BOBO RONDELLI: «E CORRO FELICE COME QUANDO FISCHIAVO VIA LONTANO…»

il cantautore livorneseA Piombino (Li), in occasione del Festival dell’economia ecologica Quanto basta-2/6 giugno 2010, festival caratterizzato da eventi, mostre, convegni, seminari e workshop per comprendere e conoscere nuovi percorsi di responsabilità ambientale ed ecocompatibili, sì è esibito giovedì 2 giugno, giorno dell’inaugurazione, il poliedrico artista livornese Bobo Rondelli.

Bobo Rondelli è sulla scena musicale italiana già da un ventennio circa anche se la sua musica ha subito, nel corso degli anni, una naturale crescita e maturazione. Il cantautore apparteneva, infatti, al gruppo degli Ottavo Padiglione, band livornese che riuscì a farsi notare e apprezzare anche oltre i confini regionali, vendendo col primo album 30000 copie. Già nelle canzoni dei primi anni, ma ancor più adesso, la musica di Rondelli colpisce per l’eterogeneità e varietà:  si passa da ballate lente a canzoni rockeggianti, alla musica reggae.

I testi di Bobo Rondelli, poi, sono caratterizzati da toni pungenti e, molte volte, viene dipinta in chiave ironica e sprezzante la città di Livorno e la livornesità tipica dei suoi abitanti, la loro unicità irripetibile. In altri testi si rinviene una certa denuncia sociale politicamente schierata, antimilitarista e antiamericana.

Bobo Rondelli non è da considerarsi più un cantante solo per i giovani o per chi ad un concerto vuol farsi quattro risate. Le sue ballate nostalgiche, a tratti romantiche, hanno ricevuto più volte anche l’apprezzamento e la stima della critica specializzata così come premi e riconoscimenti al Festival di Berlino. Il suo ultimo album Per amor del cielo ha concorso come finalista al Premio Tenco 2009.

Bobo Rondelli non è solo un bravo autore di canzoni o un interprete brillante che sa mutare forma, è anche un animale da palcoscenico che prende vita appena calca la scena. In passato ha scritto colonne sonore per film importanti, ha recitato a teatro in musical, pezzi comici ma anche al cinema.

Il regista livornese Virzì ha dimostrato più volte la stima e il rispetto che ha verso di lui facendolo recitare nel suo ultimo film La prima cosa bella ma, soprattutto, dedicandogli una monografia filmata L’uomo che aveva picchiato la testa per mostrarci non solo il Rondelli cantante, attore musicista, ma anche il suo lato più umano e vero, gettando così luce anche su quegli aspetti dell’uomo Bobo, sconosciuti ai più.
Grazie a questo film a lui dedicato, si riesce a capire come mai, soprattutto a Livorno, sono tutti così pazzi di Bobo: la sua vita e i suoi testi rispecchiano in pieno la mentalità e il modo di vivere della provincia toscana con la sua voglia di emergere commista alla paura di farlo, oppure il modo scanzonato dei livornesi di ironizzare sulle proprie e altrui disgrazie. Personalmente ritengo questo un omaggio commosso e commovente che lo consacra definitivamente uno dei cantautori viventi più interessanti e validi della scena italiana.

E non ritengo di esagerare quando lo paragono ad un grandissimo cantautore italiano come Fabrizio De Andrè. Entrambi sono uomini vissuti, con un background simile, entrambi hanno preferito vivere il lato più popolare delle proprie città e frequentare persone di bassa estrazione sociale. Entrambi hanno cantato la città nei suoi vicoli: Via del Campo per De Andrè e Hawaii da Shangai per Rondelli, che è una bellissima istantanea di un tipico quartiere livornese, ma anche Madame Sitrì, che canta una città così bella da cui non si può ripartire. Ad accomunarli c’è quindi il cantare gli oppressi, gli emarginati, i ribelli ai margini della società. Nella canzone Giulio è riuscito perfino a far emergere il lato umano di un pervertito, così come in Gigi Balla ha riscattato la sofferenza di un orso imprigionato in uno zoo in cui era obbligato ad andare da piccino.

Il concerto di Piombino ha visto un pubblico numeroso ed accogliente che Bobo ha intrattenuto con la sua simpatia, anche se ritengo non abbia più bisogno di dover divertire per forza ma che basti la profondità e bellezza dei suoi testi a far stare bene le persone.

Margherita Dinolfo

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Scritto da il 6.6.2010. Registrato sotto cultura, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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