PIOMBINO: «CITTA’ FUTURA BLOCCATA MA IL COMUNE TACE»

Anselmi inaugura un container al Poggetto

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del consigliere piombinese Gelichi che entra nel merito della gestione della città gestita dal sindaco Anselmi. Leggiamo integralmente.

«Un abile comunicatore – inizia Gelichi –  in una fase di crisi profonda del suo mandato, utilizza un vecchio metodo di distrazione di massa, getta l’amo con una notizia che fa discutere: “Il Comune Unico”, tutto questo per non parlare dei veri problemi della città di Piombino.

I cittadini ricorderanno sicuramente l’enfasi con la quale l’Amministrazione Comunale dichiarò la volontà di realizzare il Parco della Musica e della Danza, il Polo Scientifico e Tecnologico ed il Museo del ferro e dell’acciaio, il PIUSS Città Futura insomma, ed il finanziamento ottenuto dalla Regione.

Ed i cittadini ricorderanno anche l’enfasi con la quale l’Amministrazione Comunale pubblicizzò la vendita di terreni ed immobili per cofinanziare tali progetti. Tutto senza dubbi o incertezze. Tutto fatto insomma. Roba non da poco dato che la Regione avrebbe messo circa 22.000.000 di Euro ed il Comune di Piombino 16.000.000. Poi nessuna comunicazione pubblica da parte del Comune.

Se non fossimo lettori attenti dei documenti ufficiali del Comune non sapremmo che “… La redazione del programma triennale delle opere pubbliche 2011-2013, anche a seguito degli esiti negativi delle gare per la vendita dei lotti immobiliari che avrebbero dovuto assicurare parte della copertura finanziaria del PIUSS, ha messo in evidenza l’impossibilità di finanziare la quota dell’investimento a carico del Comune… Si dovrà pertanto verificare con la Regione Toscana l’eventuale rimodulazione del PIUSS, non escludendo che parte degli interventi previsti nelle aree pubbliche di Città Futura possa essere realizzato con il ricorso ad altre modalità di finanziamento, compresa la finanza di progetto”.

Dunque i due bandi per la cessione delle aree pubbliche (il comparto della “Porta urbana”, all’ingresso della città, tra viale Unità d’Italia e via della Resistenza vicino all’ex Pegaso, e quello dell’“abitare sostenibile” a San Rocco, tra via Unità d’Italia, viale Medaglie d’Oro, via Pertini fino alla Capriola necessarie al finanziamento dei progetti di Città Futura) non hanno portato nessun Euro nelle casse comunali e Città Futura non si fa.

Ovviamente  – conclude Gelichi – io spero che si trovi una qualche soluzione a questo ennesimo fallimento, ma perché l’Amministrazione Comunale non informa i cittadini e li rende partecipi dei problemi? Se lo facesse sarebbe un bel passo in avanti, altro che percorsi partecipativi! E le varie componenti della maggioranza che guida il Comune non hanno niente da dire? Va tutto bene?»

Riccardo Gelichi

Consigliere Comunale Gruppo Misto

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Scritto da il 19.2.2011. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

11 Commenti per “PIOMBINO: «CITTA’ FUTURA BLOCCATA MA IL COMUNE TACE»”

  1. vinicio

    ganza la foto… giusto un container possono inaugurare!

  2. Rinaldo

    Rinaldo Barsotti

    C’è da restare di stucco di fronte alle considerazioni, mi spiace dirlo, del tutto faziose di Riccardo Gelichi !
    Sembra che crisi, ristrettezze finanziarie a causa dei mancati trasferimenti (persino quelli dovuti come una parte di Ici ed una parte di addizionale Irpef) da parte dello Stato – quest’anno quasi un milione di euro ed il prossimo un altro milione e mezzo – (nel 2010 lo Stato ha prelevato dai Comuni c.ca 5 miliardi di euro a fronte di una sua spesa di oltre 20 miliardi di euro ed a fronte di un debito pubblico che colloca l’Italia al terz’ultimo posto nel Mondo!) A riprova di ciò registriamo l’indignazione, più o meno repressa da ragioni di schieramento politico, che attraversa da tempo tutta l’Italia da Nord a Sud ed è espressa da tutte le colorazioni politiche che amministrano Comuni, Province e Regioni, a fronte dell’iniquità del famigerato patto di stabilità, a fronte dei tristemente famosi tagli lineari verso le Regioni.

    Una crisi che ben lungi dall’essere superata provoca ristagno in tutti i settori dell’imprenditoria a cominciare dal mercato immobiliare e, per inciso, è sicuramente anche per questo che le alienazioni di alcune proprietà comunali e demaniali stentano a trovare chi volesse intraprendere, insomma sembra che tutto questo non sfiori minimamente il Gelichi, ingessato come da tempo è su una posizione di intransigente rottura con la parte politica che lo accolse nel suo schieramento consiliare.

    Nonostante questa situazione pesante e sempre più difficile, il nostro Comune è impegnato da sempre a garantire, sia pure manovrando tra crescenti difficoltà, un livello di servizi e di welfare che contraddistinguono un centrosinistra riformista e vicino alle popolazioni a costo di spengere qualche lampione o lasciare scoperta qualche buca, ma il welfare non si tocca fino a che si potrà ed avrà sempre la priorità delle attenzioni di questa Amministrazione e delle forze politiche che la sostengono a partire dal Partito Democratico.

    Che si doveva fare secondo lui? Andare avanti a testa bassa sul progetto di Città Futura e bloccare per anni, forse per un decennio, investimenti, servizi, manutenzioni, promozione turistica con spettacoli, manifestazioni culturali? e se così fosse avvenuto non avrebbe sicuramente criticato (e con molte ragioni in questo caso) simili scelte? ma così non avviene, ma il Gelichi non trova di meglio che rivendicare ragioni che nulla, ma proprio nulla hanno a che fare con una realtà che dovrebbe ben conoscere: i Comuni sono sull’orlo della bancarotta altro che storie, quest’anno passerà così come il prossimo seppure tra mille difficoltà ed altrettante ristrettezze, ma per i prossimi anni che succederà nessuno lo sa !

    Anche sul Comune Unico le cose non stanno come dice Riccardo ed anche questo dovrebbe saperlo…, l’idea del Comune Unico è una grande idea, si potrà obiettare che era inaspettata, che ci farà discutere, ma è pur sempre un’idea illuminata e tutto sommato matura, al passo con i tempi, ma al di là dei reciproci convincimenti, che qui non è il caso di approfondire, vi sarà tempo e luogo per farlo, questa idea è certamente una risposta di grandissima e puntuale attualità ad una esigenza che oltreché essere imposta dagli indirizzi natura economica e finanziaria dettati dalle recenti finanziarie (vedi accorpamento per legge di funzioni per i Comuni sotto 5.000 abitanti) è imposta, in una forma o in un’altra da una congiuntura e da una obbligata via verso il contenimento dei costi della P.A. in modo serio e non certamente alla Brunetta.

    Altro che manovra diversiva, le ragioni di questa proposta si collocano molto più in alto di questa banale illazione ed è soltanto la casualità e la coincidenza che vedono insieme questi due fattori: 1) una riconversione del Piuss e del progetto di Città Futura (riconversione e non abbandono) in conseguenza di solide e trasparentissime ragioni di opportunità che non hanno nulla a che vedere con le più che strumentali considerazioni del Gelichi e 2) l’idea del Comune Unico, che a fronte di altre realtà anche vicine, ci vede ancora una volta un passo avanti avendo da tempo maturato una cultura comprensoriale per la gestione di un territorio vasto che va ben oltre i confini di una città e di un campanile.

    Rinaldo Barsotti

    Ps. La presente deve essere considerata come un contributo alla discussione da parte di un semplice cittadino e non già come una specie di difesa d’ufficio del nostro Sindaco il quale saprà difendersi, se lo riterrà necessario, molto bene da solo.

  3. luigi

    Scusi signor Rinaldo,dall’attenta analisi della situazione da lei fatta,mi viene spostanea una domanda,” ma lei in che comune vive??”,Piombino e’ alla deriva non per colpe riconducibili al governo ma per scelte sbagliate compiute da amministrazioni che godono e hanno goduto di ampia maggioranza.Tutto il resto e’ etichettabile come una esclusiva difesa di quella grande quercia, dove da sempre a Piombino in tanti hanno trovato un luogo di ingrasso e riposo,ma che tanta ombra ha fatto alla nostra citta’.

  4. Rinaldo

    Forse è vero che abitiamo in Paesi diversi Sig. Luigi, io qui a Piombino tra le macerie e la devastazione che francamente vede soltanto lei e qualche altro che se così fosse avrebbe contribuito non poco…ma così non è!
    Ma lei probabilmente vive nel Paese del Bunga Bunga !
    Il resto, al limite dell’offesa e della calunnia, la lascio alla sua fervida fantasia, ma mi lasci dire che un bel luogo di “ingrasso” e non solo è diventato il nostro Parlamento grazie alle innocenti cenette di Arcore.

  5. Pino

    Macerie e devastazioni no, ma una città ferna al 1992 con continui fallimenti di un partito senza più una base, e di un sindaco che campa solo di annunci e relativi fallimenti, quello si.

    Piombino è una città ormai di soli anziani, con i giovani che scappano perché opportunità qui non ce ne sono più, neanche nella o nelle fabbriche.

    E forse è questo il vero, unico motivo per cui ancora non si è imposta a Piombino un alternativa: questi vecchi sono convinti di votare per il PCI, invece stanno dando il voto ad Andreotti…

  6. giorgio

    manca un progetto di città. Gli annunci stanno fallendo uno dopo l’altro: fanghi di bagnoli, strada fino al porto, costa urbana, piano di baratti, ex licei, minimill, città futura… è una città ferma che non merita questi amministratori di una classe politica vecchia e ingessata

  7. Graziella Guglielmi

    C’è il paese del Bunga-Bunga, c’è il paese del Magna-Magna e poi c’è il nostro Paese, brutto, fermo da anni alla ricerca di un qualcosa di alternativo che lo faccia uscire dalla cultura della fabbrica. Non ci saranno macerie (almeno non proprio in vista), ma tutto quello che i piombinesi speravano di veder realizzato contando sull’entusiasmo di un sindaco giovane e rampante si è dimostrato un buco nell’acqua. Nel 2004 e poi nel 2009 il nostro sindaco ci ha promesso: Rilocalizzazione dei carbonili e dei nastri trasportatori, ma sono sempre al solito posto; completamento del parco del Castello con i Bastioni, la Polveriera,le stalle Napoleoniche e la corte pentagonale; riqualificazione di piazza dei Grani e di Marina (e qui stendiamo il solito velo pietoso); realizzazione del polo culturale; recupero funzionale dell’area dell’ex Asilo PtroPatria;arretramento dei bianari ed utilizzo dell’area liberata per la realizzazione di parcheggi; riqualificazione dei portici di Via Petrarca e Piazza della Costituzione; rafforzamento del collegamento ferroviario con Campiglia M.ma;progettazione di un grande parcheggio sotterraneo nella zona di Piazza dante (e non utilizzando il cortile delle scuole che perderebbero così lo spazio per le attività di educazione fisica); realizzazione di “un vero e proprio piano di abbattimento delle barriere architettoniche” a cominciare dagli edifici pubblici e dalle condizionidi viabilità; un distretto della Piccola e Media Impresa; e poi ” consolidamento dell’Ospedale di Piombino come polo siderurgico nel presidio sud della provincia di Livorno”; copertura dei posti di responsabilità vacanti e copertura progressiva di tutti gli organici nei settori carenti; dotazione tecnologica adeguata per tutti i reparti; rafforzamento di tutte le specialstiche legate agli anziani; progressiva sburocratizzazione dei servizi; queste sono solo pochissime voci di quel papiro presentato come programma elettorale; allora, concittadini, vi va bene così?Come si sente questa maggioranza e tutte le sue componenti di fronte ad un flop di questa portata? Chi è ancora disposto a credere a chi annuncia e non fa, a chi si impegna e non adempie?
    Qui si rivive una tendenza che la sinistra vorrebbe spezzare a livello nazionale ma che si manifesta intorno a noi ed è quella di un potere che si rinchiude in sè stesso, che vorrebbe ridurre al minimo il confronto e mal sopporta le voci fuori del coro. Una linea politica insofferente alle critiche, che rifiuta il confronto, che lancia anatemi che niente hanno a che vedere con la sostanza dei problemi.Questa è la realtà in cui viviamo e qui non c’entra l’ideologia politica, qui bisogna solamente avere il coraggio di riconoscere che forse abbiamo,anzi, avete, peccato di ingenuità, senza offesa, ingenuità nel credere a chi ha imparato a vendersi bene a colpi di irrealizzabili annunci roboanti inquadrati in spot propagandistici. Ma noi non ce lo meritiamo. Saluti. Graziella Guglielmi.
    p.s. ha fatto flop anche “città Futura”!!!!

  8. Rinaldo

    Scusi gentile Signora e glielo dico con il più grande rispetto sia chiaro, se lei intende recitare la sua parte a soggetto si accomodi pure è suo diritto, ma è soltanto il gioco delle posizioni preconcette che non portano niente di nuovo, se non la vecchia logora e consunta acredine “a prescindere”. Se invece il suo è uno sfogo per certi desideri che non hanno trovato ancora una risposta adeguata, beh guardi meglio, con maggiore impegno e senso civico di appartenenza ad una comunità e vedrà che Piombino non è la stessa di quando lei stessa faceva parte della sua amministrazione, l’elenco delle cose realizzate (non solo quelle materiali) sarebbe lungo quanto almeno il suo.
    E nonostante quanto è avvenuto dal 2008 (CRISI MONDIALE) che incredibilmente sta sfuggendo a molti, ma non alle famiglie che stentano sempre più ad arrivare a fine mese o ai giovani precari o ai giovani che non sono neppure precari, vedrà che il nostro Comune proseguirà nella sua opera di modernizzazione della Città che passo passo si va realizzando, mantenendo pressoché inalterati gli sforzi a sostegno della popolazione più debole, a fronte di enormi tagli alla spesa ed agli investimenti che questo “nostro” governo sta imponendo a Regioni, Province e Comuni, ma non certo a sè stesso…
    Forse lei Signora avrebbe fatto di più e meglio in queste condizioni? può darsi perché non crederle? purtroppo per lei però (e forse anche per noi chissà…) non ha avuto questo consenso dai cittadini, i quali comunisti o no penso che sappiano ragionare bene e distinguere davvero tra chi alza troppo facili polveroni e chi tutti i santi giorni è impegnato a fare quadrare i conti avendo bene in testa ed al primo posto i più bisognosi.
    La saluto cordialmente e per adesso penso di chiudere qui con la mia presenza su questa ribalta che è iniziata semplicemente inserendomi in una discussione avviata dal mio ex compagno di partito Gelichi, non la prenda per un’offesa se non le risponderò a quanto sicuramente vorrà replicare.

  9. luigi

    Rinaldo una replica me la strappa di bocca,lei si e’ risentito per un semplice intervento,un grosso limite dell uomo e’ quello di riconoscere il marcio solo quando viene compiuto da altri lei mi parla del paese del bunga bunga,io di Piombino.se l’italia va male e’ colpa del governo,e se Piombino va male e’ colpa della sinistra che da sempre la amministra,..quindi chi e’ senza peccato scagli la prima pietra e i sassolini a Piombino il pd non puo’ permetterseli di tirarli..

  10. zeno

    Di certo l’acredine che contraddistingue i commenti sopra esposti denuncia un clima cittadino un tantino stressato.
    I partiti ufficiali che rappresentano le varie amministrazioni sono prudenti nell’esprimere pareri, io mi permetto di osservare, giustamente, in quanto tutto ciò che bolle in pentola si dovrà valutare a cottura ultimata. E’ anche vero che in pentola ci sono sempre meno ingredienti in quanto è finito il tempo delle vacche grasse e non per colpa diretta degli amministratori locali.
    Forse lo stress deriva da questo e un paio di decenni non sono stati sufficienti a far prendere atto della crisi che sotto certi aspetti è ormai irreversibile.
    Il primo cittadino è il bersaglio più appetito da certi cecchini che chissà dove erano quando le scelte venivano fatte, parlo di scelte comportamentali e non solo amministrative. Tutti bolscevichi? Non credo.
    Il primo cittadino parla di comune unico e viene accusato di glissare i problemi o peggio di mirare ad accentramenti di potere. Accorpare i comuni sarebbe la strada meno sbrigativa per abolire le province, ma pur sempre una…abolizione che alleggerirebbe le spese della politica e di cui ogni partito si riempie la bocca in periodo preelettorale…ma poi alla fine si scopre che un solo partito abolirebbe in parlamento le province in 5 minuti. Nemmeno il digiunatore Pannella sarebbe capace di tanta risolutezza.
    Ma torniamo sul promontorio per dire che le cose stentano, è vero, ma le critiche sono sempre più aspre a priori e a prescindere. I comitati sono i più accesi fustigatori insieme a singoli sempre più agguerriti.
    I comitati si sa nascono a valle delle elezioni e sono una rivincita della sconfitta elettorale subita e a loro si sommano personaggi da Fritto Misto…pardon Gruppo Misto. Sia chiaro non mi riferisco al signor Gelichi che se non altro è presente e puntuale ad esporre il suo pensiero, tira il sasso ma non nasconde la mano, onore al merito.
    Se è vero che a Piombino la maggioranza ormai ultradecennale ha qualche scoria da togliersi è anche vero che l’opposizione non ha mai brillato per acutezza ed incisività. Insomma troppe frasi fatte e tanto pane e polemica.
    Lo dico sinceramente e senza piaggieria alcuna a me Anselmi piace anche se non l’ho votato …di certo vive in un contesto dove ti sbricioli o ti fai le ossa, specie in questo momento storico.
    Quando la sera lascia il palazzo civico e sale su per corso Vittorio regalandosi il suo mezzo sigaro…ebbene mi viene di augurargli le migliori fortune.

  11. Graziella Guglielmi

    Forse l’immagine di un giovin signore, stanco ed un pò abbacchiato che lascia il palazzo può fare anche tenerezza, me ne fa un pò meno se penso che poi sale in macchina e torna a casa sua, a Venturina fra i suoi tanti amici. Per parlare di minoranze o gruppi di opposizione se lei ha seguito la legislatura 2004-2009,saprà che lavoro ne abbiamo fatto e tanto;peccato che il nostro Sindaco, in Consiglio non ne fosse interessato: o non c’era, o spippolava al compiuter o…lasciava la sala. Le garantisco che così di lavoro non se ne produce, come le assicuro che comunque abbiamo portato avanti le nostre idee, i nostri suggerimenti, le nostre osservazioni, le nostre critiche
    fino in fondo, concludendo con un itervento di 34 pagine dove abbiamo ripercorso cinque anni di legislatura fatta, e mi ripeto,a suon di promesse non mantenute, di prevaricazioni, di cose non chiarite, di risposte non date. Approfitto anche per dire al Sig. Rinaldo che in questa Società spesso il consenso si trova proporzionalmente a quanto siamo disposti a perdere, o la faccia, o un pò di coscienza, ma sempre il rispetto di se stessi. Ci sono valori che vanno ben oltre un posto in Consiglio Comunale, gli stessi valori che mi permettono di dire in tutta libertà quello che penso, certa che nessuno mi potrà, un giorno, presentare il conto. Saluti a tutti e due. Graziella Guglielmi

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