PIOMBINO: DALMINE, ACCORDO TRA AZIENDA E SINDACATI

Lo stabilimento e il sito produttivo di Piombino della TenarisDalmine è salvo. L’assessore Simoncini è soddisfatto dell’accordo firmato nella notte tra l’azienda e i sindacati, che salva tutti gli stabilimenti (compreso quello di Piombino). «Adesso – aggiunge l’assessore – non resta che attivare  velocemente il tavolo tecnico per scrivere il protocollo che dovrà definire i supporti e gli interventi infrastrutturali e di qualificazione  ambientale. Da parte nostra rimane l’impegno a chiudere la partita entro gennaio».

Riportiamo di seguito i commenti delle parti politiche in merito all’accordo siglato a Piombino:

“L’anno si chiude con la buona notizia dell’accordo raggiunto per il salavataggio del tubificio Tenaris Dalmine senza ricorre a licenziamenti. Il pensiero va, prima di tutto, alle famiglie dei lavoratori che possono tirare un sospiro di sollievo, dopo mesi di pesantissime preoccupazioni per lo spettro della disoccupazione.
Ma va anche alle organizzazioni sindacali e all’azienda che, con il sostegno delle istituzioni locali, regionali e nazionali, hanno saputo individuare una strategia per il rilancio produttivo dello stabilimento.
La vicenda della Tenaris Dalmine conferma che, di fronte alla crisi globale, la risposta non sta nella distruzione della professionalità e del lavoro, ma nella ricerca di maggiore qualità nei prodotti e nei processi lavorativi.
A tutti coloro che si sono impegnati per questo risultato, compresa la stampa che ha seguito puntualmente i fatti,  vanno i nostri più calorosi auguri per l’anno nuovo e il nostro più sincero ringraziamento poichè quello della Tenaris Dalmine non è solo un’accordo aziendale, ma un concreto sostegno all’economia del territorio.”

COMUNE DEI CITTADINI

Questa la posizione di Rifondazione Comunista:

IPOTESI DI ACCORDO TENARIS DALMINE:
LE LUCI E LE OMBRE

DICHIARAZIONE CONGIUNTA DI EZIO LOCATELLI  (SEGRETARIO
PROVINCIALE BERGAMO E DIREZIONE NAZIONALE PRC) E ALESSANDRO FAVILLI (SEGRETARIO PROVINCIALE PIOMBINO E RESPONSABILE NAZIONALE POLITICHE INDUSTRIALI PRC)

“L’ipotesi di accordo intervenuto ieri tra la Tenaris Dalmine spa e le rappresentanze sindacali se da una parte consegue il risultato di attutire le ricadute sul piano occupazionale  rispetto alle previsioni iniziali (gli esuberi passano da 1024 a 741 in tutta Italia e solo sulla base della volontarietà o accompagnamento alla pensione) è e rimane una ipotesi che l’azienda, per parte sua, intende   continuare a rivolgere contro l’occupazione e il lavoro dipendente.
 
Vero che il piano di ristrutturazione della Tenaris non prevede per il momento nessuna chiusura aziendale, vero che diminuisce di un poco la conta degli esuberi, vero che l’accordo prevede esodi volontari e ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Sono certamente alcuni risultati da valorizzare stante una vertenza complessa e difficile. Ma tutto ciò non può nascondere il fatto decisivo – che rimane in tutta la sua portata – di un pesante ridimensionamento dell’organico.
 
L’azienda fonda il suo piano di “ristrutturazione” e di “efficientizzazione” su una strategia rivolta all’abbattimento del costo del lavoro, attraverso il risparmio di forza lavoro o anche attraverso il ricorso alle delocalizzazioni. Manca un piano industriale degno di questo nome.  Il risultato finale è un impoverimento drastico del tessuto occupazionale e, contrariamente a quanto sostenuto,  un indebolimento delle stesse prospettive produttive aziendali.
 
Non è facile fare fronte alla libertà di manovra e al ricatto di una grande azienda multinazionale anche in considerazione di una assenza di supporto e di politica attiva da parte del governo italiano.
Alle lavoratrici e ai lavoratori va dato tutto l’appoggio per continuare una battaglia e una mobilitazione che impedisca il progressivo smantellamento produttivo ed occupazionale  di una delle più importanti aziende italiane”.

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Scritto da il 30.12.2009. Registrato sotto Economia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    41 mesi, 1 giorno, 16 ore, 20 minute fa

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