SAN VINCENZO: LA REGIONE CHIEDE CHIARIMENTI SULLA VARIANTE DI RIMIGLIANO

La giunta regionale della Toscana ha presentato diciotto pagine di osservazioni in cui richiede approfondimente sul piano per la trasformazione dei poderi della tenuta ex Parmalat in un complesso turistico-residenziale a cura della società Poggettino. Osservazioni che stando alla Regione sono state formulate «nello spirito di collaborazione ed al fine di contribuire al miglioramento della qualità tecnica dell’atto».

Gli approfondimenti richiesti dalla Regione Toscana al comune di San Vincenzo riguardano principalmente le carenze nei procedimenti, in particolare riguardo la Valutazione ambientale strategica (VAS), e la delibera di giunta comunale che non è stata trasmessa alla Regione, ne scaricabile dalla banca dati on line degli atti comunali. Pertanto, per la Regione non è possibile ricavare informazioni sull’avvio del procedimento di Vas e sui soggetti coinvolti nella procedura. Per la Regione non sono poi individuati né l’autorità, né i soggetti competenti in materia ambientale. E ancora nel dicembre 2010, l’ufficio delle risorse forestali della Regione lamentava l’assenza di informazioni sufficienti.

Per la Regione, il quadro conoscitivo generale dell’area della tenuta presentato dal Comune risulta poco approfondito e non consente di valutare gli effetti sull’ambiente e sul paesaggio.

La Regione Toscana richiede quindi un quadro conoscitivo approfondito per che deve comprendere:

–          un’analisi della ricettività comunale e dei flussi turistici in grado di sostenere la tipologia ricettiva introdotta dalla Variante;

–          un approfondimento sullo stato attuale dei luoghi; un approfondimento sul tema della mobilità (intesa come accessibilità dell’area, ma anche dei flussi da e verso la spiaggia, parcheggi, ecc.);

–          un approfondimento storico-tipologico e dello stato di conservazione dei singoli edifici che fanno parte della Tenuta finalizzato a definire la compatibilità della proposta di Variante con le preesistenze edilizie anche in termini quantitativi

–          un approfondimento sul sistema delle aree protette e di quelle interessate da vincolo paesaggistico”.

La Regione poi invita a cessare di parlare di area protetta, quando invece nella tenuta la destinazione è turistica. «Non si riesce a capire – recita il documento – la persistente volontà alla definizione dell’area di Rimigliano come area protetta, mentre gli obiettivi della variante sono orientati verso una fruizione prettamente turistica non anteponendo a questa la salvaguardia ambientale e naturalistica che, invece, è alla base della normativa regionale per le aree protette. Restiamo in attesa della richiesta ufficiale del Comune di San Vincenzo alla istituzione di una nuova area protetta nell’area della tenuta, e – prosegue il documento – invitiamo lo stesso Comune a valutare la possibilità di porre le aree interessate direttamente ad un regime urbanistico comunale più adatto alle finalità turistiche e paesaggistiche definite dalla variante in oggetto».

«La variante necessita di approfondimenti, modifiche ed integrazioni al fine di renderla coerente e compatibile con gli atti della pianificazione e programmazione regionale». Conclude il documento delle osservazioni alla Variante al regolamento urbanistico di Rimigliano redatto dalla Regione.

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Scritto da il 30.3.2011. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “SAN VINCENZO: LA REGIONE CHIEDE CHIARIMENTI SULLA VARIANTE DI RIMIGLIANO”

  1. Ilio Benifei

    IL PIANO DELLA TENUTA DI RIMIGLIANO NON E’ COERENTE CON LA “TOSCANITA’ ”

    Riassumendo e sintetizzando questo è il contenuto delle osservazioni che la giunta regionale ha rilevato nel corso dell’ esame del piano presentato dal comune di San Vincenzo relativo alla tenuta di Rimigliano.
    In coerenza con le proprie linee generali in materia di ulteriore consumo di suolo, SEL ha giudicato negativamente la variante di RU relativa alla tenuta di RIMIGLIANO, giudizio riconfermato e rafforzato dalle osservazioni della giunta regionale, e sottolinea ancora una volta una linea di intervento che veda al centro il riuso dei soli volumi esistenti e la necessità di non consumare nuovo suolo anche in considerazione del fatto che negli ultimi 10 anni a San Vincenzo c’è già stato un aumento del 75% circa del suolo edificato.
    SEL ritiene indispensabile ripristinare l’originale unitarietà ( a mare e a monte della via della principessa) di quella parte importante del territorio comunale, 1/6 di tutto il comune, che un tempo veniva chiamato parco naturale di Rimigliano.
    Le osservazioni della giunta regionale sono da noi interamente condivise, ma vogliamo sottolinearne alcune:
    – Le azioni e gli interventi finalizzati alla valorizzazione e riqualificazione del territorio retrodunale e alle valorizzazione delle attività agricole vengono definite in sintesi ACQUA FRITTA.
    – In un comprensorio che soffre acutamente di criticità quantitative e qualitative della risorsa idrica ( acqua potabile ) si fa rilevare che non esiste nel piano uno studio che dimostri la sostenibilità dell’ intervento nei confronti della risorsa idrica.
    – In fine che si ponga fine alla finzione dell’ area protetta dal momento che gli obiettivi della variante sono interamente orientati al turistico ricettivo, si chiami dunque l’intervento con il nome appropriato LOTTIZZAZIONE.

    Ora le osservazioni verranno esaminate vi è materia per una approfondita e radicale riflessione che veda al centro la salvaguardia ambientale e naturalistica dell’ intero PARCO DI RIMIGLIANO, con la istituzione di una ANPIL per l’intera area.

    Il coordinamento di SEL
    Piombino- Val di Cornia
    Piombino 31/3/2011

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