BERTINI: «L’AMMINISTRAZIONE BANDINI E’ PEGGIORE DI QUELLE GUIDATE DA BIAGI»

Nicola Bertini

San Vincenzo (LI) – Abbiamo intervistato il coordinatore delle liste civiche della Val di Cornia, ed ex consigliere comunale di opposizione a San Vincenzo Nicola Bertini sugli ultimi fatti accaduti in questa città. Leggiamo insieme come ha commentato queste vicende.

Nel 2014 Bertini, al termine della sua seconda legislatura come consigliere comunale di opposizione, si ritirò dalla politica attiva a soli 32 anni, ma dopo oltre due lustri di “battaglie” in consiglio comunale. In questi ultimi tre anni si è fatto sentire poco, dando priorità al lavoro e alla famiglia, trascurati per la politica. La cittadinanza lo ha bocciato nelle due elezioni in cui si è candidato a sindaco di San Vincenzo, salvo poi riconoscerne, come sempre a posteriori, non solo la grande preparazione, ma la ragione e il fondamento dei temi da lui trattati.

Da qualche mese Nicola Bertini è tornato alla ribalta come coordinatore delle liste civiche della Val di Cornia. A 35 anni, Bertini sta preparando un alternativa credibile in Val di Cornia in vista delle elezioni del 2019. In quest’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva, l’ex leader del Forum analizza i tre anni dell’amministrazione comunale sanvincenzina guidata da Alessandro Bandini e le scelte che recentemente hanno fatto discutere.

La vicenda Park Albatros: la Regione Toscana e il consiglio comunale sanvincenzino hanno dato il via libera al piano.
E hanno fatto male. Il piano permette alla struttura di occupare le aree che avevano subito un’urbanizzazione abusiva. Si aggiunga che sono aree boscate e vincolate. Mi sorprende poco che l’amministrazione sanvincenzina abbia modificato i piani in così poco tempo; più seria è la scelta della Regione Toscana, che si contraddice in uno dei punti tanto sbandierati all’approvazione del Pit: basta espansioni delle aree urbanizzate.

Crisi di bilancio oppure no? Qual è stato a suo avviso il comportamento del sindaco e della giunta?
«Non è una questione di contabilità. La gestione dei servizi essenziali è sfuggita al controllo dell’amministrazione non da oggi. I canoni per la gestione del servizio idrico e per la gestione del servizio di distribuzione gas che non arrivano sono due esempi, e i tanti introiti mancanti, a partire dall’Area feste concessa per una cifra ridicola al Pd, aggravano il quadro. Non parliamo delle entrate una tantum che ormai nemmeno vengono più menzionate e mi riferisco alle penali dovute per i ritardi nella realizzazione del porto. Il dato centrale è però un altro. San Vincenzo ha risorse significative, è undicesima in Italia per entrare tributarie proprie pro-capite, eppure è costretta a bloccare per un mese gli impegni di spesa. Allora è evidente che non sono state gestite bene queste risorse».

Un nuovo centro commerciale a marchio Eurospin nella zona nord di San Vincenzo. Come giudica la condotta dell’assessore all’urbanistica Massimiliano Roventini?

Massimiliano Roventini

«Grave. A partire dalla mancanza di sensibilità nell’annullare qualsiasi zona di rispetto per il cimitero. Infatti con l’atto del consiglio le zone di rispetto coincidono con le strade trafficate e ingarbugliate che circondano il camposanto. Inoltre Roventini ha già dichiarato non solo che conosce il privato interessato all’operazione, ma che conosce i dettagli dell’investimento. Questa non è urbanistica. La pianificazione del territorio pone delle priorità nell’area nord di San Vincenzo e queste priorità si chiamano Silo ed ex Conservificio. Ci sono aree e strutture da riqualificare e si va a consumare l’ultimo campo tra la periferia sud e lo svincolo nord della superstrada. Così si complica il già caotico disegno urbanistico dell’area nord su cui pende la spada di Damocle della cava del Broccatello di cui non si parla più».

Qual è la sua valutazione dell’amministrazione Bandini in questi primi tre anni di legislatura? E in confronto alle amministrazioni guidate da Michele Biagi, durante le quali Lei sedeva sullo scranno dell’opposizione?

Il sindaco di San VIncenzo Massimo Bandini

«Non condivido gli obiettivi di quest’amministrazione e non è un segreto. Chiunque invece li condivida, mi spieghi quali obiettivi sono stati traguardati. Si intacca il livello dei servizi (il micronido non esiste più e lo spazio gioco pensato in sua sostituzione è stato dimezzato), non si fa un passo avanti sulla qualità della vita e non esiste un progetto di diversificazione economica che possa offrire opportunità lavorative nel nostro territorio. I roboanti obiettivi urbanistici sono tutti morti e si continua a variare il Regolamento urbanistico di vent’anni fa mentre non si sa cosa scrivere in quello nuovo. La gestione della vicenda Albatros, la fine indecorosa di quella dei Lecci, le ammissioni di conoscere prima nomi e cognomi dei privati interessati quando si delibera sul territorio (gonfiabili e centro commerciale) ripropongono, con maggior forza che in passato, la questione morale. Infine, nonostante la grande esperienza politica del sindaco Bandini, le continue cadute di stile in cui è inciampato e la compressione inverosimile dello spazio democratico imposto al consiglio comunale, pongono quest’amministrazione – da tutti i punti di vista – al di sotto della precedente. E non era per me cosa semplice».

L’opposizione delle minoranze alle scelte della maggioranza è stata forte? As e Luca Cosimi stanno svolgendo in modo consono il loro ruolo?

Luca Cosimi

«Cosimi è molto lontano da quello che concepisco come ruolo di rappresentante delle istituzioni e i suoi argomenti non pongono problemi politici all’amministrazione poiché ne condividono in gran parte l’impostazione. Diverso il discorso per As, cui è toccato un peso insostenibile: non solo la necessità di tener testa ad una amministrazione scatenata, molto più dannosa e aggressiva della precedente, ma doversi guardare le spalle anche dal quadro politico frammentato delle opposizioni. Con un simile scenario esperienza o inesperienza, argomenti eccezionali o non, l’opposizione non ha possibilità di mettere in crisi la maggioranza. Spero che per le prossime elezioni si formi un quadro politico diverso e più rispettoso delle necessità dei cittadini: chi ha le stesse idee, invece di giocare a screditare l’altro sperando di rubargli quattro voti, si riconosca sotto un unico progetto e imponga il cambiamento nel nostro Comune».

Prima Lei era per tutti un giovanissimo politico di talento. Adesso ha 35 anni, è un giovane padre con molta esperienza alle spalle, si è ritirato dall’agone politico dopo due legislature e a soli 32 anni, mentre i politici di solito si riciclano in continuazione. Si candiderà alle prossime elezioni del 2019? Lei crede che adesso l’opinione pubblica potrebbe premiare la costanza e la ragione delle sue battaglie?

«Per quanto mi riguarda ci sono ottimi motivi per non candidarmi e non ravviso nessun buon motivo per farlo. Ho molti impegni ai quali non vorrei e in parte non potrei rinunciare, ho avuto già due netti segnali dalla cittadinanza nel 2004 e nel 2009 e vedo che ci sono altre energie più adatte di me a candidarsi. Cerchiamo la figura che possa ben rappresentare la necessità di cambiamento e che si dimostri in grado di tenere unito il quadro politico delle opposizioni (quelle vere)».

P.F.

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Scritto da il 20.11.2017. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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