«RICETTE CORSARE», PER NON NAUFRAGARE IN CUCINA – 29

Ventinovesimo appuntamento con la rubrica di cucina del Corriere degli Etruschi «Ricette Corsare» curata con passione dal nostro esperto Emilio Guardavilla. La rubrica presenta ogni settimana alcuni aneddoti tratti dalla vita dell’autore e un menù completo tutto da gustare.

RICETTE CORSARE


Rubrica di intuizioni culinarie e percorsi introspettivi per non naufragare in cucina. A cura di Emilio Guardavilla.

[…] A quell’ora della notte gelida e finta il mare accarezzava dolcemente il bagnasciuga con onde poco convinte ma caparbie, insistenti come sempre. Sotto la luce ormai fioca diffusa dai lampioni del lungomare apparivano ridicoli accessori di un qualcosa di troppo maestoso per avere appendici così insignificanti e ridicole. Sembravano arti remoti di un gigante lontano, assopito tanto profondamente da non percepire una parte di sé animata da moto proprio; muscoli involontari che alteravano leggiadramente una massa altrimenti limitata e delimitata da una costa accogliente ma allo stesso tempo forte e difficilmente vulnerabile. Così lo vedeva il mare Efren camminandoci a un metro di distanza mentre, senza nessuna fretta, percorreva la via del ritorno al molo 67, il numero civico che la sua nave aveva affittato da ormai qualche giorno. Stava già camminando da più di un’ora in quella prima notte dell’anno nuovo e gli piaceva particolarmente tutta la circostanza; il comminare, la notte, e l’anno nuovo. Al mare non faceva caso, questa volta. Non ne aveva motivo. Quel lieve frangersi di acqua salata vicino ai suoi piedi rappresentava in quel momento soltanto un dettaglio sonoro piacevole e innocuo. La spiaggia non era deserta quella sera. Era stata scelta anche da molti altri come degno epilogo ad una notte festeggiata da qualche altra parte: coppie, gruppi e persone sole che si incrociavano e si ignoravano augurandosi “Buon Anno” ognuno nella sua lingua. Efren rimuginava sul suo anno, ma soprattutto quella porzione di anno appena finita qualche ora prima. Voleva raccontare tutto e prima possibile al nostromo, al suo nostromo, e proprio in quel momento ripassava mentalmente le parole che avrebbe usato per rendere il resoconto il più fedele alla realtà dei fatti. Lui che parlava sempre poco. Lui che parlava sempre con pochi. […]


113) Tartine Boatswain

Categoria: antipasto

Ingredienti: pancarré – tonno – noci – prezzemolo – succo di limone – cetrioli – scampi.

Preparazione: una volta lessati gli scampi pratica alcuni tagli sulle rispettive corazze lasciali ancora riposare nella loro acqua di cottura. Con un mixer di tuo gradimento prepara un composto di tonno, noci, prezzemolo, limone e cetriolo: ci spalmerai le tartine, degno letto su cui adagiare gli scampi.

Punto esclamativo: spruzzatina di crema di aceto balsamico, a guarnire il tutto.

Valore aggiunto: molti marinai giapponesi per celebrare il nuovo anno ascoltano i 108 rintocchi del gong che lo preannuncia bevendo saké.

[…] Al nostromo gli avrebbe raccontato tutto di quella sera; della sua prima franchigia a terra da solo, del suo primo capodanno a terra da solo, del volto poco amichevole e rassicurante del tassista durante l’andata; della taverna che proprio lui gli aveva consigliato e poi gli avrebbe raccontato di lei. Tutto di lei. Con il sottofondo delle quasi impercettibili onde i pensieri e i ricordi prendevano forma di un riassunto fatto nella scuola di qualche anno prima. Ad intervalli regolari, però, lo scuoteva prepotentemente il timore di non essere in grado di sapergli raccontare tutto, di non rendere l’idea, di non rendere giustizia a lei, per come appariva e per come, dopo poco tempo, aveva capito che fosse. Dopo un altro “Buon Anno” in tedesco, era di una donna ma gli sembrò tutto tranne che un augurio, si scosse. Gli rispose nella sua lingua, più docile, più soave, pensava lui, o quantomeno più propiziatrice nei suoni e nella cadenza. Ricominciò di nuovo a ripassare il racconto, cercando punti fermi a cui riferirsi e una scaletta alla quale rifarsi per non dimenticare niente di importante. Aveva anche individuato parole ad effetto, sostantivi e verbi particolarmente azzeccati per descrivere la vicenda nel modo più realistico possibile. Parole che non aveva mai usato con nessuno, né parlando né scrivendo. Non che non le avesse dentro di sé; in effetti le aveva, se lo stava dimostrando proprio in quel momento, il fatto è che riusciva ad usarle solo mentalmente in esercizi di stile interiori fini a se stessi, non valorizzati da un destinatario interessato. Efren era molto riservato, e lo sapeva. […]


114) Tagliolini Contramaestre

Categoria: primo piatto

Ingredienti: vodka – panna da cucina – caviale – burro.

Preparazione: in una padella idonea fai evaporare il burro con la vodka, dopodichè aggiungi la panna e il caviale, correggendo adeguatamente di sale e pepe.

Punto esclamativo: poni particolare attenzione alla consistenza del condimento; può veramente diventare un fattore discriminante.

Valore aggiunto: molti marinai russi per celebrare il nuovo anno aprono la porta più vicina per dargli il benvenuto.

[…] “Il molo 67 è più lungo del mio paese”, pensò Efren mentre la sagoma di questa immensa protesi di cemento si avvicinava lasciando intravedere il suo profilo segmentato regolarmente dalle ombre della luce artificiale per illuminare una notte che molte altre persone non avrebbero voluto finisse mai. In quel momento le navi ormeggiate lì fungevano solo da albergo; tanti alberghi a zero stelle sull’insegna ma con tutta la volta celeste a fare da contorno. Anche se in linea d’aria sembrava di poterla toccare con la mano la nave distava ancora una buona mezz’ora di cammino. Il lungomare, quello turistico, era ormai alle spalle, e i passanti con i loro “Buon Anno” personalizzati dalla geografia linguistica diventarono sempre più radi fino a sparire definitivamente con l’inizio del muro che costeggiava la zona portuale. Su quel marciapiede solido e sinuoso prese la sua forma definitiva il monologo di Efren. Di lì a poco lo avrebbe recitato parola per parola al nostromo, con pause studiate per incuriosire e toni per rassicurare l’ascoltatore degne di un animale da palcoscenico, di una macchina attoriale. Il nostromo sarebbe rimasto senza parole, questa volta. Il parlare era l’unica cosa che non aveva imparato dal nostromo. Da lui aveva imparato tutto quello che gli serviva sulla nave e a terra. Aveva imparato i nodi e a lavorare il legno, al lavorare il ferro e a cucire le tele; aveva imparato a stirare e a mangiare quando c’era mare grosso. Grazie a lui ora saliva su tutti gli alberi e lavorava appeso fuori bordo senza paura, costruiva radazze e intrecciava tappeti, intagliava statuette e lucidava l’ottone. Ora sapeva dove poter o non poter andare in questo porto o nell’altro, dove scendere a terra e dove non scendere, cosa fare e cosa non fare. Ma il nostromo, a Efren,  non aveva mai insegnato niente. […]


115) Grongo Bootsmann

Categoria: secondo piatto

Ingredienti: grongo – pomodori maturi – aglio – farina.

Preparazione: pulisci bene i gronghi e tagliali a tocchi di circa cinque centimetri cadauno. Passali nella farina e falli rosolare in un soffritto che venga ricordato per tutto il nuovo anno. A poco a poco aggiungi i pomodori tagliati a pezzi. Sale e pepe e cuoci per un quarto d’ora.

Punto esclamativo: io lo cuocio per meno di un quarto d’ora. Anche se non è Capodanno.

Valore aggiunto: molti marinai spagnoli per celebrare il nuovo anno mangiano dodici chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte.

[…] Quando salì lo scalandrone della sua nave non era ancora giorno. Gli sembrava di essere mancato per un’eternità comunque era in netto anticipo sull’orario di lavoro. Aveva ancora un paio d’ore di franchigia, tutto il tempo necessario per una doccia tonificante, una barba e una ricca colazione. Aveva destinato circa mezz’ora per il suo monologo, quello al quale avrebbe assistito solo il nostromo, attento, incredulo, stupito. Aveva addosso così insistente il profumo della sua serata che a fatica percepiva l’odore di nave, quello inconfondibile che neanche lui, con tutte le belle parole che aveva dentro, poteva descrivere. Quella mattina, percorrendo i carruggi della sua nave, si odorava un profumo francese di donna vera, con un volto, un corpo e questa volta anche con un nome da chiamare e richiamare, storpiandolo con un vezzeggiativo forse. Forse per il resto della vita. E il profumo era così persistente da coinvolgere anche tutti glia altri sensi, sconvolgendoli. Come era successo poche ore prima. Mancava solo il resoconto orale e la benedizione del nostromo. Percorrendo la zona equipaggio intravide la luce della saletta mensa accesa. Il nostromo era già sveglio. Aveva sicuramente già preso due caffé e fumato, come minimo, altrettante sigarette, quelle senza filtro che Efren gli comprava a terra a stecche intere. Non seppe resistere e si recò direttamente verso di lui. Doccia e barba avrebbero aspettato. Entrò nella saletta deciso e si sedette al tavolo di fronte a quello in cui il nostromo stava sfogliando un periodico con tante fotografie. Si scambiarono prima il “Buongiorno” e puoi il “Buon Anno”, in rapida sequenza. Poi Efren si strinse nelle spalle e prese fiato. – “Nostromo, vi devo raccontare una cosa”. Il nostromo sfogliò altre tre pagine in un tempo che sembrava non finesse mai, gli girò lo sguardo e chiese: – “Il lavoro per oggi ce l’hai, o te lo devo dare io?”. – “Me lo dovete dare voi, nostromo”. Allora Efren andò nella sua cabina a farsi la doccia e la barba.


116) Frittel
le Maître

Categoria: dessert

Ingredienti: uova –farina – strutto – latte  – uvetta sultanina.

Preparazione: metti l’uvetta in acqua, giusto per il tempo di farla rinvenire. Nel frattempo prepara la pastella mescolando latte, farina e le uova. Friggi le frittelle nello strutto e falle asciugare bene nella carta assorbente prima di servire.

Punto esclamativo: zucchero a velo come topping.

Valore aggiunto: molti marinai honduregni per celebrare il nuovo anno bruciano dei manichini di cartapesta.


Dai retta, ché io ai fornelli gli do del “tu”.

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Emilio Guardavilla risiede e vive a Piombino insieme ad altre
trentaquattromila persone circa.
Come tutti gli altri ci lavora e ci coltiva le proprie inclinazioni, nel suo
caso la lettura e la cucina.
E come gli altri respira quell’aria di mare che ha la stessa valenza chimica
per l’organismo dell’ossigeno o dell’azoto. Sognatore instancabile,
concepisce costantemente progetti di ogni genere a breve, media e lunga
scadenza senza abbandonarne neanche uno.

http://www.emilioguardavilla.it

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Scritto da il 28.12.2009. Registrato sotto cucina, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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