ASIU-RIMATERIA: “ADESSO IL PROGETTO È PRONTO A ENTRARE SUL MERCATO”

Piombino (LI) – Con l’assemblea di mercoledì scorso la partecipata Asiu è confluita ufficialmente in Rimateria ed entro il mese verrà pubblicato il bando per la vendita parziale delle quote. Una notizia già annunciata più volte dall’amministrazione comunale, ma che ora è stata formalizzata e può dare il via alla risoluzione delle questioni ancora aperte sul territorio, in tema di rifiuti industriali, di bonifiche e di sviluppo. Questo nelle speranze del Comune di Piombino.

“Quello che è avvenuto lo scorso mercoledì – affermano il sindaco Massimo Giuliani e Marco Chiarei in una nota congiunta – è un momento storico  nel quale si concretizza il  conferimento di Asiu in Rimateria e la ricapitalizzazione di quest’ultima. Questi passaggi segnano il concretizzarsi di un’idea forte di governo dei flussi di materia di questo territorio”. Gli indirizzi e le strategie che i comuni soci di Asiu hanno dato lo scorso anno al presidente Caramassi – sottolineano – si stanno attuando secondo le previsioni. Un’incessante attività scandita da passaggi molto complessi ha prodotto, e sta producendo, il rispetto dei tempi e degli obiettivi”.

La ricapitalizzazione di Rimateria permetterà alle amministrazioni pubbliche di agire sul mercato e selezionare i partner industriali necessari allo sviluppo del piano industriale della società, che ambisce a risolvere le criticità ambientali del territorio e a generare un’economia reale.

L’obiettivo, a detta di Giuliani e Chiarei, è quello di mettere in moto delle buone pratiche di economia circolare.

“L’economia circolare può diventare uno degli assi principali su cui far poggiare il futuro sviluppo del nostro territorio; un asse – proseguono  –  legato agli altri grandi processi di trasformazione in cui questo territorio è protagonista (sviluppo portuale e blue economy, riqualificazione comparto siderurgico, riconversione produttiva e funzionale di aree industriali) che crea le condizioni per saldarle insieme, in un equilibrio che vede il chiudersi dei cicli di produzione e il raggiungimento della sostenibilità ambientale e nuova economia”.

“Il recente ottenimento delle autorizzazioni regionali  per la realizzazione di nuovi volumi destinati allo smaltimento in sicurezza dei rifiuti speciali non riciclabili – ricordano il primo cittadino e l’assessore  – ha creato le condizioni che avevamo programmato permettendoci di avviare il processo virtuoso di sviluppo della società Rimateria”.

Gli altri passaggi saranno il bando pubblico, in uscita nelle prossime settimane, e la successiva costruzione di una società con una governance capace di bilanciare i compiti di pianificazione e controllo destinati ai soci pubblici con quelli della gestione operativa destinata ai soci industriali. Resta fermo il controllo pubblico della società.

“Contiamo di raggiungere l’avvio della piena operatività di Rimateria tra la fine di quest’anno e l’ inizio del 2017. Gli investimenti – continuano – inizieranno a concretizzarsi a partire dal rilancio e sviluppo degli impianti destinati alle attività di trattamento, inertizzazione e riciclo dei materiali”.

“Questo progetto ha un carattere innovativo ed il rispetto dei tempi dati inizialmente sta dimostrando come le amministrazioni e i membri del cda stiano dando prova di assoluta efficienza ed affidabilità”.

Un quadro in cui tuttavia Giuliani e Chiarei fissano pure le questioni irrisolte del territorio lanciando anche la proposta di una cabina di regia dedicata all’economia circolare.

“L’entrata in campo di Rimateria mette a disposizione uno strumento che deve essere finalizzato a ricucire le molte criticità che ancora persistono: il tema dei “cumuli” di rifiuti dispersi su ampie porzioni di territorio, i progetti di bonifica e messa in sicurezza dei suoli e della falda a carico di soggetti privati e pubblici, gli esiti delle procedure per l’individuazione dei soggetti colpevoli dell’inquinamento, un variegato assetto di proprietà dei terreni industriali (Aferpi, Demanio; Lucchini A.S), le dinamiche dello sviluppo delle aree portuali e retroportuali e molto altro. Perciò riteniamo che occorra una regia unica, uno strumento innovativo, capace di inquadrare secondo un’ottica di sistema le problematiche elencate e rendere più rapidi i grandi processi di trasformazione che attraversano questo territorio”.

“La regione toscana – concludono – sta dando un grande impulso in termini di raccordo tra le varie problematiche ma potrebbe essere utile pensare ad un accordo specifico dedicato all’economia circolare dell’intero comprensorio, secondo la felice tradizione degli accordi di programma sottoscritti fino a oggi. Noi siamo pronti ad essere tra i protagonisti”.

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Scritto da il 13.8.2016. Registrato sotto ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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