IL TEMPO PASSA E PIOMBINO NON SI MARITA

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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Corriere Etrusco “numero 9” del 31 maggio 2013

E’ ormai passato più di un mese dalla pubblicazione del decreto 43 del 26 aprile scorso sulle aree di crisi complessa. Agli annunci fatti dal ministro Orlando, dal presidente regionale Rossi non stanno corrispondendo gli adempimenti essenziali previsti dal decreto legge che riconosce Piombino come «area di crisi industriale complessa».

Era all’ordine del giorno del Senato il 29 maggio (ma è già stato rinviato probabilmente a mercoledì 5 giugno) la seduta per la conversione del decreto, al cui articolo 1 (quello che interessa Piombino) sono stati presentati 35 emendamenti.

Tra di essi non ce n’è uno che, come era stato annunciato, riguardi il superamento del Patto di stabilità per il Comune e che favorisca l’iter nell’esame alla Camera. Il presidente della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello (Pdl), ricorda comunque che i temi ancora aperti riguardano le coperture delle modifiche che si vogliono introdurre: si parla di 200 milioni aggiuntivi da sbloccare con deroghe al patto di stabilità interno per il disastro di Genova, l’area industriale di Piombino e i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia.

«Dai territori sono venute richieste condivisibili e ragionevoli ma – rileva Marinello – bisogna fare i conti con le disponibilità. È in atto un confronto serrato tra parlamento, territori, Governo e Ragioneria per arrivare ad un risultato condiviso». Tutto questo mal si concilia con la volontà del legislatore che, nel decreto, indica alcuni passaggi temporali decisamente ridotti.

Ovvero (comma 5) «al fine di consentire la realizzazione degli interventi infrastrutturali previsti» il Cipe doveva decidere, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto (scaduti il 26 maggio) sul progetto definitivo e sul piano finanziario riguardanti la strada 398 fino al Gagno, ma nel loro sito da la parola “Piombino” non compare da mesi. Il decreto inoltre, al comma 6 preannunciava, sempre entro il 26 maggio, la stipula di un Accordo di programma quadro tra Ministeri competenti, Autorità portuale, Regione e Comune per «individuare le risorse destinate agli specifici interventi e da trasferire alla contabilità intestata al Commissario straordinario (ndr: cioè Enrico Rossi)», fondamentale per riempire di contenuti un provvedimento utile per dare un po’ di ossigeno all’economia del comprensorio.

Mentre i palazzi rinviano, il cantiere della Concordia al Giglio va avanti e il raddrizzamento, meteo permettendo, è previsto per la fine di giugno. Realizzare pontile, banchina, fondali, l’ampio cantiere a terra per ospitare la nave nel porto di Piombino richiede «tempi lunghi», e il presidente dell’autorità portuale Guerrieri ha ribadito di attendere la conversione del decreto per emanare il bando con cui si assegnerà l’incarico per le nuove strutture al porto. Un adempimento che, annunciato per settembre, potrebbe slittare, rendendo di fatto improbabile l’arrivo del relitto nella nostra città.

Giuseppe Trinchini

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