«RICETTE CORSARE», PER NON NAUFRAGARE IN CUCINA – 43

ricette-corsare-3Quarantatreesimo appuntamento con la rubrica di cucina del Corriere degli Etruschi «Ricette Corsare» curata con passione dal nostro esperto Emilio Guardavilla. La rubrica presenta ogni settimana alcuni aneddoti tratti dalla vita dell’autore e un menù completo tutto da gustare.

RICETTE CORSARE


Rubrica di intuizioni culinarie e percorsi introspettivi per non naufragare in cucina. A cura di Emilio Guardavilla.

A noi che siamo gente di pianura, navigatori esperti di città . . . . ” è l’incipit di un altro capitolo della musica leggera italiana che ha voluto portare all’attenzione del grande pubblico la gente di mare. Anche in questo caso è un duo ad interpretare una lirica profonda e struggente, quasi a voler suggerire che, quando si ha a che fare con qualcosa di così immenso, è meglio non essere mai da soli. Anche se si naviga tra note musicali e rime baciate, quando si vuol trattare del mare, sembra proprio che sia il caso di essere accompagnati da qualcuno con cui farsi coraggio reciprocamente o trovare sostegno nei momenti più duri. E’ grazie alle fatiche di tali Raf – G. Bigazzi – U. Tozzi che nel 1987 vede la luce “Gente di Mare”, brano evocativo e didascalico al contempo per rinchiudere all’interno di poche strofe un mondo fatto di uomini e di donne veri, autentici, in carne ed ossa.


169) L’antipasto di mare

Categoria: antipasto

Ingredienti: cozze – ciuffi di calamari –gamberoni – limone.

Preparazione: pulisci con cura le cozze e falle aprire conservando l’acqua di lavorazione e filtrandola a dovere. In un soffritto con la “s” maiuscola fai cuocere per un minuto o poco più i ciuffi di calamaro e aggiungi l’acqua delle cozze. Dopo una ventina di minuti di cottura coperta aggiungi le cozze stesse con una cospicua spruzzata di succo di limone. Sale e pepe se vedi il caso, e altri cinque minuti senza coperchio. Nel frattempo passa in una padella i gamberoni, tre minuti ogni lato. Trasla tutto il preparato su un vassoio da portata accompagnato da olio crudo e prezzemolo tritato.

Punto esclamativo: olive nere come guarnizione.

Valore aggiunto: per gli hispanohablantes un punto cardinale è “el Norte”.

Sin dai primi versi si capisce che il leitmotiv di tutta l’architettura testuale è il paragone tra la gente di mare e la non meglio specificata altra gente che popola il pianeta. A prescindere dalle altre estrazioni socioculturali si prende come riferimento i naviganti e si fanno delle considerazioni tanto vere quanto variegate per campi di pertinenza. Si parte dall’assunto che il mare fa paura, a tutti ed indistintamente. E’ non ci sarebbe niente di cui meravigliarsi per tale banalità se nel verso stesso che contiene l’affermazione non fosse inserito il complemento di causa identificata con “idea di troppa libertà”. Meglio non azzardarsi in speculazioni ovvie e superflue e rovinare una perla di tal genere.


170) Trenette come dico io

Categoria: primo piatto

Ingredienti: triglie – olive nere tostate – pomodoro.

Preparazione: lavora le triglie fino a renderle in piccoli filetti, in modo che siano gradevoli anche alla vista. Soffriggi bene e aggiungi il pomodoro e le olive snocciolate e tritate. Da ultimo alza la fiamma e fai cuocere il pesce per due o tre minuti prima e a fuoco lento per dieci minuti poi. La seconda fase di cottura deve avviene con coperchio.

Punto esclamativo: pizzico di zucchero con il pomodoro.

Valore aggiunto: per gli hispanohablantes un punto cardinale è “el Sur”.

Si prosegue con la caratterizzazione dell’ambiente urbano come una sorta di prigione per il cuore e per lo spirito. Seppur alquanto estremizzata dal punto di vista concettuale questa metafora  trova dei riscontri lampanti ed indiscutibilmente accettati dalla cultura occidentale predominante. Dove non c’è il mare, evidentemente, non si vive così bene; da qui a vivere una condizione di cattività il passo è piuttosto lungo e dobbiamo fidarci di questi cantautori ormai navigati, ci sia permesso il termine, come quelli in questione. Ne prendiamo atto e suggeriamo che volendo inquadrare tutta la questione sotto un certo punto di vista, c’è sempre un mare vicino e facilmente raggiungibile da cui farsi coccolare.


171) Swordfish in bella vista

Categoria: secondo piatto

Ingredienti: trance di pescespada.

Preparazione: dopo aver pulito e lavato le trance tamponale bene con carta da cucina. Dopo quindici minuti sul cestello della vaporiera, ma questo dipende anche dallo spessore delle stesse, il pesce è già pronto per ricevere un filo d’olio, un pizzico di sale e una grattugiata di limone; e per andare in tavola.

Punto esclamativo: per servire, usa una paletta. Guai al mondo si dovessero rompere le trance!

Valore aggiunto: per gli hispanohablantes un punto cardinale è “el Este”.

Una città che rinchiude dunque, e per di più inchioda alla realtà. In ultima analisi ci viene presentato un mare la cui valenza liberatoria tange anche la spiritualità oltre che a fisicità. Un ambiente in cui è facile volare con la fantasia, sognare, essere se stessi. Un posto, ma forse meglio una condizione, in cui respirare a pieni polmoni un’aria libera, liberi di pensare e di essere in qualsiasi modo si voglia essere. Un complice, in altre parole, che concorre alla realizzazione della propria personalità e delle proprie ambizioni. C’è del vero in tutto questo, lo sanno bene i nostri autori e cantautori a tal punto che inducono l’ascoltatore profano ad avvicinarsi a questo mondo grandioso e smisurato e a viverlo più pienamente possibile; senza timori, angosce o deferenze di sorta. Dall’altra parte del mare c’è sempre qualcuno. Nella peggiore delle ipotesi non sa niente di te, ma c’è sempre qualcuno.


172) Bocconcini minimali

Categoria: dessert

Ingredienti: pan di Spagna – glassa all’acqua di zucchero – codette di zucchero colorato.

Preparazione: riduci il pan di Spagna a cubetti regolari per quanto ti sia possibile e immergili rapidamente, meglio un solo lato, nella glassa. Man mano che li lavori seguendo questo iter li disporrai nei pirottini già pronti all’uso con ricche passate di codette di zucchero.

Punto esclamativo: nella scelta del colore delle codette tieni in dovuta considerazione tutto la componente cromatica della tavola imbandita.

Valore aggiunto: per gli hispanohablantes un punto cardinale è “el Oeste”.


Dai retta, ché io ai fornelli gli do del “tu”.

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Emilio Guardavilla risiede e vive a Piombino insieme ad altre
trentaquattromila persone circa.
Come tutti gli altri ci lavora e ci coltiva le proprie inclinazioni, nel suo
caso la lettura e la cucina.
E come gli altri respira quell’aria di mare che ha la stessa valenza chimica
per l’organismo dell’ossigeno o dell’azoto. Sognatore instancabile,
concepisce costantemente progetti di ogni genere a breve, media e lunga
scadenza senza abbandonarne neanche uno.

http://www.emilioguardavilla.it

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Scritto da il 9.4.2010. Registrato sotto cucina, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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