PIOMBINO: BELLA SERATA A TEATRO PER LA FESTA DELLA TOSCANA

Un momento di Imprò

Un momento di Imprò

Se le arti, le culture, il futuro sono il tema di questa Festa della Toscana sono anche il trinomio guida delle celebrazioni che si sono svolte a Piombino.In particolare è l’Arte che ha aperto la prima delle quattro serate dedicate ai festeggiamenti della Toscana.

Venerdì 27 al Centro Giovani la serata è stata tutta all’insegna dell’improvvisazione teatrale.

Il via è stato dato dall’esuberanza degli allievi dell’Associazione FOB Piombino che hanno fatto il loro ingresso sul palco al suono della musica del maestro Marco Bigi.

Alla performance dei ragazzi, che hanno saputo divertire il pubblico con la comicità delle scenette che di volta in volta hanno preso vita sul palco quasi per magia ma sempre partendo dal suggerimento dei presenti, è seguito un talk show in diretta che vedeva come protagonisti Roberto Garelli, presidente di Improteatro e Fabio Mangolini, direttore del Teatro Comunale di Ferrara, intervistati, se così si può dire, da Daniele Marcori, attore della compagnia nazionale di improvvisazione teatrale.

Dalla conversazione sono emersi i problemi che incombono sul mondo dello spettacolo, legati all’amministrazione dei fondi del FUS, Fondo Unico per lo Spettacolo, che spesso si perdono nell’organizzare grandi kermesse di comprovata importanza per dar lustro all’una o all’altra città ignorando altri festival minori ma altrettanto interessanti; oppure ancora la cattiva gestione dello stesso fondo, per cui la maggior parte del denaro finisce nelle mani dei grandi teatri italiani come la Fenice di Venezia o la Scala di Milano e, all’interno di questi, principalmente al programma di lirica a tutto discapito del teatro.

Il teatro, invece, è una forma di spettacolo per la quale dovrebbero essere sensibilizzate sempre più persone, perché qui il contatto fra le persone, fra artisti e spettatori, è più vero, è reale.  Se al cinema tra il pubblico e la star del film c’è uno schermo e chilometri di distanza, in teatro invece basta allungare una mano e i due mondi possono fondersi tra loro con immediatezza.

Fabio Mangolini, esperto di Commedia dell’arte e possessore di splendide maschere di scena, ha poi vestito i panni di Arlecchino nella famosa scenetta in cui questi, affamato, non ha più niente di cui nutrirsi ed è costretto a dare la caccia ad una mosca con cui, alla fine, cibarsi a sazietà come fosse  un pasto luculliano.

Serena Scateni

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Scritto da il 30.11.2009. Registrato sotto cultura, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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