva i loro solleciti inutili e quanto mai fuori luogo, il soggiorno alla fonda in acque sicure e soprattutto non agitate rappresentava un’alternativa allettante a riprendere il mare seduta stante. Le attività lavorative erano state ridotte alla sola manutenzione ordinaria, quelle di sicurezza al minimo consentito dal codice internazionale della navigazione. Per contro anche le franchigie a terra furono ridotte drasticamente e soggette a una disciplina severissima per chi riusciva ad ottenerle. Un problema che riguardava esclusivamente gli scapoli. In ogni caso una vita sana per tutti; riposo fino all’eccesso, radioline sempre sintonizzate su canali stabili e giornali nella peggiore delle ipotesi di qualche giorno prima. Pasti caldi da consumare seduti ad una tavola ferma ed in compagnia scelta non dai turni di guardia. L’associazione di categoria di Manila volle omaggiarci di un televisore dalla cui rete locale ogni giorno sentivamo parlare di noi. Senza capire in che modo però.


367) Cubetti di salmone per Laura

Categoria: secondo piatto

Ingredienti: trancio di salmone – piselli sgranati – cipolla bianca – olio, sale e pepe – brodo vegetale.

Preparazione: trita grossolanamente la cipolla e falla soffriggere per qualche minuto a fiamma vivace. Aggiungi i piselli e quando iniziano a sfrigolare aggiungi il brodo fino a ricoprirli: sala, copri e lascia andare a fuoco lento per una quindicina di minuti. Presta la dovuta attenzione affinché i legumi non si asciughino troppo. Nel frattempo pulisci il salmone e fallo a pezzi di circa due centimetri cubi. Verso fine cottura dei piselli alza la fiamma e unisci il salmone. Dieci minuti di cottura scoperta perfezioneranno lo stato dei vari ingredienti. Sale e pepe solo prima di servire.

Punto esclamativo: il tempo di cottura dei piselli te lo indicheranno loro stessi.

Valore aggiunto: “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi che ‘n mille dolci nodi gli avolgea,…”. E non è ancora niente.

Il Marga e io riuscimmo ad avere una franchigia l’ultimo mercoledì del mese dalle otto di mattina alle due di pomeriggio. Ho accettato di buon grado anche se l’orario era sconveniente per qualsiasi intento mondano che dopo molti giorni si potesse immaginare. La compagnia del Marga era comunque un buon incentivo a vederla come una coincidenza positiva. Ho cominciato a prepara l’uscita che non era ancora l’alba. Con largo anticipo ho provveduto a una doccia mezza calda e mezza fredda e ad una doppia rasatura pelo e contropelo. Camicia da giorno di festa, bianca a righe celesti, e maglioncino collo a vu da liceale del nord Italia che non ero mai stato. Profumo francese a basso costo come se fosse piovuto e ricca dose di brillantina per domare una capigliatura ormai ingestibile. Avevo in tasca una quantità di dollari che mi avrebbe permesso un soggiorno a terra per una settimana e un foglietto con degli indirizzi appuntati che avevo trovato in cabina quando ero imbarcato. Sapevo che non erano né musei né chiese o biblioteche da visitare e quindi lo accettai di buon grado. In effetti la mia priorità era un barbiere che parlasse un po’ di inglese ma sapevo che sarebbe stato facile assolverla in breve tempo, vista anche l’ora. Quello che poi sarebbe venuto era tutto di guadagnato. Sono salito in coperta con l’anticipo tipico del novellino e mi sono messo ad aspettare il Marga chiedendomi perché il mare non è tutto uguale in tutte le parti del mondo. In quel frangente mi sarei sentito meno coglione. Ho riletto svariate volte gli indirizzi con l’intento di memorizzarne almeno un paio in modo da poter giustificare come casuale un’eventuale visita a uno di essi. Erano nomi esotici, o almeno lo sembravano se pronunciati nella mia lingua. Pochi secondi prima delle otto il Marga mi si è affiancato e mi ha dato il buongiorno strizzando l’occhio destro e mantenendolo chiuso più del necessario. Gli ho lasciato il passo per scendere lo scalandrone. Sulla lancia che ci portava all’imbarcadero mi ha detto che puzzavo come una troia.


368) Bocconcini per la Dark Lady

Categoria: dessert

Ingredienti: pan di spagna – glassa all’acqua – codette di zucchero colorato.

Preparazione: taglia il pan di spagna in solidi regolari. Prepara una glassa all’acqua non troppo fluida bagna ogni bocconcino in una delle loro facce. Fatto questo, disponili in pirottini di carta colorata, come quella del vestitino di Pinocchio. Cospargi progressivamente di codette di zucchero fino ad esaurimento scorte. Lascia riposare i bocconcini fino a che la glassa non si sia ben solidificata prima di servire.

Punto esclamativo: pondera bene la scelta del colore delle codette. Rimarrà nel tuo cv.

Valore aggiunto: “To win me soon to hell, my female evil, Tempteth my better angel from my side, And would corrupt my saint to be a devil, Wooing his purity with her foul pride.”. Siamo già un pezzo avanti.


Dai retta, ché io ai fornelli gli do del “tu”.

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Emilio Guardavilla risiede e vive a Piombino insieme ad altre
trentaquattromila persone circa.
Come tutti gli altri ci lavora e ci coltiva le proprie inclinazioni, nel suo
caso la lettura e la cucina.
E come gli altri respira quell’aria di mare che ha la stessa valenza chimica
per l’organismo dell’ossigeno o dell’azoto. Sognatore instancabile,
concepisce costantemente progetti di ogni genere a breve, media e lunga
scadenza senza abbandonarne neanche uno.

http://www.emilioguardavilla.it

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Scritto da il 1.4.2011. Registrato sotto cucina, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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