BARATTI: CHIESTA LA VAS E IL COINVOLGIMENTO DELLA REGIONE

Il casone oggi

Molte le novità sul piano partecipato di Baratti. Le più interessanti di tutte sono le osservazioni al Piano da parte del garante della Regione Toscana Massimo Morisi, che potete leggere in fondo a questo lungo articolo. Per il resto, vista la complessità dell’argomento, abbiamo preferito riportare in modo completo tutti i punti di vista, in quanto eventuali tagli sarebbero stati interpretati come faziosità da una o dall’altra parte. Ma Baratti è un bene di tutti e come tale va rispettato…

Buona Lettura…

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2° SOPRALLUOGO NEL GOLFO VISTO DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PIOMBINO

Con l’appuntamento alle Caldanelle si è avviato sabato 27 il secondo sopralluogo previsto nell’ambito del percorso di partecipazione “Partecipiamo Baratti”.

Circa 50 cittadini in compagnia dell’Assessore Francardi, dei tecnici comunali e dei professionisti incaricati della redazione del Piano e dell’organizzazione del percorso di partecipazione hanno completato la visita ai luoghi oggetto del Piano particolareggiato.

In ogni tappa l’architetto Silvia Viviani responsabile del progetto, ha esposto gli obiettivi del Piano e le azioni che si pensa di compiere per realizzarli e, insieme all’arch. Camilla Cerrina Feroni, ha risposto alle domande dei partecipanti.

Rispetto all’area delle Caldanelle è stato sottolineato che l’ipotesi dell’Amministrazione non è mai stata di costruire un centro commerciale, né di fare concorrenza ai negozi presenti nell’area di Baratti e Populonia, e che i volumi indicati nel Piano sono solo indicativi.Sono state date, inoltre, indicazioni anche in merito all’area del ristorante Canessa all’esigenza di tutelare e sottoporre a restauro conservativo la Torre di Baratti e alle previsioni attuali sul water-front attrezzato.

Nel corso dell’animata sessione di domande e risposte svoltasi presso il Museo Archeologico di Baratti, i partecipanti hanno avuto modo di porre domande e intervenire su vari aspetti legati al territorio di Baratti, alle risorse archeologiche e ambientali e di richiedere ai tecnici dati e informazioni in merito. L’architetto Viviani ha risposto alle domande, ha ricordato che molti documenti sono disponibili sul sito del comune di Piombino, alle pagine del percorso Partecipiamo Baratti e ha inoltre informato i partecipanti che nel corso di un incontro avvenuto a Firenze con la direzione regionale dei beni paesaggistici e con la sovrintendenza – con cui era stata avviata la collaborazione tecnica al momento di avviare il lavoro sul Piano Particolareggiato – l’Amministrazione di Piombino ha chiesto a queste istituzioni di essere presenti nel dialogo con i cittadini nell’ambito del percorso e di mettere a disposizione i dati relativi alle risorse archeologiche che sono alla base della definizione del Piano, con particolare riferimento ala mappa dei valori e dei rischi del territorio di Baratti certificata dalla Sovrintendenza.

Gli interventi e le domande nella sala riunioni della Parchi e a breve saranno interamente pubblicati sul sito http://www.comune.piombino.li.it alle pagine del percorso.Il percorso è aperto a tutti i cittadini che desiderino partecipare. Per informazioni e iscrizioni:

http://www.comune.piombino.li.it/pagina1090_partecipiamo-baratti.html

baratti@comune.piombino.li.it Comune di Piombino 0565 63357 – Sociolab 055 667502.

Baratti, 28 Novembre 2010

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LE ANALISI DEL COMITATO PER BARATTI

Dopo i primi due incontri del percorso partecipativo sul piano di Baratti, dobbiamo ribadire il nostro obiettivo generale, poiché si continua a non capire il senso della partecipazione come processo di elaborazione condivisa delle scelte; per noi si deve ripartire dall’inizio, non dal progetto presentato dal Comune. Invece finora gli amministratori e i vari tecnici comunali sono venuti essenzialmente a spiegare e giustificare le decisioni che sembrano avere già preso. Noi non abbiamo bisogno di essere convinti, ma di essere coinvolti nel processo decisionale, ripartendo da una situazione in cui tutte le opzioni  abbiano pari dignità.

Consideriamo sbagliata, da parte dei rappresentanti comunali, la tendenza a minimizzare gli interventi proposti, l’atteggiamento difensivo e a volte stizzito ad ogni domanda che viene posta. Nel primo incontro l’architetta Viviani replicò affermando testualmente che “i vincoli valgono meno dei piani” (che per un’area archeologica non ci sembra davvero un buon viatico), mentre nel secondo non ci sono state risposte chiare al Comitato quando ha esibito la convenzione stipulata nel 2003 tra il Comune e la Società di Poggio all’Agnello nella quale il Comune stesso si impegnavaad individuare nell’ambito del Piano Particolareggiato del Parco di Baratti e Populonia, idonea soluzione per consentire la creazione di una spiaggia attrezzata nel Golfo di Baratti” a servizio del nuovo complesso turistico-ricettivo nella ex fattoria. Dunque il Comune ha le mani legate? Oppure può recedere da tale impegno? oppure l’impegno è da considerarsi già assolto in quanto dopo il 2003 a Baratti sono già state realizzate spiagge in concessione? Anche altre domande hanno ricevuto risposte vaghe  e contraddittorie. Sul regolamento urbanistico, ad esempio, in un incontro fu detto che non c’erano ancora carte da vedere mentre nel successivo è stato dichiarato che è già in fase avanzata. Come mai, inoltre, a distanza di un mese il comune non ha ancora messo a disposizione sul suo sito internet la delibera della giunta comunale n. 329 del 26 ottobre relativa all’avvio del percorso partecipativo e alla nomina del garante della comunicazione?  Eppure mettere a disposizione tutte le informazioni dovrebbe essere la base di ogni tipo di partecipazione.

Il Comitato, quindi, rilancia la sua proposta: accantonare il piano particolareggiato proposto dal Comune e aprire un tavolo aperto a tutti i soggetti interessati e alle istituzioni di tutela per discutere veramente e dall’inizio del futuro di Baratti e Populonia. L’eventuale piano dovrà essere non la premessa, ma il risultato di un percorso di conoscenza e di confronto. Su questo invochiamo anche il ruolo di garanzia della Regione Toscana.

Giu’ le mani da Baratti

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Verbale sintetico dell’incontro tra i comitati per Campiglia e Giù le mani da Baratti e il garante per la comunicazione nel governo del territorio della regione Toscana (Massimo Morisi) svoltosi a Campiglia Marittima il 22/11/2010

Tema:  il percorso partecipativo sul  piano particolareggiato di Baratti e Populonia elaborato dal Comune di Piombino.

Partecipanti: Fabio Bisti, Alberto Primi, Simona Lecchini Giovannoni, Letizia Papi, Massimo Cionini, Donatella Raugei, Marina Riccucci, Daniele Quinti, Irene Lorieri, Giuseppe Mannucci, Adriano Bruschi e Gloria Bigongiali.

Garante (ex lege 1/2005, regione toscana): Massimo Morisi

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Si è svolta presso la sede che ospita il Comitato “Giù le mani da Baratti” una riunione sul Piano particolareggiato per l’area di Baratti-Populonia, riunione che, a fronte della informazione disponibili on line e delle multiverse informazioni apparse sulle cronache locali dei giornali cartacei, è stata promossa dal garante regionale per la comunicazione e la partecipazione nel governo del territorio in Regione Toscana.

L’intento dell’incontro era una più diretta comprensione da parte del garante dello stato degli atti e delle posizioni in gioco: esigenza cognitiva che il garante ha ritenuto doveroso soddisfare stante il fatto che il Comune di Piombino ha chiesto alla Regione la collaborazione del garante regionale al processo informativo e partecipativo per la definizione e la messa in opera del Piano particolareggiato. Per questo il garante stesso, dopo aver sentito e consultato i cittadini che compongono il comitato, ha consultato, sempre a titolo informativo, sia il Sindaco di Piombino, sia la responsabile dell’Amministrazione comunale per le attività di comunicazione (dr.ssa Monica Pierulivo) sia la responsabile della elaborazione tecnica del piano particolareggiato (Arch. Silvia Viviani) sia la coordinatrice delle attività del processo partecipativo (per Sociolab dr.ssa Monica Pierulivo). Lo stesso garante procederà alla consultazione di tutte le altre autorità interessate al “progetto” (regionali, provinciali e locali, ivi inclusa le soprintendenze competenti) e di tutti i diversi “portatori di interesse” e di “valutazioni” interessati alla tematica e alla vicenda.

CRITICITA’ LAMENTATE

Il comitato “Giù le mani da Baratti” e i cittadini che partecipano a comitati limitrofi hanno manifestato e ribadito una serie di “critiche”, “avvertenze” e “segnalazioni problematiche”. Che il garante regionale riassume, previa validazione degli interessati, nei termini seguenti:

  • il Piano particolareggiato sarebbe disegnato senza il supporto di un tavolo tecnico comunale (o sovra comunale) e di una valutazione d’impatto che consideri il punto di vista archeologico, paesaggistico e geologico (oltre che archeologico-marino che valuti  l’impatto ambientale della rete fognaria che dovrà essere creata a supporto delle azioni previste);
  • viene lamentata la mancanza di uno studio ambientale che consideri la criticità del fenomeno dell’erosione, anche a seguito dell’azione di riempimento di un’area che il piano prevede sia destinata ad uno stabilimento balneare privato (zona di Canessa). Poiché il progetto della Provincia di Livorno per contenere l’erosione non risulterebbe realizzabile prima di due anni, gli interventi previsti nel piano particolareggiato di Baratti e Populonia non potrebbero che essere provvisori o corretti ex post a sanatoria;
  • viene evidenziato un problema di “congruità decisionale” (la formula è del garante a fini riassuntivi): nel senso che, fermi i vincoli della forma di stato vigente nell’attuale Costituzione repubblicana e ferma l’articolazione delle funzioni di governo del territorio nell’ordinamento toscano, sarebbe auspicabile che Baratti, patrimonio paesaggistico di tutta la Toscana, della nazione italiana e dell’Umanità – come testimonia la candidatura Unesco – costituisse argomento di pianificazione territoriale e di pianificazione attuativa all’altezza di questo suo “ruolo”. In altre parole, formasse oggetto di una riflessione cognitiva e strategica non localistica ma quanto meno regionale;
  • il piano particolareggiato per Baratti viene identificato dal Comitato come la risposta comunale a specifiche aspettative private. E’ un assunto che non vuole far propri i connotati di una pregiudiziale ideologica. Ma vuole che siano ben rimarcati compiti e regole dell’autorità pubblica a fronte delle pur legittime aspettative private. Ciò che si rimarca è l’esigenza di un discrimine forte e chiaro. Il Comune parrebbe voler realizzare o sostenere una trasformazione alberghiera. Per offrire servizi turistici gli immobili interessati dovrebbero subire un cambio di destinazione d’uso. Il Piano inoltre prevede un tratto di litorale a servizio esclusivo di una struttura ricettiva appena ultimata (Poggio all’Agnello) (n.b.: nel sito http://www.poggioallagnello.it/it/servizi/spiaggia-privata è già indicata la spiaggia privata per la prossima stagione). Ebbene, le ragioni e gli argomenti di questa opzione turisticoricettiva, si lamenta e si auspica, andrebbero prospettati “compiutamente”: cioè, prospettando le alternative possibili e le ragioni del superamento di quelle stesse alternative;
  • sul punto viene rilevato, in particolare, come, agli inizi  del 2000, la precedente amministrazione avrebbe manifestato l’impegno a prevedere una spiaggia attrezzata nel golfo di Baratti per consentire al complesso ricettivo dell’ ex fattoria di Poggio all’Agnello di avere un servizio aggiuntivo. Come si legge nella convenzione l’impegno  era quello di prevederla nel nuovo piano particolareggiato di Baratti e Populonia, già scaduto da anni  (1996-97). Il vecchio piano particolareggiato (arch. Insolera) era improntato sulla valorizzazione archeologica e naturale e non prevedeva “nessuna” spiaggia attrezzata, come non prevedeva ormeggi per le barche. A piano scaduto, gli amministratori delle vecchie e delle attuali amministrazioni avrebbero invece rilasciato due concessioni per spiagge attrezzate a Baratti non tenendo conto che il piano particolareggiato disponeva «…ben altri comportamenti, più rispettosi di ambiente e archeologia». Gli impegni scritti nella convezione per Poggio all’Agnello sarebbero stati per altro ampiamente assolti con le spiagge già autorizzate, ancora prima di formulare il nuovo piano particolareggiato. Ne deriverebbe, in sintesi, che
  • 1. Il piano Insolera,  scaduto nel 1996-97 non prevedeva né spiagge attrezzate né barche nel golfo di Baratti,
  • 2  Il piano che si sta per approvare prevederebbe invece tre spiagge attrezzate una sanatoria per le barche, autorizzate dalla Capitaneria con il tacito assenso del Comune,
  • 3. Con le due spiagge esistenti le richieste del complesso di Poggio all’Agnello sono state ampiamente soddisfatte : si possono fare accordi con i gestori e usare quelle, che già sono uno “strappo” nel cuore del parco archeologico,
  • 4. la concessione della spiaggia direttamente ai proprietari di Poggio all’Agnello non risulterebbe prevista in convenzione, mentre la legislazione vigente imporrebbe la gara pubblica per il rilascio delle concessioni demaniali;
  • complessivamente, mancherebbero un progetto strategico di supporto al Piano particolareggiato e un’analisi delle descrizione delle sue ricadute positive sulla popolazione, a maggior ragione visto che non sarebbero evidenziati interventi pubblici o di pubblica utilità, quali, per es., piste ciclabili et similia;
  • viene lamentato come il piano particolareggiato si cimenti con una nuova “ingerenza territoriale” e paesaggistica senza che le istituzioni competenti abbiano pregiudizialmente aggredito quelli che risulterebbero i “mali” della Baratti dei nostri tempi: l’abusivismo, l’erosione, il traffico e la necessità di ristrutturare alcuni edifici;
  • con riferimento, in specie, al traffico il parcheggio previsto a 2 km da Baratti (450 posti auto, 52 posti camper, 2600 mq di infrastruttura con annesso centro commerciale) vengono lamentate la mancanza o la insufficienza di uno studio delle dinamiche della mobilità che, direttamente e indirettamente, investono l’area nelle diverse stagioni turistiche dell’anno. I cittadini del comitato manifestano piena coscienza della criticità del traffico veicolare e la conseguente esigenza di uno studio che ne supporti “strategicamente” il trattamento. Ad un tempo, i cittadini del comitato lamentano la mancanza di piste ciclabili di collegamento, la mancanza di soluzione del problema dell’attraversamento del viale della Principessa, la preclusione dell’accesso al centro di Populonia con danno evidente per le attività commerciali ed artigianali locali;
  • si fa presente che gli imprenditori della zona ritengono che la crisi non giustifichi l’apertura di nuove strutture di ricezione e che comunque il turismo di Baratti sarebbe di tipo culturale e ambientale e che questa caratterizzazione non dovrebbe essere alterata perché ne costituirebbe la connotazione e il fattore principale di attrattività. Anche in questo caso si rimanda alla necessità di un livello di governo più alto. Un tavolo tecnico di imprenditori nel processo partecipativo e tempi più lunghi, vengono formulate proposte come esigenze necessarie;
  • viene rimarcata la mancanza di uno studio di marketing del territorio che consideri l’offerta turistica locale (anche in ragione alla crisi economica attuale) e che valuti il ritorno in termini economici della trasformazione del Casone in albergo, anche considerando che la struttura non permetterebbe la creazione di più di 15 stanze. Il timore che emerge, ove il mercato desse responsi negativi, è una trasformazione territoriale e funzionale dell’edificio, in mancanza di un progetto economicamente fondato, che lo condanni a una banalizzazione marginale. Di qui il rischio di una trasformazione conseguente della struttura in residence o nell’offerta di appartamenti privati;
  • viene evidenziato, inoltre, come una struttura di ricezione di categoria “lusso”, quale è stata pensata per il Casone, cambierebbe la configurazione sociale e percettiva del territorio: il che implica che siano chiare le ragioni strategiche e chiari gli intenti di medio e lungo andare;
  • ciò a maggior ragione nelle circostanze di fatto: visto che il Piano particolareggiato precede l’approvazione del RU. I cittadini del comitato, infatti, ritengono necessaria una disponibilità di informazioni e valutazioni atta ad evitare sia i sospetti di una eccessiva “frettolosità allocatoria” sia i rischi di turbative di mercato (che potrebbero venir prevenuti con apposite misure di salvaguardia).
  • i cittadini del comitato formulano alcune specifiche critiche al percorso partecipativo. Si pensa che il Piano sia frutto di un lavorìo negoziale e tecnico preliminare al quale la cittadinanza non avrebbe potuto prender parte né controllo, per cui quello che si prospetterebbe ora altro non sarebbe se non la richiesta di una qualche ratifica “popolare” in attesa di quella istituzionale. In questa prospettiva, lo stesso processo partecipativo rappresenterebbe una sorta di “rituale” con cui l’Amministrazione intenderebbe sedare preventivamente la discussione. Lo stesso questionario somministrato alla popolazione circa Baratti e il suo destino, oltre che di particolare fragilità metodologica, apparirebbe semplicemente orientato a prefigurare opinioni e posizioni, se non “amiche”, almeno poco conflittuali nei confronti dell’Amministrazione. In una parola il processo partecipativo risulterebbe non esente da intenti manipolatorî. Un questionario composto di due sole domande a risposta aperta che recitavano: cosa ti piace di Baratti? cosa non vorresti mai cambiare? ne costituirebbe la prova palmare.
  • Viene lamentato altresì un “vincolo di approvazione” del piano individuato nella fine di gennaio: termine assai “stretto” per approfondire con i tecnici le diverse questioni in gioco e con il bisogno di raccogliere l’avviso delle amministrazioni locali e regionali con cui Piombino dovrebbe interagire ai fini del Piano particolareggiato in parola.

RICHIESTE CONSEGUENTI

I comitati chiedono, pertanto:

  • La costituzione di un tavolo tecnico che agisca con prospettiva sovracomunale in cui si annoverino, almeno, un archeologo, un paesaggista, un economista del territorio e un geologo. Tavolo non alternativo ma integrativo dell’analisi e della riflessione dei laboratorî;
  • la redazione di uno studio di valutazione delle implicazioni del piano particolareggiato da parte di un soggetto esterno, quale per es., un’Università della Toscana o un gruppo di studio multidisciplinare;
  • la messa a punto, comunque e quantunque, di un quadro strategico per valutare l’opportunità, anche economica, del piano particolareggiato;
  • l’approfondimento dell’analisi archeologica del piano particolareggiato, nei suoi presupposti, nei suoi postulati e nelle sue implicazioni tecnico-scientifiche oltre che nelle sue conseguenze sul versante euristico e su quello della valorizzazione.
  • la disponibilità di tempi analitici e decisionali parsimoniosi ma adeguati alla densità delle problematiche in gioco.

OSSERVAZIONI del garante

E’ sommessa opinione del garante che:

a)      una relazione tecnico-espositiva delle ragioni e degli intenti del piano particolareggiato aiuterebbe non poco la chiarificazione del profilo strategico dell’operazione Si tratta di esplicitare le alternative che l’ipotesi che il piano particolareggiato sostenuto dall’Amministrazione esprime ha ritenuto o meno di verificare e di scartare a favore delle opzioni privilegiate;

b)     una integrazione o una evidenziazione delle competenze archeologiche che l’Amministrazione ha già mobilitato, appare un suggerimento non rituale stante l’importanza archeologica del luogo nel contesto nazionale (e dunque mondiale). A meno che tale esigenza non venga soddisfatta in prima e aperta persona dalla Soprintendenza competente e dunque dal Ministero per i beni e le attività culturali: che occorre chiamare alle proprie specifiche responsabilità espositive e argomentative;

c)      analoga esigenza si prospetta per una chiara ed esplicita assunzione di responsabilità valutatoria da parte della Provincia;

d)     una riconsiderazione dei tempi decisionali potrebbe recare non poco profitto alla stessa ponderazione che la decisione, il Piano particolareggiato, appunto, richiede, stante la rilevanza del suo oggetto e dei suoi contenuti. E’ evidente che la data del 28 gennaio è stata individuata come momento di sintesi e restituzione conclusiva del solo processo partecipativo, non certo anche del procedimento.

Ciò nonostante,

I.      sarebbe assai auspicabile non chiudere lo stesso processo partecipativo a fine gennaio 2011 ma definire un calendario parsimonioso e certo che permetta alcuni approfondimenti con cui sgombrare il campo da sospetti o fraintendimenti che possono porre il Piano nel cono d’ombra dell’incomunicabilità;

II.      varrebbe la pena avviare con immediatezza il procedimento di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che consentirebbe di unificare al suo interno una pluralità di funzioni analitiche, conoscitive e partecipative e di chiarire gli elementi informativi e comparativi che stanno alla base del “progetto”;

III.      sarebbe di grande utilità un coinvolgimento attivo e stabile delle Soprintendenze competenti oltre che di esperti nelle aree disciplinari più pertinenti ai postulati e alle finalità del Piano particolareggiato. Va integrato un tale contributo nel processo di informazione e partecipazione. I laboratorî ipotizzati nel progetto di processo partecipativo potrebbero riformulare la loro configurazione di conseguenza;

IV.      sarebbe di grande utilità, proprio in sede di VAS, definire una qualche “opzione zero” sulla cui base verificare i costi e i benefici del Piano particolareggiato così come fino ad oggi articolato e proposto alla pubblica riflessione.

Tutto ciò in nulla sminuisce la credibilità istituzionale dell’Amministrazione comunale. Anzi, al contrario, ne incrementa l’autorevolezza: proprio nella sua propensione e nella sua capacità di argomentare le proprie opzioni al di là dei meri adempimenti formali.

massimo morisi

28 novembre 2010.

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Scritto da il 30.11.2010. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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