PROBLEMI VERI, PROBLEMI FINTI

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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Corriere Etrusco “numero 10” del 7 giugno 2013

La società moderna occidentale ha perso il senso dei veri problemi. E così sembrano diventare problemi insormontabili il cellulare che non funziona in un momento di bisogno, un tradimento amoroso o la perdita momentanea del posto di lavoro. Sicuramente sono argomenti importanti, ma così perdiamo di vista eventi che riguardano il nostro stile di vita, e i danni che questo, anno dopo anno, sta creando alla nostra  permanza sulla Terra.

Le concentrazioni di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera, ad esempio, hanno superato in alcune stazioni di monitoraggio la soglia di 400 ppm (parti per milione), valore che sarà raggiunto in tutto il pianeta tra il 2015 e il 2016. Crescono i livelli delle emissioni di questo gas a effetto serra, derivato dalle combustioni, che è il maggior responsabile dei cambiamenti climatici. La CO2 intrappola il calore e fa sì che il Pianeta si riscaldi ulteriormente con effetti diretti in tutti gli aspetti della vita. Si stima che negli ultimi 10 anni la quantità di CO2 nell’atmosfera sia aumentata in media di 2 ppm all’anno. Tra il 1990 e il 2011 il forzante radiativo è aumentato del 30% . Secondo il Greenhouse Gas Bulletin del WMO, la quantità di CO2 ha raggiunto 390,9 ppm nel 2011, più del 140% (all’inizio del 900 era pari a 280 ppm).

Le conseguenze sono davanti ai nostri occhi: si sciolgono i ghiacciai e assistiamo alla tropicalizzazione del clima con la scomparsa delle mezze stagioni: fenomeni che stanno avvenendo con una velocità che può essere osservata quotidianamente, e che porterà a un peggioramento della qualità della vita nel futuro delle prossime generazioni.

Davanti a dati così allarmanti la politica e buona parte dell’economia non si preoccupano. Si “sottovaluta” la questione e si continua a parlare di tutto invece che dei veri problemi dei paesi industrializzati. Il principale è quello su come riconvertire una società la cui economia è tutta incentrata sul petrolio (e quindi sulla CO2) in modo che questa lentamente torni a diminuire per tornare ai valori almeno degli anni ’90.

I politici nostrani utilizzano tutte le armi di “distrazione di massa” per parlare di qualsiasi cosa, purché non si parli del principale business del futuro. Quello del passaggio ad una nuova economia che salvi il pianeta e dia alle future generazioni le stesse possibilità che hanno avuto quelle precedenti. C’è chi la chiama “Green Economy” io la chiamo saggezza.

Giuseppe Trinchini

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