CAMPIGLIA: APRITIBORGO… E RITORNI BAMBINO

Un momento di Apriti Borgo

Un momento di Apriti Borgo

Un momento di Apriti Borgo

Come ogni anno si ripete e rinnova la magia di “ApritiBorgo! ABC Festival”, festival del teatro di strada che si svolge in cinque giornate solitamente in Agosto in quel gioiello medievale che è Campiglia Marittima (Li).

Il borgo, caratteristico e suggestivo, è teatro vivente itinerante. In ogni angolo, in ogni piccola piazza, in ogni ripida salita puoi incontrare un cantastorie, un saltimbanco, un mimo, una marionetta, un illusionista o un giocoliere. Varcata la soglia, si entra in un mondo parallelo, il salto temporale è immediato. Il festival, giunto già alla quinta edizione, è ormai un ingranaggio perfettamente collaudato. Da subito si nota l’empatia che c’è tra artisti e cittadini campigliesi, che fa sì che la città diventi teatro naturale e lo spettatore è così ben felice di lasciarsi toccare, coinvolgere e trasformare dall’atmosfera e può riscoprire allo stesso tempo una dimensione di lentezza e di ritmo, di gioia conviviale comunitaria e di estemporaneità. La manifestazione prevede 24 spettacoli per serata, con la presenza di artisti italiani e internazionali e comprende il teatro di figura, il micro teatro, il teatro-danza e questo anno, in particolar modo, il mimo artistico.

Nel 2009 l’evento ha avuto un interessante incremento delle partecipazioni che fra spettatori paganti, bambini che entrano gratis e possessori di pass ha superato le 25000 presenze. Uno dei maggiori contributi allo svolgersi artistico della manifestazione è quello dell’Accademia di Belle Arti di Firenze unitamente all’Associazione Vieniteloracconto, che hanno curato le varie scenografie urbane e la messa in scena di molti spettacoli rivolti soprattutto ai bambini, come la rilettura di Pinocchio in chiave psicoanalitica o la riscrittura di Pollicino. Per tutto il periodo del Festival è stato possibile conoscere e apprezzare anche il mondo del fumetto e dell’illustrazione grazie all’Associazione Bookmaker che ha ospitato alcuni autori del Vernacoliere e gli allievi della Scuola di Comics di Firenze dando vita a laboratori di creazione permanente. Tra le produzioni speciali si ricorda La compagnia dell’atto comico con “Lavannare” che accompagna il pubblico per le vie del borgo con gli strumenti tipici della tammuriata campana e le Due Note Sospette, la donna di cristallo e la sirena che ci incantano grazie al fascino del loro distaccato mistero e alla seduzione femminile che si esterna attraverso i continui passaggi da un’ipnotica staticità al movimento.

A colpirmi nei vari spettacoli è stata soprattutto la contaminazione e la mescolanza tra le varie esperienze artistiche e arti visive, anche all’interno della stessa giocoleria ho potuto notare una perfetta convivenza tra vecchio e nuovo: accanto ai soliti birilli, clave e sfere, nel cielo volteggiavano gli scopini sanitari utilizzati solitamente nei nostri bagni oppure l’innovativo el diablo, utilizzato magistralmente da Jan Manske. Geniale, inoltre, la riutilizzazione di oggetti di uso quotidiano immolati all’arte come il chitarrino costituito da una padella per uova creato da un cantastorie o la sega usata a mò di violino. Interessante, poi, l’esperimento de La Riffa: all’interno di un cubo color mattone il gruppo propone le sue commistioni musicali tra folk, jazz e blues. Il pubblico può ammirarli attraverso un oblò che è in realtà un’insalatiera e ascoltarli grazie a delle tazze da colazione. Questa distanza tra pubblico e musicisti permette una fruizione più intimista in cui isolarsi dal resto del mondo e, così, perdersi.

L’aria di Campiglia magicamente risuona grazie ai molti gruppi musicali che esibiscono variegati generi tra cui melodie tradizionali celtiche, country-blues, tradizione musicale toscana, l’australiano didjeridoo ma anche la sensuale melodia della danza del ventre. ApritiBorgo è anche degustazione di ottimi vini, formaggi e dolci tipici locali, nonché della famosa porchetta toscana. Evento unico la cena medievale: un tuffo nel passato allestito all’interno del parco della Rocca, recentemente restaurata.

Apritiborgo è un’esperienza imperdibile per chi per qualche giorno vuole tornare bambino, riassaporare la magia della scoperta e dello stupore di chi si ritrova a sorridere in modo spontaneo, è un inno alla vita e alla gioia grazie alla riscoperta di un modo di divertirsi e stare bene più semplice e naturale che insegna soprattutto ai bambini, destinatari della maggior parte degli spettacolo, che esistono alternative importanti al computer e ai soliti sport.

Margherita Dinolfo

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Scritto da il 21.8.2009. Registrato sotto cultura, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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