PIOMBINO: PRIMO MASTER SULLA SIDERURGIA IN ITALIA

Giovedì 6 luglio 2006, nella sala del consiglio comunale, alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi, è stato presentato il Master universitario in siderurgia organizzato dalla Lucchini, dal Comune di Piombino e dal Circondario Val di Cornia, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Pisa.

Questo è il primo master che ha lo scopo di formare 30 ingegneri siderurgici specializzati, ed è il primo che viene fatto in Italia per sopperire alla necessità dalla Lucchini per affrontare in termini di innovazione delle produzioni e di miglioramento delle performance ambientali i problemi legati a un regime di sempre più stretta di competitività. Il Master in siderurgia si rivolge al personale operante nel settore e a neolaureati interessati a ricoprire ruoli in cui sia necessario possedere competenze approfondite sui processi produttivi, gli aspetti impiantistici dei sistemi, le problematiche costruttivo-strutturali delle leghe ferrose, nonché le problematiche ambientali e di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Perché il Master? Lo ha spiegato l’amministratore delegato del Gruppo Lucchini Giovanni Gillerio, tratteggiando il quadro complesso sistema siderurgico. Un sistema in cui i produttori d’acciaio realizzano un rapporto fidelizzazione con il cliente. L’industria siderurgia – secondo Gillerio – è insomma determinante per aggregare tante sub fornitori intelligenti. Ma anche una struttura in cui è necessaria una grande padronanza delle tecnologie di processo. Questa non è una capacità solo italiana ed ecco perché è necessario, in un regime di competitività, spingere sull’innovazione.
«Se si perdessero queste capacità nella nostra siderurgia – ha sostenuto Gillerio – sarebbero guai». E per tutti ha fatto l’esempio dell’Italimpianti, un gruppo industriale capace di competere, la cui esperienza è scomparsa con la crisi siderurgia. Del resto ha ricordato anche che il gruppo Lucchini ha rischiato un anno fa di scomparire. «L’intervento dei russi – ha sottolineato Gillerio – ha permesso di uscire dalla crisi e di ridisegnare uno sviluppo estremamente interessante».

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Gillerio ha tratteggiato un futuro di crescita, anche se non lineare, dell’industria dell’acciaio. «Quello della Lucchini si gioca e si giocherà a Piombino – aggiungendo che i valori dell’industria siderurgica la città li ha nel Dna». Il Master è visto dunque in preparazione di questa crescita e della necessità di rinnovarsi continuamente. A Piombino, ha infine ricordato, la struttura produttiva è tra le più giovani d’Europa. «Questo a volte ci fa soffrire ma ci dà anche un’opportunità di crescita professionale».

Fabio Mussi ha ribadito che il suo ministero darà il patrocinio perché si tratta di una buona iniziativa. «Un’eccelente idea di collaborazione tra industria e università di cui il Paese ha bisogno perché in questo modo si coltivano le esigenze delle qualità e del territorio, del lavoro e dell’ambiente. Tutto questo alla ricerca di uno sviluppo equilibrato e sostenibile nel quale è immaginabile che la siderurgia continui ad occupare un posto importante, anche se non unico».

Il ministro ha anche sostenuto che la sfida della competitività non ha speranze se posta sul piano del costo. Così ha ricordato che lo Stato spende circa mezzo miliardo di euro per ogni laureato. «L’Italia continua a produrre qualità ed eccellenza, ma rischia di diventare una cava a cui attingono gli altri, considerato che 10mila laureati ogni anno vanno all’estero».

Il direttore del Master è il professor Walter Nicodemi del Politecnico di Milano. Vicedirettore il professor Massimo De Sanctis dell’Università di Pisa. Oltre ai docenti universitari parteciperanno gli ingegneri Marcello Calcagni e Luca Villa per il Gruppo Lucchini. Per accedere ai 30 posti previsti è necessario avere una laurea tra quelle in ingegneria, fisica, chimica, chimica industriale e scienze dei materiali.

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Scritto da il 7.7.2006. Registrato sotto cultura. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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