PIOMBINO, CONTINUA IL DIBATTITO SULLA SCUOLA

Giovedì 6 novembre, al Centro Giovani di Piombino, si è tenuto un nuovo incontro riguardante la scuola e l’attuale decreto Gelmini. Ospiti di questa serata erano l’Assessore regionale all’istruzione Gianfranco Simoncini e l’esperto di sistemi educativi Vittorio Campione. Per il comune erano presenti l’Assessore alla scuola Anna Tempestini e il Sindaco Gianni Anselmi.

La parola è stata subito data all’assessore Simoncini il quale ha esordito portando a conoscenza del pubblico dei quasi dieci milioni di euro di tagli che colpiranno l’istituzione scolastica universitaria e non. «Questo dato è significativo nel giudicare il carattere non riformatorio di questo decreto – ha commentato – perché, come noto, una riforma dovrebbe portare con sé dei miglioramenti cosa che, invece, non sembra fare in questo caso. Pare perciò che in Italia la scuola possa diventare un bene superfluo soggetto a tagli e a delegittimazioni non tenendo di conto che essa è il propulsore per il futuro di qualsiasi nazione».

Al giorno d’oggi, però, la scuola licenzia pochi diplomati e laureati rispetto a quelle che sono le medie europee e nel 50% dei casi gli edifici scolastici non hanno strutture a norma e possiedono scarse dotazioni di base per non parlare del sistema educativo che manifesta delle difficoltà. In quest’ottica, dei veri interventi di riforma sarebbero quantomeno auspicabili.

«La manovra del governo – continua l’assessore regionale – può essere riassunta nella figura della scure e in un utilizzo demagogico di alcuni articoli della riforma. La scure porta subito alla mente gli ingenti tagli mentre la demagogia scende in campo quando, per esempio questa estate, si parlava esclusivamente del grembiulino, del voto in condotta, che sembrava potesse risolvere il problema del bullismo, e del maestro unico tuttologo impensabile nel complesso di un mondo in continuo cambiamento».

«Nell’ordine di una dequalificazione totale dei vari ordini scolastici (si colpirà anche la scuola dell’infanzia) – ha commentato Simoncini – si conta anche la riduzione dei maestri d’inglese poiché l’insegnamento della lingua dovrà essere appannaggio del maestro unico che, nel caso non avesse i requisiti necessari, dovrà frequentare un corso di 150 ore. Per quanto riguarda la diminuzione del tempo scuola nelle elementari, il prossimo anno, avremo, nel 60% delle scuole toscane, l’uscita dei bambini che frequentano la prima alle 12,30 con conseguenti problemi per i genitori che lavorano. Inoltre, in seguito alle misure di razionalizzazione scolastica, dovranno essere chiuse le suole con meno di cinquanta iscritti e questo andrà a discapito, in particolare, delle scuole di montagna e quantomeno quelle di paesi più isolati e con pochi abitanti.

La strada giusta da imboccare è quella di continuare il movimento di protesta e al tempo stesso che la scuola stessa sia in grado di autoriformarsi grazie a nuove proposte. Per quanto riguarda la situazione in Toscana – ha concluso l’assessre Simoncini – la regione ha operato in modo oculato per mantenere le scuole in regola con investimenti nell’edilizia scolastica resi attuabili da un bilancio regionale stabile».

A questo intervento è seguito quello del prof. Campione il quale ha rivolto l’attenzione sull’elemento di novità che riguarda la protesta di queste settimane ovvero che non vi è solo la quantità come caratteristica di chi protesta ma vi è la ferma convinzione che sia davvero possibile operare dei cambiamenti.

«Per quanto riguarda l’America, nel programma del nuovo presidente Barack Obama leggiamo che gli investimenti rivolti alla scuola sono raddoppiati rispetto a quelli che erano stati stanziati, e mai attuati, in precedenza col governo Bush. Nel consiglio di Lisbona nel 2000 si era giunti alla conclusione che l’Europa stessa dovesse trovare parte della sua forza nella cultura e per questo era stato stabilito un piano da seguire; il risultato è che, allo scadere del piano stesso nel 2010, ci troviamo a dieci punti al di sotto del livello da raggiungere. Fondamentale sarebbe, quindi, la riorganizzazione del sistema scolastico. Lo studente di oggi – continua il prof. Campione – ha a disposizione moltissimi strumenti e canali di informazione come Internet e la televisione ma rimane il presupposto che il principale strumento di trasferimento del sapere rimanga il docente e ci si chiede, perciò, se egli sia anche in grado di riuscire a conciliare le varie strumentazioni. Importanti per la protesta sono un’organizzazione del lavoro e l’autonomia ed inoltre, il legame di quest’ultima con la trasformazione del sistema scuola dipende da ciò che possiamo e vogliamo fare».

Al termine dei due interventi vi sono state molte riflessione da parte del folto gruppo di persone presenti, in larga maggioranza maestri o professori, che hanno chiesto anche chiarimenti nei riguardi di alcuni temi trattati. Prossimo appuntamento, sempre all’Auditorium del Centro Giovani, lunedì 10 novembre alle ore 17 per un’assemblea aperta alla quale sarà presente Fabio Mussi, Ministro dell’università e della ricerca nel governo Prodi.

Serena Scateni

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Scritto da il 8.11.2008. Registrato sotto Giovani e Sapere. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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