SUCCESSO PER “MISERIA DELLO SVILUPPO” AL CALIDARIO DI VENTURINA

Iniziativa riuscita – con buona affluenza di pubblico, che ha seguito con interesse il dibattito, organizzato dall’Arci, da “Ciao Enrico”, da Legambiente e dal Forum per la democrazia – al Calidario di Venturina, con la presentazione del libro “Miseria dello sviluppo” scritto da Piero Bevilacqua, professore di Storia Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma.

Ha introdotto Ado Grilli, presidente dell’Associazione “Ciao Enrico” di Venturina, che ha giustificato l’assenza, tra i relatori, per motivi di salute, di Rossano Pazzagli ed ha indicato il filo conduttore del bellissimo libro di Bevilacqua, facendo riferimenti locali.” Oggi il meccanismo spontaneo della crescita – intorno al quale tutti continuano ad essere indaffarati – non garantisce però benessere ai cittadini – ha sottolineato Grilli, riferendosi al libro. Anzi la crescita del reddito monetario degli individui si accompagna ad un sensibile aumento della loro privata infelicità, a una perdita sempre più evidente di relazioni sociali, a un impoverimento affettivo dei rapporti umani, al precipitare degli individui in una dimensione di competizione affannosa. Ed inoltre si assiste ad un saccheggio del territorio, dell’ambiente; alla perdita di democrazia. Vorrei riaffermare – andando controcorrente ma ritenendo di essere nel giusto – che aveva ragione Enrico Berlinguer nel proporre l’austerità come necessità di cambiare il modello di vita. Eppure è stato attaccato, anche da sinistra, da molti suoi ex compagni di partito attratti dal cosiddetto modernismo.

Anche sul piano locale si avvertono i mali evidenziati nell’analisi contenuta nel libro: attacco al territorio, all’ambiente in nome dello sviluppo e caduta della partecipazione democratica nelle scelte. Siamo di fronte ad un decisionismo sfrenato, con scelte dall’alto, che provocano reazioni dei cittadini i quali, inascoltati, si riuniscono in comitati – non trovando sponda nei partiti – per battersi contro scelte quantomeno discutibili che danneggiano l’ambiente in nome dello sviluppo: le Cave, le previste RTA, il cementificio in campagna a Campiglia; i fanghi o le biomasse a Piombino; l’urbanizzazione estesa che aggredisce anche il parco di Rimigliano a S.Vincenzo. Occorre riannodare i fili della partecipazione alle scelte; della discussione. Forse localmente lo può fare la costituenda associazione che sarà chiamata appunto: Democrazia e Territorio”.

Il professore Bevilacqua – nell’illustrare i punti salienti del suo libro – ha affermato: un mondo fondato sul capitalismo avanzato produce solo macerie, perché una volta finite le risorse ambientali e umane, resta solo la fine dell’umanità e della Terra. Come cavie in una gabbia, non cerchiamo di fuggire dalla mancanza di libertà e di senso ma di chiudere ulteriormente quella piccola porticina che ci darebbe la salvezza se solo uscissimo un po’ fuori da noi stessi e dalle nostre insicurezze. Insicurezze che non vanno ricercate negli immigrati e nei rom ma nella vera precarietà data da uno sviluppo ormai impazzito e senza freni morali. Prendiamo il caso Italia. Sono scomparsi i grandi partiti di massa, sono – cioè – usciti di scena i grandi collettori di identità collettiva che avevano tenuto insieme e dato senso di cittadinanza a milioni di italiani e hanno lasciato sul selciato solo gli egoismi competitivi e le rissosità di individui che hanno perso il senso delle relazioni e della solidarietà.

Nel libro – ha concluso – oltre alla speranza di una rinascita di una vera sinistra che abbandoni le storiche, deleterie divisioni, ho indicato alcune proposte. Innanzitutto occorre mettere al centro il lavoro; la sicurezza e la riduzione delle ore lavorative, con l’affermarsi di un protocollo internazionale, al riguardo. Ed inoltre la necessità che gli Stati si impegnino a mettere in pratica un nuovo modo di fare economia. Non più come vettore impazzito verso il vuoto infinito ma come un circolo che torna su se stesso; attività che si prende cura delle fonti stesse della ricchezza. E’ un modo nuovo, o forse antico, di pensare al lavoro di cura. Cura della nostra casa, con relativi bambini, mogli, mariti, nonni; cura della nostra aia, con gli amici, i vicini, gli ospiti e di conseguenza del nostro Pianeta. La cosiddetta età dello sviluppo è finita; è finita e l’economia deve essere fondata sulla conoscenza dell’inscindibile unità e complessità del vivente”.

E’ seguito un interessante dibattito sui temi posti al quale hanno partecipato, tra gli altri, Mario Gottini dell’ARCI e Rosetta Placido di Legambiente.
Il libro “Miseria dello sviluppo” di Piero Bevilacqua, ed. Laterza costa 15 euro ed è acquistabile presso la Bancarella di Piombino.

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Scritto da il 24.9.2008. Registrato sotto cultura. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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